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Keve Aluma, dalle mid alla gloria

Keve Aluma
Autore: Giovanni Bocciero
Data: 16 Gen, 2021

A volte una nuova stagione può rappresentare il punto di svolta per la carriera di un giocatore. Ed è proprio quanto sta accadendo quest’anno a Keve Aluma, che sta facendo la differenza con Virginia Tech ed è una delle maggiori sorprese di quest’anno. Magari non al pari di un Hunter Dickinson, ma il buon Aluma è pur sempre il leader statistico di una squadra in piena lotta per il titolo della ACC – primo in squadra per punti (15.6), rimbalzi (7.0) e stoppate (1.2) a partita.

Buon sangue non mente

Una sua ascesa era forse solo questione di tempo, perché se tuo padre è stato un All-American ed ha giocato in Nba significa che hai la pallacanestro nel sangue. Keve però è cresciuto senza la presenza di papà Peter al suo fianco e per questo sognava di diventare un calciatore. Ma alla Stephen Decatur HS di Berlin, Maryland, i suoi 188 cm d’altezza ad appena 14 anni non passavano inosservati tra i corridoi. E così quando coach B.J. Johnson l’ha visto per la prima volta ha pensato che doveva per forza far parte della sua squadra di basket.

L’ha corteggiato per un anno prima che Aluma decidesse di unirsi ai Seahawks, facendogli una promessa: giocando per lui, sarebbe arrivato in Division I. A suon di ottime prestazioni, le offerte di borsa di studio sono effettivamente arrivate. Soprattutto dai piccoli college della zona come UMBC, UMES e Loyola che non volevano farsi scappare un talento locale come lui. Ma Keve ha deciso diversamente, preferendo il South Carolina e la proposta di Wofford.

Keve Aluma

Keve Aluma in maglia Wofford che afferra un rimbalzo contro Kentucky

Alla corte di coach Mike Young ha dovuto guadagnarsi ogni singolo minuto di gioco ma si è infine tolto grandissime soddisfazioni accanto ai vari Fletcher Magee, Cameron Jackson, Storm Murphy: comparsa nell’upset su North Carolina, ma poi titolare l’anno dopo nello sweep della SoCon e alla March Madness 2019, quando ha contribuito prima a buttare fuori Seton Hall e poi a spaventare Kentucky (7 punti e 11 rimbalzi). Due anni intensi, che hanno rafforzato il legame con Young.

E così, quando lo scorso anno il tecnico ha deciso di accettare la panchina di Virginia Tech, Aluma lo ha seguito senza indugio. L’ultima stagione l’ha passata però solo ad allenarsi perché costretto a stare fermo dalle regole della Ncaa sui transfer. Ha lavorato sul fisico ed è migliorato in tanti aspetti del gioco.

Effettivamente i risultati parlano chiaro. Da sophomore a Wofford, pur giocando 26.6 minuti di media, aveva 6.9 punti e 6.8 rimbalzi. Quest’anno, in 29.3 minuti, sta viaggiando a quota 15.6 punti e 7.0 rimbalzi, con cifre che per KenPom sono paragonabili a quelle dell’ultimo anno di college di Kyle Kuzma.

Il lungo di VT ha iniziato forte quest’anno e alla seconda partita stagionale è stato l’eroe degli Hokies nell’upset ai danni di Villanova: 23 punti (career-high che giusto un mese dopo ha migliorato coi 26 segnati a Miami), con 9/14 dal campo, 8 rimbalzi e 2 stoppate, mettendo la museruola ad un giocatore come Jeremiah Robinson-Earl (5/15 al tiro in quella gara).

Giocatore di letture

Keve Aluma è un giocatore molto intelligente, che sembra fare sempre scelte logiche e che incide più nella metà campo difensiva che in quella offensiva. Secondo Hoop-Explorer, Virginia Tech perde 0.9 punti di Adjusted Efficiency in attacco quando Aluma è in panchina, ma lo scotto da pagare in difesa è più evidente (-6.3 punti).

In difesa prova a rendersi utile in ogni situazione. Non ha paura di cambiare contro giocatori più piccoli e veloci, esce per contestare loro i tiri dalla lunga distanza e riesce anche a contenerli molto bene in penetrazione grazie ai piedi rapidi. Non è un rim protector in senso stretto, ma riesce a mantenere un discreto Blk% (4.9 nella ACC, #10 nella conference) perché legge le situazioni e aiuta col giusto tempismo.

 

La capacità di lettura gli permette davvero di essere un passo avanti, e di occupare i giusti spazi in attacco. Se deve attaccare senza palla, può rendersi davvero pericoloso, mentre dal palleggio può andare in difficoltà, in parte per un ball handling non eccezionale e in parte perché non è veloce nel battere il proprio avversario. In compenso, ha un ottimo controllo del corpo.

 

Keve Aluma ha un’altra grande qualità che non passa inosservata: lotta su ogni pallone e permette alla sua squadra di riciclare possessi. Spesso e volentieri, è lui stesso a convertirli in punti.

 

In attacco ha un repertorio limitato, ma c’è un dato che fa capire quanto stia lavorando per migliorare anche in ottica pro. In due anni a Wofford ha preso un solo tiro da tre punti. A Virginia Tech ha finora messo insieme un 9/30 dall’arco che rappresenta il 22.6% delle conclusioni prese.

 

L’assistant coach Ace Custis, che aveva cercato di reclutarlo già quando lavorava a UMES e che finalmente lo allena a VT, ha solo parole al miele per lui e ormai non è l’unico a lodarne QI, carattere, potenziale, capacità di stare in squadra. Keve Aluma non è ancora pronto per la Nba, ma ha fatto degli ottimi passi avanti per arrivarci. Dopotutto è ancora un redshirt junior, e abbiamo visto che possiede tante qualità che possono intrigare gli allenatori.

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