Quote by Gonzaga e North Carolina in finale

Gonzaga-South Carolina 77-73

I Bulldogs vincono faticosamente ma meritatamente un match molto fisico, fatto di strappi e parziali. Ecco i punti salienti della gara

  • Nigel Williams-Goss era il protagonista atteso di Gonzaga e ha risposto presente mettendo a referto 23 punti, confermando la sua diabolica capacità di segnare fuori equilibrio, nel traffico o subendo il contatto, anche se alcune palle perse sono state sanguinose. Sindarius Thornwell invece è stato il grande assente in attacco per i Gamecocks (15 punti ma con 4/12 al tiro), merito della difesa dei Bulldogs ma in parte anche suo. Il senior di SC è stato quello che emotivamente ha più “sofferto” la gara anche se si è confermato un difensore di altissimo livello.

 

  • La partita come detto è stata segnata dai parziali, quello alla fine del primo tempo dei Bulldogs, che sono andati al riposo in vantaggio di 9 punti grazie alle triple di Jordan Mathews, quello di 16-0 a metà della ripresa guidato da PJ Dozier (il migliore in campo per SC alla fine) che ha rimesso in partita i Gamecocks e quello subito successivo di 7-0 firmato Collins-Karnowski che ha permesso a Gonzaga di arrivare nei minuti finali gestendo un vantaggio, anche se non ampio.

 

  • Onore alla difesa e alla grinta dei ragazzi di coach Frank Martin che hanno retto a rimbalzo (“solo” 40-36 per Gonzaga) e giocato con agonismo senza mai mollare, riuscendo a impensierire una squadra sulla carta molto più forte. Hanno rischiato con la zona (spesso puniti da Gonzaga) ma limitato per quanto possibile Przemek Karnowski e mandato quasi sempre sulla mano debole (e in confusione) il lungo versatile Johnathan Williams.
  • La battaglia sotto canestro era uno dei fattori chiave della gara, ma alla fine il duello tra Chris Silva e Karnowski è finito in parità: 13 punti, 13 rimbalzi e 3 stoppate per il lungo titolare di South Carolina, 13 punti, 5 rimbalzi e 3 assist per il polacco di Gonzaga. Alla fine la vera differenza l’ha fatta un freshman dei Bulldogs, ovvero Zach Collins (14 punti, 13 rimbalzi e 6 stoppate), che è stato ben più incisivo dell’avversario (pur volitivo) Maik Kotsar.

 

  • E in effetti il capitolo freshmen ha avuto una sua importanza sulla gara: tanto Collins è stato fondamentale e decisivo per Gonzaga, tanto il play Rakym Felder è stato dannoso per South Carolina, pur rimanendo in campo in tutti i minuti decisivi del match (e gestendo male il possesso più importante della partita).
  • Il peggiore della gara non è stato però un freshman, bensì il sophomore di Gonzaga Josh Perkins: partita inguardabile per lui, chiusa con 5 falli (alcuni stupidi) e zero punti.
  • Nella preview del match avevamo sottolineato l’importanza del tiro da 3, soprattutto per Gonzaga, che ha chiuso con 9/19 dall’arco (47,4%), un dato che la trasforma in una corazzata praticamente imbattibile e che quindi rende ancora più encomiabile l’impresa di South Carolina, che l’ha portata a giocarsi la gara fino agli ultimi possessi.

Oregon-North Carolina (76-77)

Come avevamo anticipato nella nostra preview, la sfida tra Oregon e North Carolina è stata decisa dalla lotta sotto i tabelloni (17 rimbalzi offensivi, 19 punti da seconde opportunità e 32 in area per i Tar Heels) e dalle percentuali da tre dei Ducks (un misero 26,9%, 7/26). Non è bastata la “cazzimma” dei ragazzi di coach Dana Altman per centrare la finale in una partita dove, per la prima volta al Torneo, si è sentita davvero la mancanza sotto i tabelloni di Chris Boucher e l’handicap di una rotazione cortissima.

  • “Se non fosse stato per Kennedy Meeks non saremmo stati mai in partita”. Le parole di coach Roy Williams descrivono perfettamente la career night da 25 punti e 14 rimbalzi (8 dei quali offensivi) con la quale il senior ha trascinato i Tar Heels. Sin dalla palla a due Meeks è stato una spina nel fianco per la difesa dei Ducks, non sbagliando praticamente nulla (11/13 al tiro). Chi sono gli altri giocatori che in una semifinale nazionale hanno segnato almeno 25 punti con 10 rimbalzi e l’80% al tiro? Sam Perkins (1982), Magic Johnson (1979) e Larry Bird (1979).
  •  Il career high del senior sarebbe stato vano, però, senza il contributo dell’onnipresente Justin Jackson che con 22 punti e una serie di canestri (alcuni immaginifici) è stato il protagonista del parziale di 17-6 con il quale UNC ha chiuso in vantaggio il primo tempo (dopo aver toccato il -8) per poi con tre triple consolidare il vantaggio dei Tar Heels nella seconda frazione di gioco. 47 punti (17/26 al tiro) per il duo Meeks-Jackson, 30 punti con 8/42 per il resto di UNC.

 

  • Il vero Mvp della partita è stato, però, Theo Pinson che ha chiuso con 8 punti, 8 rimbalzi e 5 assist, mettendo la propria firma su ogni giocata dei suoi, non solo in attacco.Il numero 1 è stato, infatti, soprattutto protagonista di una difesa straordinaria su Dillon Brooks. Coach Williams ha messo lui e Jackson a marcare il duo Brooks-Dorsey. Il risultato? 5/22 combinato al tiro per le due bocche di fuoco di Oregon.

