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Cadeau, Mullins, Fears, la top 10 delle guardie per la prossima stagione

Basketballncaa - Cadeau Fears Mullins
Autore: Manuel Follis
Data: 4 Set, 2026

Come sempre la stagione NCAA parte con una serie di super guardie, tra ritorni eccellenti e talenti in cerca di riscatto. Da tenere presente che la classifica non considera i freshman (sennò avremmo inserito Caleb Holt di Arizona) e i transfer (ad eccezione di Aberdeen che però ritorna “a casa). Da Elliot Cadeau e Braylon Mullins fino a Robert Wright, ecco la classifica

10. Robert Wright

BYU – 18.1 PTS, 4.6 AST, 3.5 REB – 185 cm, 83 kg

C’è vita dopo AJ Dybantsa? Sarà questa la grande domanda in casa Cougars l’anno prossimo e le principali risposte dovranno arrivare dalla point guard che si presenta per il suo terzo anno in NCAA e il cui ritorno ha fatto felici i tifosi di BYU. I maligni sostengono che le cifre dell’anno scorso (le migliori in carriera) siano state influenzate dagli spazi creati da Dybantsa, il super talento chiamato alla numero 1 del draft NBA. La prossima stagione servirà a Wright per dimostrare le proprie capacità, anche perché in alcuni casi sarà chiamato a fare dada punta dell’attacco della squadra di Kevin Young. Sarà anche fondamentale verificare il suo apporto in fase difensiva.

9. Denzel Aberdeen

Florida – 13.5 PTS, 3.4 AST, 2.5 REB – 196 cm, 85 kg

Il figliol prodigo è tornato. Strana parabola quella della guardia giunta ormai al suo quinto anno nel college basket. Dopo aver vinto il titolo Ncaa con Florida nella stagione 24-25, la scorsa annata è passato in casa Kentucky, ma possiamo serenamente dire che non è andata, per la squadra e per lui. Spesso si è trovato a dover inventare e togliere le castagne dal fuoco in attacco, compito che gli riesce a sprazzi. Il mix tra fisico, talento, esperienza e tiro da fuori lo rende una possibile top guard, ma sarà fondamentale capire se riuscirà a non subire strascichi dalla passata stagione.

8. Trey McKenney

Michigan – 9.9 PTS, 0.9 AST, 2.8 REB – 193 cm, 102 kg

Primo cambio dalla panchina della squadra che ha vinto il titolo Ncaa, McKenney quest’anno sarà probabilmente promosso in quintetto (a maggior ragione dopo l’infortunio di Brandon McCoy), vedendo aumentare le sue cifre, che comunque se parametrate al minutaggio non sono state niente male. Guardia robusta, che fa del tiro da 3 la sua specialità (ha tentato il doppio dei tiri dall’arco rispetto a quelli da 2) insieme a una difesa fisica. I dubbi riguardano la sua capacità di creare gioco, e il problema è che non ci sarà più sulla panchina un guru come coach Dusty May.

7. Tyler Tanner

Vanderbilt – 19.5 PTS, 5.1 AST, 3.6 REB – 183 cm, 77 kg

La decima posizione potrebbe essere persino ingenerosa, visto che secondo alcuni appassionati potrebbe risultare alla fine uno dei migliori giocatori dell’intero campionato. Di sicuro è reduce dalla migliore stagione in carriera, ma resta ancora qualche dubbio legato ai limiti fisici e l’annata 26-27 dovrebbe essere quella della definitiva consacrazione. Più PG che guardia tiratrice, ha però mostrato grande capacità nel finalizzare oltre che nel creare gioco per i compagni. E’ il prototipo del giocatore scattante e veloce, diabolico anche in difesa nel pressing sul portatore di palla e sulle palle vaganti.

6. Silas Demary

Connecticut – 10.1 PTS, 5.9 AST, 4.5 REB – 196 cm, 81 kg

Il tuttofare di UConn, è un giocatore chiave negli equilibri degli Huskies per la sua capacità di cambiare le partite sia in attacco sia in difesa. Ha mezzi fisici da guardia NBA, ma l’anno scorso non sono state tutte luci ed è capitato che commettesse errori o più che altro che scomparisse nei momenti clou dei match importanti (vedi i 2 punti con soli 4 tiri in finale). L’altra faccia della medaglia racconta però di un giocatore completo in tutti gli aspetti del gioco, ormai esperto, che si è inserito perfettamente nel meccanismo di coach Dan Hurley. Anche non dovesse essere una stagione da acuto, da lui ci si aspetta la solita grande concretezza.

