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March Madness 2026 – Da Arkansas a Virginia, occhio alle outsider

Basketballncaa - Darius Acuff (Arkansas)
Autore: Manuel Follis
Data: 16 Mar, 2026

La March Madness 2026 parte con delle chiare favorite, di cui vi abbiamo parlato, e con una serie di squadre che sono considerate giusto un passo dietro le prime. Ma i pericoli per chi affronta il Torneo sono dietro l’angolo e ci sono altre squadre che hanno tutte le carte in regola per battere i pronostici e arrivare fino in fondo. Ecco quali.

Vanderbilt –  Una brutta, brutta, brutta gatta da pelare. I Commodores dopo anni di anonimato nella SEC sono reduci dalla migliore stagione da anni a questa parte. Grande attacco, difesa solida, sono riusciti a fare meglio delle aspettative grazie alla guida di coach Mark Byington. Vanderbilt ha raggiunto la finale del torneo della SEC nonostante abbia tre giocatori infortunati (la guardia Frankie Collins è fuori da inizio dicembre). Molto ruota attorno al play in miniatura Tyler Tanner, che ha disputato una seconda parte di stagione da urlo, onnipresente tra attacco e difesa e al suo compagno di reparto Duke Miles, difensore eccezionale. In generale però la forza della squadra sta proprio nell’equilibrio del roster e nella distribuzione delle responsabilità offensive.

Arkansas –  La squadra ha vinto il torneo della SEC e già questo dovrebbe far capire che i Razorbacks sono forse la formazione più temibile tra le outsider, tanto che la sua presenza in questa cinquina è quasi ingenerosa. Il team allenato da coach John Calipari è guidato da un attacco stellare. Primo comandamento: correre. Secondo: tirare senza esitare. La stella della squadra senza se e senza ma è la guardia al primo anno Darius Acuff, che quando la palla pesa ha una capacità di segnare che lascia a bocca aperta. Al suo fianco c’è un altro giocatore al primo anno in crescita costante, ossia la guardia-ala Meleek Thomas mentre sotto canestro (e in pick & pop in attacco) Arkansas può contare sul talento dell’esperto Trevon Brazile. E se la squadra dell’anno scorso è arrivata alle Sweet 16, quella di quest’anno si candida a rompere le uova nel paniere alle favorite nel corso della March Madness.

Virginia – Ryan Odom era sulla panchina di UMBC l’anno che quest’ultima sconfisse al primo turno la Virginia testa di serie n. 1 del Torneo allenata da Tony Bennett. Otto anni dopo, Odom siede proprio sulla panchina dei Cavaliers e al suo primo anno si può dire che abbia già fatto un mezzo miracolo. La squadra è compatta, tosta difensivamente (come nel passato), ma più fluida in attacco. Sfrutta un mix tra esperienza (come quella del centro Ugonna Onyenso arrivato alla sua terza squadra di college) e talento, come quello del freshman belga Thijs De Ridder, vera sorpresa della ACC e dell’intera Division I. Non arrivano al Torneo considerati favoriti, ma hanno tutte le caratteristiche per poter far male agli avversari, compreso l’utilizzo del tiro da 3, arma tattica usata con continuità anche dai lunghi come il freshman tedesco Johann Grunloh.

Kansas – Ma come? Non è tra le favorite e nemmeno tra le runner up? Esatto, la Kansas versione Torneo del 2026, dovrà sovvertire qualche pronostico per poter arrivare molto in avanti nel tabellone. Ma gli ingredienti ci sono, a partire da un coach da Hall of Fame come Bill Self. C’è anche una super stella come Darryn Peterson, forte al punto da poter essere per qualcuno un possibile candidato a prima scelta assoluta al prossimo draft, ma anche fragile (ha avuto costanti e misteriosi problemi fisici per tutta la stagione) e un po’ incostante. Flory BIdunga è uno dei migliori centri della nazione, Melvin Council un funambolo con un gran fisico e Tre White uno scorer a tutto tondo. Insomma, talento ce n’è. Mancano forse continuità e contributo solido dalla panchina, ma alla March Madness in singola partita possono battere chiunque.

Wisconsin – Le versioni dei Badgers del passato sono un lontano ricordo. Da almeno tre stagioni, coach Greg Ward ha deciso di puntare sull’aspetto offensivo e la versione di quest’anno è forse la più performante di sempre da questo punto di vista. Merito di un talento come Nick Boyd, guardia senior capace di segnare in tutti i modi e di esaltare se stesso e i compagni, ma merito anche di un lungo come Aleksas Bieliauskas, il lituano al primo anno che, oltre a essere una presenza in difesa sotto canestro, ha anche la mano morbida dall’arco (35% su 79 tentativi). Sono stati i primi a battere Michigan quando quest’ultima era imbattuta in stagione e sembrava invincibile. A testimonianza che al Torneo vorranno evitarli tutti come la peste.

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