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James Bouknight

Proiezione Mock

#12
James Bouknight UConn
Connecticut Huskies
USA
18/09/00
Brooklyn (NY)
196 cm
86 kg
The MacDuffie School
Guardia
Sophomore
Wingspan: 208 cm
Best comparison: Rip Hamilton
Worst comparison: Jordan McRae
Shoot off the dribble: 8
Catch & shoot (motion): 8
Spot Up: 7
Creation & Passing: 5
Ballhandling: 6
Assist: 5
Right hand: 9
Left hand: 7
Defense on the ball: 6
Protecting the rim: 5
Off rebound: 5
Def rebound: 4
Intangibles: 7
Personality: 8
Energy: 8
Final grade: 98

Strenghts

La condizione fisica per Bouknight è fondamentale, ma immaginandolo al top della forma parliamo di un giocatore con una capacità di mettere punti a referto come pochi altri tra le guardie di questo draft. Dotato di un fisico atletico, con buona taglia e buona muscolatura, è un giocatore più efficace ed efficiente che spettacolare. Mortifero in uscita a ricciolo dai blocchi per la sua capacità di fermarsi in arresto e tiro (fulmineo) o cambiare passo ed attaccare il ferro. Ecco lo sprint a canestro non lo spaventa e non a caso è stato tra i migliori al college nel guadagnare viaggi in lunetta (dove converte con quasi l’80%). Più che un tiratore (che non è) si tratta di un realizzatore, abilissimo nei movimenti senza palla, di quelli che quando si scalda è difficile da arginare. Un cosiddetto “three level score” cui la fase offensiva viene naturale.

Weaknesses

Se dicessimo che “la difesa” è un problema per Bouknight faremmo un’affermazione che può valere per quasi l’80% dei giocatori al draft. La sua adattabilità è tutta da verificare anche se dalla sua ha un fisico che può permettergli di fornire prestazioni adeguate. Le più grandi perplessità sono legate invece all’efficacia del suo tiro con quel 29.3% dall’arco dell’ultima stagione che stona e che deriva anche da una selezione di tiro non sempre lucidissima, figlia di grande confidenza nelle sue doti ma a volte anche di poca lucidità. In parallelo, ci sono molti dubbi sulla sua capacità di passare da scorer (innegabile che lo sia) a facilitatore per i compagni. A Connecticut aveva il ruolo di finalizzatore e non di point guard, ma resta la sensazione di un giocatore che faccia un po’ fatica a creare vantaggi per gli altri.

Extra

Voleva giocare a baseball, non a basket. Ma un problema al gomito lo ha costretto a cambiare programmi e per questo ha approcciato la pallacanestro molto più tardi rispetto a quanto è accaduto con altri ragazzi della sua età. Avete presente il coach che dice “ehi ti ho visto giocare al campetto, ti va di venire a provare nella nostra squadra”. Per questo motivo Bouknight è rimasto a lungo lontano dai riflettori ed è entrato in sordina anche nel mondo del college. Il ragazzo di Brooklyn è un agonista di quelli seri, e non a caso la sua giovane carriera è già piena di quegli aneddoti in cui qualcuno lo sfida (a correre, a saltare, a segnare) e lui stupisce tutti resistendo più della norma con tenacia. Nell’ultima stagione ha anche dovuto fare i conti con un piccolo infortunio (menisco) e mentre gli allenatori avrebbero voluto tenerlo fuori a lungo per una riabilitazione completa, Bouknight ha accelerato i tempi di recupero saltando alla fine solo 8 partite (dal 9 gennaio al 13 febbraio).

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