5. Tahaad Pettiford

Auburn – 15.4 PTS, 3.8 AST, 3.0 REB – 196 cm, 81 kg

E’ stato uno dei freshman sorpresa al suo primo anno: intraprendenza, letture, tiri pesanti. Tutto faceva pensare che la stagione successiva sarebbe esploso prima di andare in NBA. Invece no. Il ragazzo, complici un cambio di allenatore e molte più responsabilità sulle sue spalle, è imploso, passando dal 36% abbondante da tre al 29% lo scorso anno su un volume di tiri notevolmente aumentato, con meno precisione in regia e meno falli subiti. Il talento però non può essere svanito nel nulla e al suo terzo anno Pettiford dovrà mostrare non solo di aver maturato esperienza, ma anche di essere in grado di tornare la star della prima stagione. Le potenzialità ci sono tutte.

4. Mason Falslev

Utah State – 16.0 PTS, 3.1 AST, 5.7 REB – 190 cm, 86 kg

Viene dallo Utah e ha scelto di restare con Utah State al suo terzo anno nonostante avesse proposte da molti college che volevano assicurarsi le sue doti. E’ il prototipo del tiratore bianco, che non fa dell’atletismo la sua caratteristica principale, ma che oltre a tirare quasi col 39% da tre sa anche sfruttare un fisico massiccio per trovare vantaggi vicino a canestro. E’ stato votato tra i migliori difensori della Mountain West l’anno scorso, il che lo rende un giocatore versatile. Non è detto che basti per una carriera NBA, ma di sicuro funziona per il college dove l’unico motivo per cui Falslev non è troppo sotto i riflettori è proprio il fatto che giochi con Utah State.

3. Jeremy Fears

Michigan State – 15.2 PTS, 9.4 AST, 2.4 REB – 188 cm, 86 kg

La sfrontatezza al potere. Se c’è un pertugio tra le difese Fears è capace di trovarlo. Inventiva, faccia tosta, tiro ondivago ma che si fa più preciso quando la palla scotta e una diabolica capacità di creare per i compagni fanno di Fears uno dei candidati a top guard della stagione. L’anno scorso è un po’ peggiorata la percentuale dall’arco (scesa dal 34% al 32%) ma sono esplose le sue doti di leadership in una squadra uscita solo alle Sweet 16 contro Connecticut (dando filo da torcere). La sua creatività è anche il suo limite, visto che la palla persa è abbastanza frequente in casa Fears. Ma nel mix tra quanto crea e quanto disfa, resta un super giocatore.

2. Braylon Mullins

Connecticut – 12.0 PTS, 1.4 AST, 3.5 REB – 198 cm, 88 kg

Una guardia giovane alta quasi 2 metri fa gola a tutti, NBA compresa, e in effetti qualcuno si è stupito che Mullins non provasse la carta del professionismo già dopo un solo anno in Ncaa. Invece la guardia dell’Indiana (tipico tiratore bianco dello stato) è tornato con gli Huskies e tutto fa pensare che finirà tra le migliori guardie del campionato. Il tiro c’è, anche se la scorsa stagione è stata caratterizzata da ondate: un inizio travolgente, poi un periodo di scarsa produttività, per poi tornare efficace (finale Ncaa a parte). Messa a posto la continuità, e in questo un anno in più non potrà che fare bene, parliamo di un all star.

1 Elliot Cadeau

Michigan – 10.5 PTS, 5.9 AST, 2.7 REB – 185 cm, 81 kg

Capire cosa potrà essere di un giocatore simile in NBA è complesso, perché Cadeau ha caratteristiche particolari. Di sicuro Dusty May (che però ora è andato via) gli ha dato quella serenità che gli mancava tanto che la scorsa stagione Cadeau è sembrato uno scienziato del gioco: implacabile come sempre in difesa (il suo marchio di fabbrica), ma insospettabilmente preciso nel gestire il gioco tra passaggi e tiri, peraltro con percentuali dall’arco finalmente buone (oltre il 37%) che si sono mantenute costanti dall’inizio alla fine. Votato miglior giocatore della Final Four in quella che è stata senza dubbio la migliore squadra dello scorso anno. Impossibile non metterlo in cima a questa lista.