La stagione 2026-2027 del basket Ncaa femminile riparte da stelle pronte a confermarsi e da freshmen che promettono di lasciare il segno. Da JuJu Watkins, attesa al ritorno dopo il lungo recupero dalla rottura del crociato, a Sarah Strong, chiamata a raccogliere l’eredità di Paige Bueckers e Azzi Fudd a UConn, passando per le ambizioni di Madison Booker, Hannah Hidalgo e Olivia Olson, il talento proprio non manca. E poi ci sono le matricole, da Kate Harpring a Olivia Vukosa, pronte a conquistarsi spazio e attenzione.
Dodici giocatrici, storie diverse e una stagione tutta da scrivere: ecco chi tenere d’occhio nel basket universitario femminile.
Le top 5
JuJu Watkins – USC, guardia
Il 24 marzo 2025, al Galen Center, JuJu Watkins si accascia nel primo quarto della sfida di secondo turno contro Mississippi State. È il crociato destro, e la conferma arriva quella sera stessa. Poche ore dopo parla di shock, ma anche di fiducia: tutto accade per una ragione, dice, ora si lavora. Poi sceglie il silenzio. Recupera quasi in privato e, senza volerlo, alimenta l’attesa del suo ritorno. Dopo un anno fuori dal campo di gioco, la giocatrice col suo inconfondibile chignon alto – che lei chiama il suo “superpotere” – è pronta a riprendersi la scena.
Sarah Strong – UConn, ala grande
Se Watkins desta qualche dubbio a livello fisico, Sarah Strong è invece la certezza della prossima stagione: la numero 21 delle Huskies è stata la giocatrice più dominante del 2025-26 vincendo i principali premi di miglior giocatrice dell’anno (Wooden, Naismith, AP e Wade) e chiudendo con una media di 18,4 punti e 7,7 rimbalzi, col 58,2% dal campo e il 40,4% da tre. La sua forza è la completezza: segna, passa, difende, domina a rimbalzo. Senza Fudd, partita per Dallas, dovrà prendersi un carico offensivo ancora maggiore: sarà il vero banco di prova della sua carriera collegiale.
Madison Booker – Texas, ala/guardia
Madison Booker si prepara a una stagione di riscatto. Dopo la prestazione appannata della semifinale contro UCLA dello scorso anno, Texas si ritrova con un roster tutto nuovo e da capire: diverse compagne sono finite nel transfer portal e coach Schaefer riparte da lei, tre volte All-American. Booker, che da silenziosa è diventata una leader a voce alta, ha perfino adottato il saluto di Schaefer, “Praise the Lord and Hook ’Em Horns”. È con quella voce che ora deve guidare una squadra nuova.
Hannah Hidalgo – Notre Dame, guardia
Hannah Hidalgo è la giocatrice più elettrica del campionato. Vincitrice del WBCA Defensive Player of the Year nel 2025-26 ha firmato i suoi massimi in carriera con 25,3 punti, 5,6 recuperi e il 47,5% dal campo. Rapidissima, è micidiale in transizione e negli attacchi al ferro, senza contare le buone doti da facilitatrice. I punti deboli restano però le palle perse e il tiro da tre (33,3% in carriera, con 1,4 triple a partita). Alla sua ultima stagione con le Fighting Irish, resta tra le migliori realizzatrici del paese e una delle poche capaci di spostare da sola l’equilibrio di una partita in difesa. Sarà la stella assoluta dell’Eternal City Tip Off di Roma.
Joyce Edwards – South Carolina, ala grande
La scorsa stagione è stata la miglior marcatrice delle Gamecock con 19.2 punti di media toccando quota 1.000 punti in appena 64 partite. Un record che solo due giocatrici prima di lei sono riuscite a tagliare. Il ritorno di Chloe Kitts e Ashlyn Watkins dopo gli infortuni della scorsa stagione permetteranno a Edwards di avere maggiori opportunità a livello offensivo facendola diventare la pedina fondamentale del gioco di South Carolina.