 

  • E Jordan Bell? La sorpresa di questo Torneo in casa Oregon ha interpretato la parte di Davide contro la titanica frontline di UNC (Golia) uscendone comunque a testa alta con una prova da 13 punti, 16 rimbalzi e 4 stoppate.
  • Eppure North Carolina ha rischiato di buttare al vento una partita che l’ha vista in testa per tutto il secondo tempo. Come? Nell’ultimo minuto, quando Dorsey si è riscoperto “Mister Madness” e Keith Smith ha messo a segno il layup del -1 a 6 secondi dalla fine. Fallo sistematico su Meeks che sbaglia il libero, palla a Oregon? No, se in campo c’è “Pinson l’Mvp” con il tap-out che vale un mezzo buzzer beater. Liberi per Berry che conferma di essere in serata no (2/14 al tiro) con uno 0/2 dalla linea della carità che potrebbe dare ancora una chance di vittoria a Oregon, se solo North Carolina non fosse North Carolina: the best rebounding team in college basketball.

Quote by Gonzaga and UNC advance to the final

02/04/2017

Gonzaga-South Carolina 77-73

The Bulldogs grind a win they ultimately deserved in a physical game that saw both teams go on multiple runs.

  • Nigel Williams-Goss was supposed to be crucial for Gonzaga and he delivered a 23 points performance, showing off his ability to score off-balance and in traffic while absorbing contacts. However, he did have a few costly turnovers that might have turned the game in favor of South Carolina. Sindarius Thornwell, on the other hand, went M.I.A. (15 points on 4-of-12 shooting). Part of the credit goes to the Bulldogs’ defense, but part of that is on Thornwell. The SC senior had a great game defensively, but felt the pressure more than anyone.

 

  • The game lived on multiple runs. The first one came towards the end of the first half, with the Bulldogs taking a 9-point lead thanks to Jordan Matthews three-pointers. Later, the Gamecocks went on a 16-0 run, led by PJ Dozier (best player on the court for SC), to get back into the game. Finally, a 7-0 run by Gonzaga, courtesy of Collins and Karnowski, allowed the Bulldogs to reach the closing minutes with a small margin.

 

  • South Carolina played a great defensive game and the effort paid off under the boards (Gonzaga outrebounded SC only 40 to 36). The physicality and toughness the Gamecocks put on the court allowed them to stay in the game against a much better team, at least on paper. They went to a zone defense (and Gonzaga made them pay for it more often than not), limited Przemek Karnowski as much as possible and always sent Jonathan Williams to his off hand.
  • The fight to control the paint was one of the keys to the game, and the much expected duel between Chris Silva and Karnowski went even: 13 points, 13 rebounds and 3 block for the South Carolina forward; 13 points, 5 rebounds and 3 assists for the Polish. The real difference maker was freshman Zach Collins (14 points, 13 rebounds, 6 blocks) who badly outplayed Maik Kotsar.

 

  • Freshmen had a huge role in this game. Rakym Felder was as detrimental to South Carolina as Collins was crucial for Gonzaga. Felder, however, still played in the decisive minutes (and made awful choices in the most important possession of the game).
  • The worst player in the game, however, was sophomore Josh Perkins, who finished with no points and 5 fouls.
  • Three-point shooting was expected to be crucial to the outcome of the game, and that’s exactly what happened: Gonzaga finished 9-for-19 from beyond the arc, good for 47.4%. When the Bulldogs are shooting this well, they become an unstoppable juggernaut. South Carolina deserves some credit from keeping the game this close until the final minute.

Oregon-North Carolina (76-77)

Every preview of this second semifinal stressed two quite obvious crucial aspects that should have strongly influenced the outcome: the rebounding battle (17 OffReb, 19 second chance points, 32 points in the paint for UNC) and three point shooting (7-for-26, 26.9% for the Ducks). The in-your-face attitude was not enough for Oregon, that truly needed Chris Boucher for the first time in the tournament and paid the short rotation after such an intense month.

  • “If it wasn’t for Kennedy Meeks, we wouldn’t have been in the basketball game”. Coach Roy Williams rightfully credits Kennedy Meeks for the huge performance (25 points, 14 rebounds, including 8 offensive boards) that carried the Tar Heels. Meeks was trouble for the Ducks defense from the start and just could not miss (11-of-13 from the field). For the record, Magic Johnson (1979), Larry Bird (1979) and Sam Perkins (1982) are the only other player to score at least 25 points and grab at least 10 rebounds in the national semifinal.
  • The senior career high, however, would have been useless without Justin Jackson, who scored 22 points and made a few unreal baskets in a 17-6 UNC run to end the half (and to come back from an 8-point deficit). He finished the job by scoring three times from behind the arc in the second half to secure a good lead for the Tar Heels. Meeks and Jackson combined for 47 points on 17-for-26 from the field, while the rest of the team scored 30 points on 8-for-42.

 

  • MVP of the game, however was Theo Pinson. He finished with 8 points, 8 rebounds, 5 assists, and was everywhere on the court, both on offense and defense. #1 was tasked with guarding Dillon Brooks, while Jackson assignment was Tyler Dorsey, and the two Oregon wings went a combined 5-for-22 from the field.

 

  • As for Jordan Bell, he was David against a Goliath UNC frontcourt and still had 13 points, 16 rebounds and 4 blocks.
  • And yet, North Carolina almost threw away a game led for the whole second half. In the last minute Dorsey rediscovered his March groove and Keith Smith scored the layup that cut the deficit to 1 with 6 seconds left. Oregon chose to foul Meeks, who missed the free throw, but Theo Pinson reached for the ball first and tapped it out to a teammate. Oregon fouled Berry, who missed both shots in one of his worst game of the season (2-for-14 from the field for him). That might have offered another chance to the Ducks, but North Carolina is the best rebounding team in college basketball for a reason.