Quote by Europei in Ncaa, Mo Wagner guida la top10

C’è chi ha trovato la squadra giusta e chi il coach giusto, ci sono freshmen che faticano a trovare spazio come il nostro Davide Moretti e senior che invece sono pronti per la Nba come Sviatoslav Mykhailiuk. Abbiamo stilato la prima classifica dei migliori giocatori europei nel college basketball, scegliendo solo tra coloro che sono nati e cresciuti nel Vecchio Continente e solo per quello che hanno fatto vedere in campo. Davanti a tutti, per ora, c’è un lungo tedesco.

1. Mo Wagner (Germania, Michigan, PF, Jr)

(16.1 pts, 8.0 reb, 1 ast, 1.2 stl)

Primo anno in sordina, secondo anno con cifre di tutto rispetto e un acuto al torneo Ncaa contro Louisville (con highlights ben stampati nella mente degli scout Nba) e terzo anno, quello in corso, che si sta rivelando anche migliore delle previsioni. Il lungo di 208 centimetri tenta 3.8 triple a partita e siccome segna con il 38% bisogna dargli credito. Il problema è che una delle sue più grandi abilità è il palleggio, anche nel traffico (vedere per credere). Ah, per inciso questa è anche la sua miglior stagione difensiva, con rimbalzi di media passati da 4 a 8 e Def Rating mostruosamente migliorato (da 100.6 a 90.7)

2. Killian Tillie (Francia, Gonzaga, PF/C, So)

(11.6 pts, 6.3 reb, 2.1 ast, 1.1 blk)

Sulle orme del fratello Kim che, dopo 4 anni passati a Utah, è diventato un solido giocatore da Eurolega, il giovane Killian è diventato uno degli idoli di Spokane e un giocatore importante per Mark Few che lo usa stabilmente da centro, anche se in realtà dà il meglio da 4. Sa tirare, sa muovere bene i piedi, sa passare la palla e, soprattutto, sta migliorando in tutti gli aspetti del gioco, senza sentire nessuna pressione per il suo ingresso stabile in quintetto.

3. Egor Koulechov (Russia/Israele, Florida, G, Sr)

(16.1 pts, 6.9 reb, 2.3 ast)

Fisico russo tutto d’un pezzo, nato a Volvograd e cresciuto in un kibbutz in Israele, ha cambiato 3 college in 4 anni e adesso è finalmente arrivato in una squadra da Torneo. Si è presentato alla prima partita in maglia Gators con 34 punti ed è un attaccante che non conosce la timidezza, nel bene e talvolta anche nel male, come accaduto nelle tre sconfitte consecutive di Florida quando ha sparacchiato un orrendo 11/38. Ma si è già ripreso ed è comunque un giocatore che sa dare una mano anche a rimbalzo e in difesa, oltre a essere una macchina ai liberi (96.4%).

4. Sviatoslav Mykhailiuk (Ucraina, Kansas, G, Sr)

(15.8 pts, 3.7 reb, 2.6 ast, 1.2 stl)

Da tempo nel taccuino di scout Nba, è il senior più giovane dell’Ncaa visto che è arrivato a Lawrence a 16 anni. Nel sistema con 4 esterni di Bill Self è sostanzialmente un finto 4 ma, di fatto, è un gran lusso di guardia sopra i 2 metri che sa tirare, tirare e ancora tirare. Tutte migliorate le sue statistiche che lo vedono quest’anno per la prima volta sopra la doppia cifra con il 46% da 3 con oltre 7 tiri a partita. Non un mastino in difesa, ma il suo problema maggiore è un atletismo non eccelso, unito a qualche palla persa di troppo (1.7 a partita). Fiducia nei suoi mezzi e tecnica non gli mancano di certo, come si può notare in questo video

5. Manu Lecomte (Belgio, Baylor, PG, Sr)

(16.6 pts, 2.0 reb, 2.8 ast)

È il metronomo di Baylor: se segna e gioca bene, i Bears possono affrontare chiunque, se si inceppa diventano una squadra da metà classifica nella Big12. Più scorer che facilitatore, vista la stazza da “nano razzente” vive di tiro da tre (41.3% in stagione su ben 8 tentativi a partita) e scorribande in area (94.6% ai liberi, una sentenza). Nel corso dell’ultimo Eurobasket ha già preso confidenza con il futuro da pro che lo aspetta: l’Europa.

6. Omer Yurtseven (Turchia, NC State, C, So)

(12.3 pts, 6.8 reb, 1.8 blk)

Decisamente più a suo agio nel secondo anno di college basketball, ‘mister 91 punti’ sta giocando meglio e con molta più fiducia. Il cambio di coach è servito sia a lui che a tutta NC State e Kevin Keatts lo usa come arma tattica dalla panchina per cambiare il volto delle partite. Buone mani che quest’anno usa ogni tanto anche da 3 (6/7 finora), è ancora poco mobile in difesa ma funziona come rim protector, viste le sue quasi due stoppate in 20’ in campo.

7. Vladimir Brodziansky (Slovacchia, TCU, PF, Sr)

(13.3 pts, 3.6 reb, 1.8 blk)

Avete presente quelle storie dei giocatori Ue che partono per gli Usa e non hanno idea di dove vanno a finire, con il cellulare scarico perché non sanno che le prese sono diverse, ecc. ecc.? Ecco a voi Vladimir Brodziansky, che in 3 anni al college non è solo cresciuto in altezza (adesso è 2.10 cm), ma ha anche sviluppato istinti per il gioco notevoli. Tira con il 75%, ma ha anche 10/23 dall’arco (l’anno scorso 29 triple in tutta la stagione). Se TCU è ancora imbattuta, è anche merito suo. Qui un paio di azioni dopo la sua ultima gara contro Nevada.

8. Matt Haarms (Olanda, Purdue, C, Fr)

(5.3 pts, 3.8 reb, 0.7 a, 2.9 blk)

Partiamo col fatto che è alto 2.22 cm e di solito già questo nella pallacanestro è un requisito che tende a farsi notare. In più, il ragazzo chiaramente sa stare su un campo da basket, anche se per ora ha mostrato doti principalmente nella fase difensiva, che però non è poco. Quinto miglior stoppatore (Blk%) di tutto il college, in ogni caso tira dal campo con quasi il 58%. Una delle sorprese di Purdue finora, chiedere per conferma ai giocatori di Northwestern.

9. Davide Moretti (Italia – Texas Tech, G, Fr.)

(5.6 pts, 2.3 ast)

La difesa non è il suo forte, ma il talento offensivo non si discute, ancor meno il tiro da tre (41.7%). Il Moro ha avuto poco spazio fin qui – ne troverà di più l’anno prossimo – ma si è fatto sentire nella rimonta su Nevada. Solita precisione dall’arco, ma anche due bei guizzi puntando l’area che smentiscono chi, non conoscendolo prima dell’arrivo a Lubbock, lo ha giudicato giocatore monodimensionale.

10. Dusan Ristic (Serbia, Arizona, C, Sr)

(9.4 pts, 5.5 reb, 0.8 ast, 0.7 blk)

Non semplice passare da Lauri Markkanen a DeAndre Ayton come compagno di reparto, ma il 7 piedi serbo non sta soffrendo gli spazi ovviamente più affollati in area e si conferma terzo realizzatore dei Wildcats. Solido titolare per Sean Miller, è un nome da tenere d’occhio per le squadre europee perché potrebbe tranquillamente avere lo stesso buon impatto del suo ex compagno Kaleb Tarczewski.