Rising stars
Blanca Quiñonez – UConn, ala
Lo scorso anno è entrata dalla panchina e ha spesso fatto la differenza, soprattutto nel Torneo. Non a caso, è stata premiata come Big East Rookie of the Year e Big East 6th Player of the Year. Dopo l’operazione alla spalla che l’ha tenuta ferma tutta l’estate, il prodotto del vivaio del Magnolia Basket Campobasso è pronta a tornare per il suo secondo anno con maggiore minutaggio e soprattutto responsabilità.
Mikayla Blakes – Vanderbilt , guardia
La miglior realizzatrice di tutta la NCAA femminile con una media di 27 punti a partita, è una di quelle giocatrici che da sola può trascinare un’intera squadra. È stata solo la seconda sophomore – dopo A’ja Wilson – a vincere il premio come miglior giocatrice della SEC. Quest’anno sarà chiamata ad assumere un nuovo ruolo per le Commodores: quello di leader e di giocatrice più completa.
Olivia Olson – Michigan, guardia
Qualcuno potrebbe storcere il naso leggendo il suo nome in questa top 5, ma Olivia Olson ha tutte le caratteristiche per starci. Prendiamo il secondo turno del torneo NCAA contro NC State: 0/6 al tiro, nessun punto per metà partita, poi l’esplosione, con tutti i suoi 27 punti segnati nella ripresa. Sarà lei il volto di una Michigan che insegue la sua prima Final Four e che è stata inserita tra le migliori 5 squadre di questa stagione.
Le nuove leve
Kate Harpring – North Carolina, guardia
Dalla Marist School di Atlanta, è la numero uno assoluta di questa recruiting class. Kate è una combo-guard capace di fare un po’ di tutto: alla high school si è distinta come una straordinaria realizzatrice, completando il suo gioco con una difesa aggressiva e una notevole capacità a rimbalzo. Durante l’estate si è dedicata alla riabilitazione di un infortunio alla spalla rimediato a marzo, durante il McDonald’s All-American Game. Tuttavia, ha iniziato molto bene gli allenamenti a Chapel Hill e sembra già a suo agio con il ritmo del basket universitario.
Saniyah Hall – USC, ala piccola.
Ha conosciuto JuJu Watkins in una veste inattesa: “Coach JuJu”, con la lavagnetta in mano, a guidare la sua squadra al torneo Overtime Select Takeover, dove Hall giocava. Un mese dopo ha scelto le Trojans, dicendo che le sembrava casa. Era la più giovane della nazionale USA Under 19 a 16 anni, ed è stata nominata MVP del Mondiale vinto dagli Stati Uniti. A USC ritrova Watkins e con Jazzy Davidson forma un trio di giocatrici che in pochi hanno.
Jerzy Robinson – South Carolina, guardia
La fisicità di Robinson e la sua capacità di giocare sia con la palla sia senza dovrebbero avere un immediato impatto nel reparto esterni di South Carolina, dopo le partenze di Raven Johnson, Taniya Latson e Maddy McDaniel. Dà il meglio di sé quando attacca il canestro sfruttando la propria fisicità e riesce a guadagnarsi falli e tiri liberi. Ha però dimostrato anche una notevole versatilità, e sa come vincere, visto che ha conquistato tre medaglie d’oro con la nazionale statunitense.
Olivia Vukosa – UConn, centro
Vukosa arriva a Storrs con un’esperienza decisamente superiore a quella di una matricola normalee, grazie ai numerosi anni trascorsi a rappresentare la Croazia nelle competizioni internazionali. Il suo arrivo va a colmare il vuoto nel reparto lunghi lasciato dalla conclusione del percorso universitario di Serah Williams, offrendo a Geno Auriemma un’altra giocatrice di talento, capace di costruire il gioco, aprire il campo con il tiro e giocare in sinergia con Sarah Strong. Il premio come Big East Preseason Freshman of the Year la dice lunga sul potenziale di questa giocatrice.


