Quote by Conference Finals: Fear The Deer

Le prime quattro gare delle Conference Finals sono in archivio, due squadre (Raptors e Blazers) reduci da due estenuanti gare 7 contro due avversari (Warriors e Bucks) più riposati e con il beneficio del vantaggio campo e la netta sensazione che entrambe le serie siano già segnate. Cosa si è visto in questo inizio di Final Four?

 

Milwaukee Bucks vs Toronto Raptors 2-0

Bucks a valanga sui Raptors. La squadra di coach Budenholzer ha dominato i primi due episodi della serie e, dopo 11 partite di playoff, si trova con un record di 10-1. Dopo la sconfitta in gara 1 contro i Celtics, i Bucks hanno preso a marciare come una schiacciasassi e ora si ritrovano a due vittorie dalle finali Nba, attese per oltre 40 anni. La differenza, almeno fino a ora, l’ha fatta il supporting cast: in gara 1 l’eroe è stato Brook Lopez con un quarto quarto da 13 punti e 3 su 5 da tre. Ma, in generale, la panchina dei Bucks sta scavando il solco, con le ottime prestazioni di Mirotic, Ilyasova, Hill e del ritrovato Brogdon.

 

Eppure, Toronto aveva iniziato gara 1 dominando, chiudendo il primo parziale avanti 34 a 23, il tutto con un Leonard formato essere umano. Il vantaggio è durato fino al quarto quarto; poi, il blackout. Nell’ultimo periodo i Raptors, escluso Lowry, non hanno segnato canestri dal campo. Di certo la freschezza fisica ha avuto un suo impatto nella serie: i Bucks hanno avuto sei giorni di riposo dopo il secondo turno, mentre i Raptors hanno chiuso in gara 7 una serie estenuante da un punto di vista fisico contro Philadelphia. Tuttavia, le prime due partite hanno rilevato una differenza tra le due squadre non immaginabile all’inizio dei playoff.

 

Gara 2 è stata condotta da Giannis e compagni fin dal primo quarto. La partita si è aperta con un parziale di 9 a 0 per i Bucks che non hanno più perso la testa della partita. I Bucks portano sei giocatori in doppia cifra con un ottimo Ilyasova  da 17 punti con 7 su 11 al tiro. Pessimo, invece, l’apporto della panchina dei Raptors ma, in generale, di tutti i compagni di Leonard: Gasol, impalpabile con 2 punti e 1 su 9 al tiro. Lowry, molto positivo in gara 1 con 30 punti, chiude con 15 punti e un 5/14 dal campo. Siakam, dal canto suo, chiude sotto la doppia cifra sbagliando molti tiri aperti. Leonard ha provato a tornare supereroe e a tratti ci è anche riuscito (31 punti, 10/18 al tiro, 10/10 dalla lunetta). Ma non è bastato. La serie ora va in Canada e sembra segnata in favore dei Bucks. Riuscirà Toronto a trovare risposte a questi Bucks, come fatto contro Philadelphia?

Golden State Warriors vs Portland Trail Blazers 2-0

Tante le critiche per i Blazers dopo la strategia difensiva usata contro i pick&roll di Stephen Curry.

 

Inconcepibile tenere il lungo così in basso, il lungo deve salire, bisogna affidarsi a trappole per costringere il due volte MVP a cedere il pallone e lasciare che siano gli altri a vincere la partita. Critiche arrivate anche dai giocatori di Portland, con coach Terry Stotts a ricordare a tutti che sì, Steph aveva tiri aperti, ma i suoi erano sul -6 a inizio quarto periodo e la valanga arrivata nei 12 minuti finali non ha trovato così tanti punti da quella particolare situazione di gioco. Vero anche che permettere a Draymond Green di gestire un 4vs3 con due difensori bloccati su Steph qualche metro più in alto della linea da 3 punti non è una ricetta per il successo. Concedere un 9 su 15 da oltre l’arco a Curry neanche.

Gara 2 ha portato i cambiamenti desiderati – trappole, raddoppi e altro – e la sfida è stata più competitiva, risolta nel finale da un parziale di 14 a 3 dei Warriors grazie anche a un Green straordinario negli ultimi 5 minuti e alla difesa di Andre Igoudala.

 

Damian Lillard (39.9% dal campo nelle 9 gare giocate dopo i 50 rifilati agli Oklahoma City Thunder in gara 5) ancora una volta annullato dalla stessa strategia che i compagni invocavano contro Steph. La verità è che le prime due gare sono andate esattamente come ci si aspettava, per un motivo molto semplice. Lillard e Curry sono giocatori simili – meglio il secondo, senza dubbio – ma Steph ha un Green a cui scaricare il pallone per creare dal palleggio e un Klay Thompson ad aprire il campo, mentre Dame ha Enes Kanter, Maurice Harkless e Al-Farouq Aminu a togliere spazio. Che gara 2 sia stata competitiva è già una sorpresa e lascia qualche speranza ai Blazers di rubarne almeno una in casqa. Anche perché Dame e compagni hanno dimostrato di sapersi adattare all’avversario e trovare modi di metterlo in difficoltà in entrambe le serie prima di questa. Ma per quello che si è visto finora, il passaggio del turno sembra già deciso.