Quote by Sì, no, forse: gli italiani tentati dalla Ncaa

Nonostante gli addii – o forse, gli arrivederci – di Scott Ulaneo e Andrea Bernardi, il numero di italiani in Division I rimane alto ed è destinato a crescere ancora. Al momento, sono dodici i nostri connazionali ai nastri di partenza della prossima annata, compresi quattro debuttanti: un redshirt freshman (Francesco Badocchi, Virginia), due matricole vere e proprie (Pietro Agostini a Kennesaw State e Michael Anumba a Winthrop) e un transfer da junior college (Ethan Esposito, Sacramento State).

Le novità, però, non finiscono qui: vediamo nel dettaglio le situazioni di recruiting di giocatori che potrebbero o dovrebbero passare in Division I nell’arco delle prossime due stagioni.

Class of 2018

È piuttosto paradossale, ma la situazione degli italiani eleggibili dalla prossima stagione è meno articolata e definita rispetto a quella di chi potrà passare in D-I nel 2019. Almeno per ora, visto che anche d’estate c’è margine per novità e sorprese.

Al momento, l’unico praticamente certo di sbarcare in Ncaa è Edoardo Del Cadia: un giocatore che, come il già citato Anumba, si appresta a compiere una tratta piuttosto inusuale per i giocatori di casa nostra: dall’Italia agli Stati Uniti passando per il Regno Unito. Figlio d’arte, 19 anni compiuti lo scorso marzo, Del Cadia è un’ala dal fisico tosto (2.03 metri per 100 chili) e dalle qualità molteplici: mano educata, fondamentali solidi, capacità di avere impatto in entrambe le metà campo.

Per un motivo o per un altro, ha trovato diverse porte chiuse quando si è accostato a club italiani di livello, il che lo ha indotto a cercare una strada diversa. Sfiorato l’approdo nel mondo delle high school americane nel 2015, la svolta per lui è arrivata l’anno seguente, col passaggio alla Myerscough Basketball Academy, nel nord-ovest dell’Inghilterra. Lì si è da subito messo in evidenza nella EABL, ricevendo le prime attenzioni da parte di università di Division I (fra le interessate dell’epoca, vale la pena citare Virginia Tech) oltre che da Montverde, pur decidendo alla fine di restare un altro anno nel Lancashire. Durante l’ultima annata, Del Cadia si è imposto fra i migliori prospetti del Regno Unito, il che di certo non guasta in ottica Ncaa.

 

Le squadre che nel tempo si sono inserite nel suo percorso di recruiting sono una ventina, con gradi d’interesse che variano dal semplice sondaggio all’offerta di borsa. A oggi, Del Cadia ha ristretto il cerchio a sei college: fra questi, il nome che spicca di più è quello di Missouri, ma qui il discorso si complica. Cuonzo Martin si è detto molto interessato al giocatore ma disposto a offrire una borsa solo dopo un incontro faccia a faccia – incontro che finora non è avvenuto, non riuscendosi a incastrare con gli impegni del ragazzo. Nel frattempo, il recruiting di Mizzou è andato avanti per la propria strada e il ritorno a sorpresa di Jontay Porter (dato per certo nelle ultime ore) precluderebbe del tutto questa opzione a Del Cadia, per via del limite di scholarship annuali. Insomma, in linea teorica, l’unica strada che condurrebbe ai Tigers, sarebbe quella di un approdo nel 2019 dopo un anno di junior college.

Gli altri college da lui preferiti appartengono al mondo delle mid-major: East Tennessee State (SoCon), Florida International (C-USA), James Madison (CCA), Kennesaw State (A-Sun) e Mount St. Mary’s (NEC). Fra questi, dovrà scegliere quali visitare in via ufficiale (non più di cinque, da regolamento). La selezione finale dovrebbe avvenire fra una o due settimane.

Fra i papabili di questa classe, c’è anche Guglielmo Caruso, da sempre uno dei ’99 più in vista del panorama italiano. Per lui, gli USA hanno sempre rappresentato un’opzione attraente: l’anno scorso, infatti, aveva valutato la possibilità di fare un anno di high school, salvo poi passare al Cuore Napoli e disputare la sua prima stagione in Serie A2, chiusa con cifre molto buone (9.1 punti, 5.5 rimbalzi e 1.5 stoppate in 23.2 minuti) che, però, non sono bastate per scongiurare la retrocessione della squadra. Il suo campionato è appena terminato e per ora il futuro prossimo sembra aperto a molte possibilità – magari proprio una permanenza a Napoli, in caso di ripescaggio.

