Quote by Finale Ncaa, la parola ai protagonisti

Dopo una finale così emozionante decisa da un tiro allo scadere è normale che le reazioni dei protagonisti che l’hanno vissuta siano estremamente opposte, passando dalla gioia e dall’incredulità dei giocatori di Villanova all’estrema delusione di quelli di North Carolina che hanno visto volar via ogni sogno di One Shining Moment con il buzzer beater diKris Jenkins dopo che l’inerzia sembrava essersi spostata dalla loro parte grazie alla tripla rocambolesca di Marcus Paige. Ecco le dichiarazioni dei protagonisti dopo questa finale leggendaria.

Iniziamo con i coach.

Jay Wright

Jay Wright è partito proprio dalle sensazioni a freddo dopo una partita così incredibile:

“È ancora surreale. Non credo di aver ancora digerito tutto questo, sono ancora nella mia mentalità da allenatore… non credo che tutto ciò mi abbia colpito ancora. È fantastico. È incredibile essere là fuori a guardare il ‘One Shining Moment’, in piedi sul palco, vedere i ragazzi tagliare la rete. Non credo di avere parole per spiegare tutto ciò”.

Passando alle considerazioni sull’impatto che avrà negli anni un match del genere:

“Abbiamo partecipato ad una delle più grandi partite di basket college mai giocate, non abbiamo battuto solo una grande squadra , ma un grande programma, e prima che avessero confermato che il tiro era buono… Roy (Williams, il coach avversario, ndr) è venuto da a me e mi ha detto sono molto deluso per i nostri ragazzi ma è stata una grande partita e sono davvero felice per te. E so che lo pensava davvero”.

Wright ha anche spiegato il suo rapporto con i ragazzi:

“Sei come un genitore quando sei un allenatore. Non posso essere più orgoglioso, non posso essere più felice di vederli gioire e realizzare i loro sogni. Questo è tutto quello che può desiderare un allenatore: vedere i loro occhi, vedere la loro soddisfazione, il loro divertimento. Non c’è sensazione migliore al mondo per un allenatore o un genitore”.

Tutt’altre le parole e le sensazioni di coach Roy Williams che è partito dal suo stato d’animo post partita:

“Non sono molto bravo a gestire queste situazioni perché non riesco a cacciare via il dolore, ho detto ai miei ragazzi che voglio loro molto bene che avrei voluto fare di più per aiutarli”.

Lasciando anche una massima che potrebbe passare alla storia:

Roy Williams

“La differenza tra vincere e perdere nel college basket è davvero piccola. La differenza nei vostri sentimenti è davvero grande . Ma questo è il torneo NCAA. Questo è il basket di college”.

Concludendo con un pensiero per Marcus Paige e la sua determinazione:

“Non ho mai allenato nessuno come lui, ha fatto di tutto per realizzare le cose che voleva che accadessero, sia quando non stava giocando così come quando era in campo”.

Passiamo ora ai giocatori, partendo proprio da Paige e alla delusione in casa UNC.

Marcus Paige

“Ho detto ai miei compagni: se riusciamo a difendere per 5 secondi vinceremo sicuramente questa partita”.

Poi ha trovato le parole giuste per esprimere la delusione per aver perso un titolo nazionale:

“Quando sei un bambino, non cresci sognando di sbagliare il tiro all’ultimo secondo o che la squadra avversaria ti batta allo scadere sulla sirena. Tu sogni di avere quel momento, quei coriandoli, di vedere la tua famiglia laggiù che piange di gioia, di abbracciare i ragazzi con cui hai versato sangue, sudore e lacrime per quattro anni. Questo è quello che sogni. E noi siamo stati così vicino a quel sogno. È qualcosa che probabilmente mi perseguiterà per il resto della vita”.

Il suo compagno Joel Berry è stato altrettanto incisivo quanto sintetico:

“Vedere cadere i coriandoli e sapere che non sono per te è una sensazione terribile”.

Non da meno il sophomore Justin Jackson:

“Proprio come non si può descrivere la sensazione di vincere, non si può nemmeno descrivere il dolore che si prova dopo la sconfitta in una gara come questa”.
Incredulità e soddisfazione l’hanno fatta da padroni, invece, in casa Wildcats con un Ryan Arcidiacono totalmente scioccato che ha sintetizzato così il tutto:

“Non posso credere che sia accaduto. Indimenticabile”.

Salvo poi scherzare con i compagni di squadra sul fatto di essere all’ultima partita in maglia Nova:

“Posso rimanere un altro anno ancora se mi volete”.

Arcidiacono è stato protagonista anche nelle parole dei suoi compagni, a partire daKris Jenkins che partendo dalla descrizione del possesso decisivo ha colto l’occasione per elogiare le qualità del senior in maglia numero 15:

“Ero libero e gli ho gridato di darmi la palla. Lui è così altruista che mi ha passato la palla a dimostrazione del tipo di persona e compagno di squadra che è”.

Anche coach Wright ha voluto dire la sua sul ragazzo di Philadelphia:

“Hai bisogno di un ragazzo di cui ti fidi che prenda la decisione giusta, che non sia egoista, che vuole essere la stella di se stesso: ecco questo è Ryan. Vuoi avere un ragazzo che può metterla dentro, essere abbastanza intelligente da sapere dove si trova ogni compagno e capace di mettere dentro i tiri liberi quando viene mandato in lunetta: ecco questo è Ryan”.

Per il finale ridiamo la parola all’eroe della partita Jenkins, che in poche parole ha sintetizzato una stagione intera:

“Abbiamo solo cercato di essere leggendari. Nessuno credeva in noi, solo noi stessi. È la degna fine di una storia magica”.

Kris Jenkins

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