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March Madness 2026 – Una Final Four piena di Europa

kharchenkov

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C’è una squadra che ha puntato forte sui Balcani e d’altronde, se Luka Doncic e Nikola Jokic dominano in Nba, perchè non scegliere giocatori slavi? Scommessa vinta per la Illinois di Brad Underwood, ma anche Tommy Lloyd  ha pescato dall’Europa un giocatore fondamentale come Ivan Kharchenkov.

Di Aday Mara, centro spagnolo di Michigan, e Motiejus Krivas, centro lituano di Arizona, abbiamo già parlato nell’articolo sui giocatori da Nba, vediamo chi sono gli altri rappresentanti del Vecchio continente a Indianapolis.

Arizona

Ivan Kharchenkov (Germania, Fr, SF) – É il glue guy perfetto tra i piccoli che creano gioco e producono punti e i lunghi che si sobbarcano il lavoro sporco e prendono rimbalzi. L’ex Bayern Monaco è forte fisicamente, difende duro e fa sempre la scelta giusta, senza accentrare mai il gioco e prendendosi tutte le responsabilità che deve. Si vede il passato da pro in Eurolega in quest’ala piccola che viaggia a 14 punti di media al torneo e ha faticato al tiro solo contro Utah State, mentre è stato perfetto nelle altre gare, con 18+8 contro Purdue che non ha avuto chance di fermarlo.

Arizona's Ivan Kharchenkov Regular Season Highlights | 2025-26 Big 12 Basketball

Dwayne Aristode (Olanda, Fr, SF) – Più probabile che lo scopriremo meglio nei prossimi anni, ma l’olandese è un’ala atletica dall’ottimo tiro (45.3% da 3) e dalle grandi capacità difensive. E’ uno di quei giocatori che entrando dalla panchina può dare quel boost di energia che cambia le partite. Versatile, sveglio e con la possibilità di dominare gli avversari da un punto di vista fisico, come successo in regular season contro Iowa State, quando ha piantato anche una schiacciata scenografica. Poco lo spazio al Torneo, ma l’ottavo uomo nella rotazione perfetta di Arizona è lui.

Illinois

David Mirkovic (Montenegro, Fr, PF) – Ha chiuso il primo exhibition game della stagione contro Illinois State con 19+14. Ha chiuso le prime 4 partite del torneo a 15+11 di media. Come se avesse giocato da sempre in Ncaa, questo freshman montenegrino ha mostrato lo stesso rendimento per tutto l’anno diventando subito un uomo chiave di Illinois che ha portato fino alla Final Four a suon di doppie doppie (e 41% da 3). Fisico tosto, paura di niente e di nessuno, se c’è bisogno porta anche su palla e probabilmente lava anche lo spogliatoio. Riassumendo, uno dei migliori giocatori della Division I.

Andrej Stojakovic (Serbia/Grecia, Jr, SG) – Nato e cresciuto negli Stati Uniti, quindi americano con anche le due nazionalità del padre Peja, grande star dei Kings e poi campione Nba con i Mavs, è il classico caso di giocatore che migliora il suo rendimento passando dal quintetto alla panchina. Ha trovato infatti la sua dimensione ideale come sesto uomo, come conferma il suo Torneo da 15 punti di media. La mano non è quella del padre ma è ben capace di fare canestro e il carattere è quello giusto. “Non è finita qua, abbiamo altre due partite da vincere”, ha detto dopo aver raggiunto le Final Four.

Tomislav Ivisic (Croazia, Jr, C) – Meno estroso del fratello gemello, più concreto e quindi in quintetto. Contro Iowa sotto canestro è stato anche decisivo nel parziale finale, svelando poi nei giorni successivi anche un retroscena interessante all’intervallo. Le sue cifre non sono strabilianti, ma il suo apporto specialmente difensivo – dove raramente va incontro a problemi di falli – è perfetto per tenere in piedi una squadra dall’Dna offensivo.

Zvonimir Ivisic (Croazia, Jr, C) – Le genialate e i passaggi ad effetto sembrano rimasti al suo primo anno a Kentucky, ma Big Z sa ancora come dare spettacolo in campo. La fenomenale schiacciata in transizione contro Iowa si candida ad highlight di One Shining Moment e il lungo croato, quando in campo, regala anche una dimensione perimetrale che Mirkovic e il gemello Tomislav non riescono a dare. Certo, è sempre capace di colpi di genio come di grandi schifezze e il tiro da 3 quest’anno fatica a entrare, ma è pur sempre un 2.18 che può segnare da ovunque.

Mihailo Petrovic (Serbia, Fr, PG) – Doveva essere il freshman più affidabile, dato che è un 2003 con ampia esperienza in Adriatic League, e invece è stata l’unica scommessa persa di illinois. Tra guai fisici e scarso adattamento a un altro mondo, da play di riserva con ambizioni da quintetto è finito ai margini delle rotazioni di Underwood e sono solo 5 i minuti passati in campo al Torneo. Il tiro da 3 non è entrato mai, ma è proprio finito in una pallacanestro che non è la sua, troppo veloce per i suoi ritmi compassati e difficilmente avrà spazio a Indianapolis.

UConn

Eric Reibe (Germania, Fr, C) – Un po’ meno spazio perchè Tarris Reed sta facendo un Torneo pazzesco, ma il centrone di 2.15 da Hannover ha fatto ampiamente il suo in stagione, dimostrandosi una riserva affidabile e per niente che in soggezione al suo primo anno in America. Buon bloccante per giocare il pick and roll e mani tutt’altro che ruvide, deve mettere su ancora qualche chilo ma i suoi centimetri si sentono e l’anno prossimo potrebbe essere uno dei giocatori chiave degli Huskies.

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