 

Un altro nome finito su qualche taccuino è quello di un ex compagno di Caruso alla PMS e suo avversario proprio nell’ultima serie dei play-out di Serie A2. Si tratta del playmaker Federico Zampini, contattato da alcuni college durante la scorsa estate ma che, al momento, è orientato verso la permanenza in Italia.

C’è infine chi è in tutt’altra direzione sulla rotta Italia-USA. Pietro Giovanardi, dopo tre anni a Long Island Lutheran, ha infatti deciso di tornare a casa. L’esterno riminese aveva suscitato interesse fra molti college di Division II ma, per lui, giocare in D-I era la condizione sine qua non per restare negli Stati Uniti.

Class of 2019

Qui il discorso si fa più interessante, con diversi giocatori proiettati verso la Division I, in alcuni casi ricevendo offerte da high major.

Il nome più importante è quello di Federico Miaschi, una delle guardie di più alto livello nel panorama giovanile italiano. Il giocatore, appena 18enne, ha messo a segno diverse belle prestazioni con la Virtus Padova durante la sua prima stagione in Serie B, viaggiando a quota 9.3 punti, 2.9 rimbalzi e 1.2 assist in 23 minuti. Poco più d’un mese fa, ha fatto la parte del leone con la nazionale U18 che ha vinto la medaglia di bronzo al Torneo Albert Schweitzer, risultando come top scorer della manifestazione (22.8 punti di media) e venendo inserito nel miglior quintetto.

«In questo momento non so ancora niente sul futuro – ci ha raccontato – ma credo sia giusto considerare tutte le proposte e valutare insieme alla mia società di appartenenza, la Reyer, il percorso migliore per la mia crescita. Riguardo i college, si sono fatti avanti in molti sopratutto dopo il torneo di Mannheim, in particolare Oral Roberts, Texas Tech e UT San Antonio e con altri avrò modo di parlarci. Il mio sogno è comunque quello di tornare, quando sarò pronto, a giocare con un ruolo da protagonista alla Reyer.»

 

Se Miaschi potrebbe anche finire per non spostarsi dall’Italia, ci sono diversi altri giocatori che si trovano già negli Stati Uniti e che hanno la Division I come obiettivo principale.

Mattia Acunzo, ala di 2.03 metri per 96 chili, anche lui dell’annata 2000, si è tolto diverse soddisfazioni negli ultimi mesi, dal titolo vinto con la sua high school, Kennedy Catholic, a un aprile nel circuito AAU buono abbastanza da far salire il numero di offerte ricevute. Ci sono diverse squadre interessate e che stanno alla finestra (anche due high major, Maryland e Wisconsin) e cinque college che hanno offerto una borsa: Appalachian State (Sun Belt), Canisius (MAAC), Toledo (MAC), Wright State e Youngstown State (entrambe della Horizon). La penultima elencata è l’unica università che ha visitato finora, in via non ufficiale. Acunzo ha davanti a sé un’estate di tornei con gli ITPS Wildcats che dovrebbe portargli altre offerte, quindi di visite ufficiali non se ne parlerà prima di luglio.

 

C’è poi chi ha già conseguito il diploma superiore e si sta facendo notare nei junior college, dove passerà un anno da sophomore prima di salire di livello. Tomas Woldetensae avrebbe dovuto esordire in D-I già nell’ultima stagione, ma era stato stoppato da un problema di eleggibilità relativo a uno degli anni di studio compiuti in Italia prima di trasferirsi a Victory Rock Prep. Ciò non gli ha impedito di cambiare piani e passare a Indian Hills, una delle migliori squadre in assoluto della NJCAA nella scorsa annata (record 33-1).

La combo guard mancina ha disputato una stagione buona (8.8 punti, 2.5 rimbalzi e 3.1 assist col 39.4% da tre), abbastanza da far lievitare le sue quotazioni e indurlo a defilarsi dall’impegno preso con UMKC, avendo ricevuto molte offerte interessanti, anche da parte di squadre delle sei grandi conference.

 

La squadra di Andrea Lo Biondo (Miles) non era della stessa caratura (record 10-21), ma ciò non gli impedito di farsi notare. Ala-centro di 2.06 metri, Lo Biondo ha chiuso la stagione sfiorando la doppia-doppia di media (13.5 punti e 9.3 rimbalzi), oltretutto con buone percentuali (57.9% dal campo col 35.9% da tre, oltre al 75.3% ai liberi).

