Quote by Da Hayes a Bolomboy, matricole Ue di lusso

Non arrivano direttamente dal college, prima hanno provato la Nba. Alcuni di loro in realtà coltivano ancora il sogno di giocare per una franchigia, ma nel frattempo si stanno mettendo alla prova in Europa. Vediamo chi sono e dove giocano.

EUROLEGA

Tarik Black (Maccabi). Chi lo segue dai tempi di Memphis sa che Black non è un personaggio facile, ma in compenso se avete visto l’ultima gara persa dal Maccabi in casa col CSKA, avete capito che tipo di presenza in area garantisce questo centro massiccio di 206 cm. Niente tiri da 3, niente avventure lontano da canestro, Black è un macigno d’area che se va in fiducia diventa un cliente scomodo. Molto scomodo.

Joel Bolomboy (CSKA). L’ucraino ex Utah Jazz non è ancora sceso in campo perché sta aspettando il passaporto russo, ma è potenzialmente il più forte dei giocatori citati in questo elenco. Non a caso è stato scelto da una squadra che storicamente ama pescare dalla Nba e che considera un fallimento ogni stagione in cui non raggiunge la F4. Atleta di 206 cm e rimbalzista decisamente sopra la media, Bolomboy dovrebbe essere una delle armi in più del team russo.

Joel Bolomboy al centro e Alec Peters a destra

Tyler Ennis (Fenerbahce). Ha lasciato Syracuse dopo un solo anno convinto che la Nba lo avrebbe accolto a braccia aperte ma così non è stato. Rapido, talentuoso, Ennis è ancora un’incompiuta e ha scelto forse il posto migliore per capire che giocatore diventare. Le cure di coach Obradovic potrebbero trasformarlo in una PG completa, magari tanto da ribussare alle porte della Nba.

Darrun Hilliard (Vitoria). Potrebbe metterci un po’ ad adattarsi al sistema europeo, ma Hillard (ala versatile di 1,98) ha tutto per poter diventare un perfetto giocatore di sistema. I 4 anni a Villanova sono una garanzia dal punto di vista offensivo, ma allo stesso tempo non ne fanno un atleta da volume-di-gioco (tanti tiri, tante responsabilità, tanti punti). Una scommessa intrigante da parte del Baskonia.

Jordan Mickey (Khimki). Il fisico e la verticalità son lì da vedere. Ma nelle 3 stagioni in Nba (tra Boston e Miami) il centro ex LSU non è mai riuscito davvero a lasciare il segno. L’esperienza europea, dove i suoi 203 cm possono pesare molto di più, dovrebbe segnare la sua rinascita anche se sul suo conto restano dubbi relativi ad applicazione e intensità.

Johnny O’Bryant (Maccabi). Se Mickey ha lasciato poco il segno in Nba, O’Bryant forse ancora meno anche se ha girovagato per qualche anno attorno al professionismo. In teoria dovrebbe essere un rim protector e un buon rimbalzista, ma non ha ancora avuto veri minuti al Maccabi per incidere. Al momento sembra da sgrezzare anche per l’Europa.

Alec Peters (CSKA). Visto con maglia moscovita al momento sembra un pesce fuor d’acqua. Eppure l’ala grande avrebbe le carte in regola per essere un buon giocatore da Europa, anzi, potenzialmente un crack. Buon rimbalzista e grande tiratore da 3 punti, sarebbe (condizionale d’obbligo) uno stretch four da manuale. Al CSKA però il roster è profondo e per emergere dovrà comunque lottare.

Derrick Williams (Bayern). Il pedigree di Williams è molto diverso da quello di altri giocatori provenienti dal college. Parliamo della seconda scelta assoluta del draft 2011 dietro Kyrie Irving e ben davanti a Klay Thompson o Kawhi Leonard. Williams la Nba l’ha vissuta più da protagonista e il Bayern si aspetta che contribuisca con punti, esperienza e atletismo (in Ue può giocare ala piccola o ala grande). Giocatore da tenere d’occhio.

Derrick Williams

 

EUROCUP

Aaron Harrison (Galatasaray). Scuola Kentucky, con una carriera collegiale fatta di molte partite incolori, ma anche di prestazioni che lasciano il segno, come i tre buzzer beater della cavalcata di UK nella March Madness del 2014. Al Galatasaray al momento ha carta bianca, libero di inventare e tirare a piacimento. Per ora sta ancora prendendo la mira, ma nel complesso ha aiutato i turchi soprattutto in fase offensiva.

 

Nigel Hayes (Galatasaray). Quinto miglior marcatore di Eurocup, secondo miglior rimbalzista, primo per valutazione. Il lungo da Wisconsin non poteva iniziare in maniera migliore la sua avventura europea. Forte fisicamente, presente sotto canestro sia in attacco sia in difesa, ha anche mostrato buona mano da fuori. Se continua così è destinato a passare presto a squadre con maggiori ambizioni.

Jarrod Uthoff (San Pietroburgo). Il 5/5 da tre punti con cui si è presentato contro il Partizan (25 punti in 25 minuti di gioco) la dice lunga su che tipo di giocatore potrebbe essere Uthoff in Europa. Era leader a Iowa e sta mostrando di essere leader nel Vecchio Continente. Sa tirare e sa tirare bene, e questo considerati i 207 cm, lo renderà ostico da affrontare. Se trova continuità anche lui troverà altre squadre pronte a fargli la corte.

 

Isaiah Whitehead (Kuban). Ha provato la Nba per un paio di anni e poi, nonostante un talento evidente, ha deciso che era ora di cambiare aria. A Seton Hall era un tuttofare, abituato ad avere la palla in mano e a gestire i possessi importanti. Il Lokomotiv Kuban al momento lo sta usando garantendogli proprio questa libertà e Whitehead ha risposto contribuendo alle due vittorie consecutive della squadra.

BASKETBALL CHAMPIONS LEAGUE

Milton Doyle (Murcia). Ha giocato per Loyola prima che il college si mettesse in evidenza come una delle migliori mid-major della nazione. Poi ha flirtato per un anno con i Brooklyn Nets senza successo. Guardia che bilancia attacco e difesa, nelle prime uscite a livello europeo ha mostrato buona adattabilità, pur non riuscendo a essere incisivo dall’arco. Giocatore senza picchi ma solido.

James Webb III (Bonn). Una carriera tutta in ascesa: 2 anni di junior college, poi 2 anni in Division I a Boise State poi un tentativo con i Nets prima di passare al professionismo. Webb è un’ala versatile di 206 cm capace anche di punire dalla distanza, ideale quindi per il basket europeo. Per la verità le prime partite in maglia Telekom Bonn lo hanno visto un po’ titubante. Ma il ragazzo ha fatto della resilienza una delle sue caratteristiche.