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MM 22 | #2 Kentucky Wildcats

Autore: Paolo Mutarelli
Data: 14 Mar, 2021

La squadra

Come si fa a riscattare la peggiore stagione della storia di Kentucky? Diventando una favorita per il titolo l’anno successivo. Coach John Calipari si è rimboccato le maniche, ha abbandonato le antiche vie fatte di one&done acerbi per affidarsi alla versione più esperta mai avuta da quando allena a Lexington. Come al solito, i Wildcats hanno trovato l’amalgama da grande squadra con l’arrivo dell’anno nuovo scontrandosi poi con la grande competitività dei piani alti della SEC che non gli hanno permesso di vincere né la RS né il torneo di conference.

Un attacco così (4° in D-I con 120.8 di AdjOff) Calipari l’ha avuto solamente con future prime scelte assolute al Draft in campo. L’assenza di tante giovani promesse in squadra è stato però bilanciato dall’equilibrio trovato e alla profondità che i Wildcats possono vantare. Kentucky può essere egualmente devastante sia a campo aperto che a difesa schierata dimostrando di saper massimizzare il talento di ogni componente. Il dominio a rimbalzo di Oscar Tshiebwe (19.9% di OReb%, 1° in nazione) regala seconde opportunità a tutti, Kellan Grady attira le attenzioni e rifinisce il gioco creato da Sahvir Wheeler, mentre TyTy Washington capisce perfettamente quando mettersi in proprio e quando lasciare lo spazio agli altri.

Come Coach K, anche a Calipari manca la Final Four da sette anni. Le occasioni mancate iniziano ad accumularsi

Grande merito del coaching staff per aver creato un sistema difensivo senza aver un grandissimo specialista, ma sfruttando le caratteristiche dei singoli. Tshiebwe è deputato al controllo dei tabelloni, ma è anche migliorato nella verticalità al ferro (miglior dato di Blk% in carriera). Wheeler si incolla ai portatori di palla avversari, sporcando i possessi e togliendo tempo sul cronometro, mentre Washington si prende spesso in consegna la difesa del più forte. La grande attività richiesta da Calipari porta Kentucky ad essere una delle migliori difese sulle triple avversarie (30.3%, 34° dato in D-I).

Giocatori chiave

Oscar Tshiebwe – Jr. – C – 206 cm – 111 kg

Neanche centri come Anthony Davis, Karl Anthony Towns o Julius Randle sono arrivati ad avere lo stesso dominio di Big O a rimbalzo. Sotto canestro Tshiebwe ha il fisico de La Cosa dei Fantastici 4 e la sua sola presenza inietta fiducia ai compagni di squadra che si sentono liberi e tranquilli di tirare, tanto in caso di errore c’è lui. Ma il grande salto dell’ex West Virginia sta negli isolamenti in post e nel piazzato da 4 metri che hanno ampliato un arsenale prima mono-dimensionale e macchinoso. Anche in difesa è migliorato con una mobilità più spiccata che lo porta ad essere più efficace.

TyTy Washington – Fr. – SG – 191 cm – 89 kg

Ha sorpreso TyTy Washington in questa stagione. Si pensava sarebbe stato più discontinuo vista la giovane età ma anche più spettacolare, invece Calipari si è ritrovato in mano con un difensore solidissimo da mettere sulle tracce degli attaccanti più temibili e uno scorer sul quale contare in ogni momento della partita. Attaccante vecchio stile che punta tantissimo sul gioco in mid-range (la metà dei tiri viene da lì), anche a costo di prendere brutti tiri, e un giocatore che ha imparato a condividere il pallone, grazie alla compresenza nel backcourt di Wheeler. Poco vistoso, molto efficace, è lui il freshmen di Kentucky da analizzare in vista del Draft.

Kellan Grady – Sr. – SG – 196 cm – 93 kg

Kellan Grady è uno dei pochi giocatori di Kentucky che ha già giocato una partita di torneo, da freshmen a Davidson nel 2018 proprio contro Kentucky. Ora ci ritorna come uno dei grandi protagonisti della stagione dei Wildcats. Uno dei migliori tiratori della Division I che ha regalato spaziature ed equilibrio all’attacco, non solo grazie al suo tiro (43% su 6 triple di media) ma anche grazie alla gravità generata. I compagni Washington e Wheeler ma anche Brooks nel finale di stagione hanno banchettato negli spazi aperti da Washington. L’uomo degli ultimi possessi, davanti a sé probabilmente ha un futuro da grande scorer in Europa, ma non è detto che l’NBA scarterà a priori le sue capacità balistiche.

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