Ha ricevuto delle offerte dalla D-I, ma ha comunque deciso che farà anche il secondo anno di JuCo. La lista delle squadre interessate è già sostanziosa e dovrebbe allungarsi ulteriormente dopo le due tappe del JA32 (torneo organizzato da JUCO Advocate) che disputerà a luglio. Queste le squadre che finora si sono fatte avanti per il varesino: Dartmouth (Ivy), Houston Baptist (Southland), IUPUI (Horizon), Marshall (C-USA), North Dakota (Summit), South Alabama (Sun Belt), UC Riverside (Big West), UIC (Horizon), Wagner (NEC).

 

Un altro lungo che ha ben figurato è Thomas Binelli. L’ex Bergen Catholic ha messo su buone cifre a Monroe College (record 20-11), confermando una volta di più le sue doti di cecchino dalla linea da tre (10.6 punti e 3.9 rimbalzi di media, 43.3% dall’arco con 4.8 tentativi a partita). Cinque le università di D-I che si sono interessate a lui in tempi recenti: Fairleigh Dickinson (NEC), Iona (MAAC), Little Rock (Sun Belt), San Diego (West Coast) e Stony Brook (AmEast).

Quote by Recruiting: Italian players leaning towards college basketball

As of today, there’s still a pretty high number of italian basketball players in Division I, despite the decisions to transfer made by Scott Ulaneo (from Seattle to Hawaii Pacific, D-II) and Andrea Bernardi (who left Marist after just one season). Right now, there are twelve student athletes that will be on the court next season, including four newcomers: a redshirt freshman (Francesco Badocchi at Virginia), two true freshmen (Pietro Agostini at Kennesaw State and Michael Anumba at Winthrop) and one JUCO transfer (Ethan Esposito at Sacramento State).

However, this number will keep growing: let’s take a look at the recruiting situation of some players that should – or at least, might – move to D-I basketball within the next two seasons.

Class of 2018

Strangely enough, the situation in the Class of 2018 is less rich and definite than that of the Class of the 2019. At least for now, since there’s still room for development and surprises, even during the summer.

Right now, Edoardo Del Cadia is the only one who’s practically sure of moving to D-I basketball for the next season. Like the aforementioned Anumba, this player will take a rather unusual route, at least for italian ballers: from Italy to the US via the UK. Del Cadia is a 19-years-old wing with strong frame (6-foot-8, 220 lbs) and several qualities: good hands, solid basic skills, ability to make an impact on both ends of the floor.

For one reason or another, he has always been off the radar of top italian clubs, which led him to look for a different path. In 2015, he was pretty close to find a place in an american high school. The turning point, for him, came the following year, by being enroled at Myerscough Basketball Academy, in the north-west of England. There, he rapidly showed his potential while playing in the EABL, which led him to draw the attention of some D-I schools (back then, Virginia Tech was among those interested), as well as by Montverde, although he ultimately decided to spend one more year in Lancashire. During the last season, Del Cadia established himself as one of the top prospects in the UK.

 

There are about twenty teams that, at one moment or another, have been part of his recruiting process, with different degrees of interest – from a simple request of informations to a scholarship offer. As of today, Del Cadia has narrowed his list to six schools. Missouri is the one that stoods out. However, things get tricky here: Cuonzo Martin said he was definitely interested but also willing to offer a scholarship only after meeting the player in person (of course). Said meeting has not happened yet, since the whole thing didn’t fit with Del Cadia’s schedule. In the meanwhile, Mizzou’s recruiting activity carried on and, at this point, there won’t be scholarships left to offer, especially if Jontay Porter decides to come back to school, which is reportedly very probable. Theoretically speaking, the only road that would lead the italian player to the Tigers would be an enrollment in the 2019, most likely after a year in a junior college.

The other schools amongst which he’ll choose those for an official visit are all members of mid-major conferences: East Tennessee State (SoCon), Florida International (C-USA), James Madison (CCA), Kennesaw State (A-Sun), Mount St. Mary’s (NEC). His choice should be announced in a week or two.

