L’NIL ha trasformato per sempre l’NCAA e il giro di trasferimenti ormai fuori controllo durante l’offseason ha rafforzato ulteriormente le Power Conference e le sue big. Il rovescio della medaglia è che si è abbassato il livello delle piccole e quindi la possibilità di vedere Cinderella emergere a marzo. Quest’anno poi almeno dieci No.1 del mondo Mid Major hanno perso il loro torneo di conference, senza staccare il biglietto per la Big Dance. Ma la March Madness è sempre il torneo delle sorprese e ci sono altre storie da segnalare, oltre a quella di Tennessee State.
UMBC – Dopo 8 anni torna alla Big Dance anche UMBC che non può non avere un posto tra le possibili cinderella. Nella loro ultima apparizione nel 2018, i Retrievers eliminarono Virginia al primo turno, entrando nella storia come prima squadra con un seed 16 a eliminare una numero 1. Dopo un 2024/25 fallimentare con sole 5 vittorie nella conference, la squadra di coach Jim Ferry ha vinto l’American East battendo Vermont grazie ai 33 punti di DJ Armstrong, guardia pescata a Texas Permian Basin, oscuro college di Division II, e autentico dominatore della finale con 7/9 da 3 punti. Viene dalla Division II anche il centro Jose Roberto Tanchyn, spagnolo da Cordoba lui pure al primo anno con i Retrievers. Che tornano alla March Madness con una striscia aperta di 12 vittorie e comunque i loro avversari non saranno felici di incontrarli: “I’m sure they’re not going to feel very comfortable”, ha detto coach Ferry con il ghigno di chi non vede l’ora di fare un altro scherzo a una big.
McNeese – Addio al Cowboy Will Wade, ma la sostanza rimane. Bill Armstrong, ennesimo coach uscito dallo staff di Scott Drew a Baylor, ha tenuto fede alle ormai alte aspettative dei Cowboys che hanno messo in scena un duello con Stephen F.Austin, battuta nettamente in finale della Southland dopo essersi spartiti i match di regular season. Terzo biglietto consecutivo per la Madness, tutto sommato abbastanza inaspettato: Jahvon Garcia da POY in carica ha lasciato spazio in attacco al freshman Larry Johnson, game changer dei Cowboys, e a Tyshawn Archie. Ma in generale McNeese è piena di transfer da high major inesplosi, come Garwey Dual o Jerrell Colbert, e ruotano praticamente con dieci giocatori. Matchup da non sottovalutare.
Larry Johnson (Creighton ➡️ McNeese) might be the BOUNCIEST player in college basketball this season.
Early season stats:
22.6 points
3.4 rebounds
73% FGCheck out his 🎥⬇️ pic.twitter.com/xC4HfylTvV
— The Portal Report (@ThePortalReport) November 24, 2025
High Point – Coach Alan Huss se ne sarà anche andato, ma anche qui il programma del North Carolina ha dimostrato una grande solidità diventando una delle poche squadre ad arrivare al torneo con quota 30 vittorie e lo ha fatto senza rendere delle pedine fondamentali i migliori due acquisti dell’estate, Conrad Martinez da Arizona e Youssouf Singaré di UConn. Il leader è il lungo Terry Anderson ma coach Flynn Cayman ha portato ad High Point un ex recruit 5 stelle a Kentucky come Cam’ron Fletcher, ormai al suo sesto anno di NCAA. Contro Winthrop è servita una gran rimonta nel secondo tempo per staccare il secondo ingresso al torneo consecutivo.
Akron – La Mid Major dimenticata. Raramente una squadra che chiude 17-1 la propria conference viene snobbata da ogni analista durante la stagione. É capitato ai Zips, nascosti dalla favola Miami Ohio che – dopo tanti finali portati a casa per il rotto della cuffia – ha perso contro UMass nel torneo della MAC, dopo 32 vittorie di fila. In nove anni John Groce ha costruito un programma solido, spesso saccheggiato da programmi più forti eppure continuo. É arrivata la miglior stagione della gestione dell’ex coach di Illinois, trascinata dall’elettricità della guardia Tavari Johnson, 20 punti di media con percentuali fenomenali, e dalla solita difesa matchup che mischia le carte e manda in crisi gli attacchi. Sono tra i più indiziati a portare a casa un upset: tirano il 38% da tre con ben sei giocatori sopra il 34% e sono tra le migliori squadre per palle rubate in D-I.
My Player of the Year was Tavari Johnson.
Miami had the historic year, Akron has the better team, with even more All-MAC representation (two first-teamers, 6MOY, two All-Defensive teamers, and a top-five freshman) and TJ STILL produced like this. https://t.co/zIQnxdkcNg
— Logan Adams (@LoganPAdams) March 11, 2026
Hofstra – L’ultima volta che sono arrivati alla March Madness sulla panchina sedeva un giovane coach chiamato Jay Wright e il suo leader si chiamava Speedy Claxton. Ora Jay Wright è in pensione e in Hall of Fame e Claxton ha riportato i Pride al torneo dopo 25 anni. Il percorso è stato da vera Cinderella: vittoria contro Syracuse a dicembre, gennaio durissimo con cinque sconfitte di fila e buzzer beater in semifinale del freshmen Preston Edmead – eroe anche della finale con 26 punti. Il leader è la guardia al terzo anno Cruz Davis, un ventellista sparatutto col 40% da tre, Player of the Year della CAA ma la squadra di Claxton nella finale contro Monmouth ha sopperito ad una brutta serata del suo leader mostrando una profondità interessante.


