BasketballNcaa

March Madness 2026 – L’incredibile rimonta di UConn, Michigan troppo forte

Uconn

Uconn

C’è una squadra che va avanti di 19 punti e si fa rimontare fino a perdere all’ultimo secondo e ce n’è un’altra che avanti di 19 punti non alza mai il piede dall’acceleratore e va dritta alle Final Four. UConn elimina Duke al termine di una partita che è l’essenza del college basket, tutto facile per Michigan troppo forte per Tennessee che si ferma per il terzo anno consecutivo alle Elite Eight.

Vediamo cosa è successo nelle ultime due partite prima del grande weekend di Indianapolis.

East

La March Madness, ovvero dove tutto è possibile – Duke-Connecticut è stata la perfetta partita da March Madness con dentro tutti, ma proprio tutti gli ingredienti che rendono questo Torneo il più magico al mondo (e non solo nel basket).
Una rimonta. Un recupero da -19 alle Élite 8 non si vedeva da anni. Anzi, è stata la prima volta nella storia che una numero 1 (Duke) in vantaggio di almeno 15 punti all’intervallo (44-29) finisse poi per perdere.
Un buzzer beater. La tripla del freshman Braylon Mullins sarà rimandata in loop per tutta la settimana da tutte le tv sportive americane. Un canestro a 0.4 secondi dalla fine che ha fatto scoppiare i cuori a livello globale, di gioia tutti quelli che tifavano UConn e di dolore tutti i sostenitori di Duke, che ha dato la sensazione di essere superiore (in alcuni casi di molto) agli Huskies.
Gemelli diversi. Cameron Boozer ha giocato l’ennesima partita da eroe con 27 punti (9/17, 1/4) 8 rimbalzi, 4 assist, due stoppate e tutti i canestri cruciali nel finale di gara. Letteralmente immarcabile. Il gemello Cayden invece ha mostrato ancora una volta tutti i suoi limiti. Già al turno precedente era stato sostituito in regia da Caleb Foster quando stava per regalare la partita a St John’s, contro UConn invece la sua palla persa a pochi secondi dalla fine ha regalato una chance insperata agli avversari. Coach Jon Scheyer a fine gara da gran signore ha detto che “non conta l’ultimo possesso, conta come siamo arrivati all’ultimo possesso”. Ha sicuramente ragione ma l’errore di Cayden Boozer resta una specie di Picasso delle palle perse.
La grinta di Hurley. Ora a uno che non avesse visto la partita verrebbe da chiedersi: ma UConn come l’ha vinta? E la risposta non è facilissima. Verrebbe quasi da rispondere: boh. Da tre punti sono entrati solo gli ultimi due tentativi, uno di Alex Karaban fondamentale e poi il buzzer di Mullins, ma per il resto gli Huskies non l’hanno messa mai. La squadra si è fatta trascinare da un solidissimo Tarris Reed (26+9 rimbalzi) e ha avuto qualcosa a tratti da Solo Ball. Il resto è stata difesa e quella grinta chiesta in un timeout da coach Dan Hurley. “Questa è una guerra” ha detto ai suoi a inizio secondo tempo. Non è il periodo storico più felice per una frase del genere, ma nessuno oggi in Connecticut avrà nulla da obiettare.

UConn vs. Duke INSANE Ending 🍿 Final 2 Minutes | March Madness 2026

Midwest

C’è ancora partita a metà del primo tempo, quando Yaxel Lendeborg prende per due azioni di fila palla in velocità, spazza via Nate Ament e segna 5 punti. E’ l’inizio di un parziale di 21-0 che porta avanti Michigan di 19 e no, i Wolverines non commettono lo stesso errore dei Blue Devils. Non c’è più storia e per 30′ si assiste a uno spettacolo di bullismo cestistico che si chiude con un eloquente +33. In campo c’è una squadra che muove benissimo la palla, sa sempre cosa fare e ha una fisicità fuori dal comune, mentre di fronte c’è un gruppo di onesti lavoratori del parquet con una teorica stella che mostra tutta la sua leggerezza contro avversari che non pareggiano i suoi centimetri, ma sono larghi il doppio. Ament chiude con 2/12 per 7 punti e 6 rimbalzi una partita in cui viene dominato da Lendeborg su due lati del campo: 27 punti, 7 rimbalzi e 4 assist per il senior dei Wolverines che per la quarta partita di fila toccano quota 90 punti e si confermano il miglior attacco del Torneo. Troppo solo Ja’Kobi Gillespie che chiude con 21 punti tirando male (8/22) ma mettendoci l’anima (6 recuperi) e comunque la terza Elite Eight in tre anni conferma i Vols nel gotha del college basket. Dusty May torna alle Final Four dopo l’incredibile corsa di FAU del 2023, dopo due soli anni sulla panchina di Michigan che ha ribaltato come un guanto da programma derelitto a seria candidata a vincere un titolo che manca dal 1987. Ma ora c’è Arizona e di certo stavolta non sarà una passeggiata.

 

Exit mobile version