In this class, Guglielmo Caruso is another one that might choose to play college basketball. For Caruso – one of the top prospects among the 1999-born italian players – the US have always constituted a tempting option. Last year, he considered the possibility of spending one year in a high school, but then chose to play for Cuore Napoli and compete in Serie A2 (2nd tier of italian basketball) for the first time in his career. He put together some very good numbers (9.1 points, 5.5 rebounds, 1.5 blocks in 23.2 minutes), but wasn’t enough to avoid the relegation of his team. His season has just endend and, right now, his next future looks open to many possibilities – he might also keep play for Napoli, in case of a repêchage.

 

Federico Zampini is another player that has been noticed by D-I coaches. Last summer, a few schools reached out before he chose to play at Roseto, another Serie A2 team: however, as of now, the ’99-born point guard is likely to stay in Italy.

There’s also someone who is going to take a complete different direction on the Italy-US route: Pietro Giovanardi has choosen to come back home after three years at Long Island Lutheran. The shooting guard from Rimini had plenty of interest coming from D-II schools but, to him, playing D-I basketball was the only option that would’ve kept him in the United States.

Class of 2019

Things get more interesting here, since there are several players who are headed to the D-I, sometimes with offers from high major schools.

Federico Miaschi, one of the most promising SG in Italy, is the most prominent name here. The 18-years-old player has had some nice performances while playing with Virtus Padova (on loan from Reyer Venezia) during his first season in Serie B (3rd tier league), averaging 9.3 points, 2.9 rebounds, 1.2 assists in 23 minutes per game. Last April, he took the lion’s share on the court while playing for the bronze-winning U18 national team at the Albert Schweitzer Tournament, leading the tourney for points per game (22.8) and earning a spot in the best 5.

«Right now, I don’t know about the future – he told us – but I think it’s right to take into account every offer and evaluate, together with my club, which path would be the best for my development. There are many schools that reached out, especially after the Mannheim Tournament, in particular Oral Roberts, Texas Tech, UT San Antonio and I also will have the chance to talk with others. Anyway, my dream is to come back one day, when I’ll be ready to take on a major role at Reyer.»

 

There are also some players who already are in the US and whose main goal is to play D-I basketball. Mattia Acunzo recently had a couple of pretty good months, winning a title with his high school, Kennedy Catholic (Hermitage, PA), and then receiving some scholarship offers after being noticed in AAU tournaments. There are several schools that are keeping an eye on this 6-foot-8 small forward (Maryland and Wisconsin among others), who has been offered by five teams: Appalachian State (Sun Belt), Canisius (MAAC), Toledo (MAC), Wright State and Youngstown State (Horizon). So far, he took just one unofficial visit (at Wright State). Currently playing for ITPS Wildcats, Acunzo has a long summer of tournaments ahead of him that should bring more offers, so no official visits will be discussed before July.

 

There are three JUCO players who will likely play D-I basketball after their sophomore year. Tomas Woldetensae should’ve made his D-I debut this last year at UMKC, but was ruled ineligibile because of a lack of requirements related to some classes he took in Italy right before moving to Victory Rock Prep. However, this didn’t stop him from changing plans, be enroled at Indian Hills and play for one of the very best NJCAA teams of the last season.

The lefty combo guard had a good year, averaging 8.8 points (39.4 in 3P%), 2.5 rebounds and 3.1 assists, which made his stock grow and got him to decommit from UMKC, since there are many D-I schools interested in him, including high major programs.

 

Andrea Lo Biondo didn’t play for a team with that kind of value, but this did not prevent him from getting noticed. The 6-foot-8 power forward ended his season almost averaging a double-double (13.5 points, 9.3 rebounds) while shooting with good efficiency (57.9 FG%, 35.9 3P%, 75.3 FT%).

Lo Biondo received some D-I offers but decided to attend Miles CC for his sophomore year. The are several teams interested in him and the list should get longer in July, when he’ll partecipate to the JA32, a JUCO Advocate tournament. These are the schools that reached out so far: Dartmouth (Ivy), Houston Baptist (Southland), IUPUI (Horizon), Marshall (C-USA), North Dakota (Summit), South Alabama (Sun Belt), UC Riverside (Big West), UIC (Horizon), Wagner (NEC).

 

Thomas Binelli is another PF that had a good year, once again showing his great shooting skills and range (43.3 in 3P% with 4.8 attempts per game) while averaging 10.6 points and 3.9 rebounds at Monroe College. There are five D-I schools that showed interest, most recently: Fairleigh Dickinson (NEC), Iona (MAAC), Little Rock (Sun Belt), San Diego (West Coast), Stony Brook (AmEast).