Quote by Da Moretti a Oliva, il weekend degli italiani

Nel primo weekend di college basketball sono stati tanti gli italiani in campo (all’appello manca solo Giovanni De Nicolao) alcuni per la prima volta in assoluto. Vediamo come se la sono cavata.

I debuttanti

Buona la prima per Davide Moretti, unico italiano a chiudere in doppia cifra questo primo fine settimana di partite. Il gioiellino ex Treviso Basket ha chiuso con 10 punti in 16 minuti (2/6 dal campo e 4/4 ai liberi), aggiungendo 2 rimbalzi, 2 recuperi e 1 assist ma anche 3 perse in un incontro che lo ha visto salire di colpi con decisione nel secondo tempo di pari passo con una Texas Tech che, dopo aver archiviato i primi venti minuti sul +8, ha scalato le marce fino a portare a casa una larga vittoria casalinga su South Alabama (75-50). Le sue due triple, realizzate in back-to-back a inizio ripresa, sono state importanti nell’economia del match, regalando il primo vantaggio in doppia cifra ai Red Raiders, ovvero il “la” alla fuga verso il +25 finale.

Partita a due facce – ma nel complesso piuttosto positiva – per Alessandro Lever. Nel primo tempo ha giocato poco commettendo due falli in tre minuti. Nella ripresa è stato più aggressivo e concentrato in difesa e  ha contribuito a tenere alto il margine di vantaggio della sua Grand Canyon (67-51 alla fine contro Florida A&M) mettendo a segno tre canestri nel giro di sette minuti. Bello in particolare il terzo, bruciando l’avversario attaccando frontalmente dal palleggio. La statline del bolzanino a fine match: 6 punti (3/5 dal campo, 0/2 ai liberi) e 2 rimbalzi in 10 minuti.

Il boxscore personale di Gabriele Stefanini non vi dirà molto (3 punti e 1 persa in 12 minuti) ma il suo debutto assoluto con la maglia di Columbia non può che dirsi positivo, visto l’ostacolo che aveva di fronte e coach Engles, del resto, ha avuto buone parole per tutti i suoi freshmen scesi in campo nell’onorevole sconfitta subita in casa di Villanova (75-60). Il bolognese ha avuto minuti a disposizione sia nel primo che nel secondo tempo, giocando prima da playmaker e poi off the ball. Discreto in difesa – ma ci sono diverse cose da limare, anche a livello di meccanismi di squadra – e, nel complesso, molta sicurezza. I compagni per ora sembrano vederlo poco (l’unica volta che riceve palla, ringrazia infilando una tripla): sicuramente sono altre le prove in cui potrà mettere maggiormente in mostra le proprie doti offensive.

Esordio con sconfitta per Andrea Bernardi in un match dove la sua Marist ha dato gran filo da torcere a Lehigh (84-76 dopo un supplementare). Per l’ex Aquila Trento, solo 4 minuti in campo (catturando un rimbalzo) ma è positivo il fatto che sia stato preso in considerazione già da ora, viste le rotazioni ultra-ristrette dei Red Foxes: 8 giocatori scesi in campo, 7 con minutaggio in doppia cifra e le due guardie titolari spremute quanto più possibile (40 minuti per Brian Parker e 39 per Ryan Funk).

Sophomore e junior

L’atteso ritorno in campo di Pierfrancesco Oliva – redshirt durante la passata stagione – è stato purtroppo amaro per la sconfitta della sua Saint Joseph’s (98-87 in casa di Toledo). Tantissimi minuti in campo (32) a certificare il suo nuovo status d’attore di primo piano degli Hawks, qualche problema al tiro (3/8 dal campo e 0/1 ai liberi) ma provando come sempre a dare una mano un po’ in tutti gli aspetti del gioco: per lui alla fine 7 punti, 6 rimbalzi, 1 assist e 1 stoppata. Il suo contributo sarà importante come non mai nelle prossime uscite: la squadra di Phil Martelli è riuscita a recuperare già ora lo scorer Shavar Newkirk (21 punti in 20 minuti!) ma attende di riabbracciare Charlie Brown – sophomore candidato a un breakout year – e trema aspettando i risultati dei test del play titolare Lamarr Kimble, infortunatosi al piede stanotte. Non c’è che dire: la tranquillità è ormai cosa sconosciuta in quel di Philadelphia.

Tanto spazio fatto essenzialmente di lavoro sporco per Roberto Vercellino con Northern Colorado nella sconfitta esterna con Colorado (66-51). Il torinese è stato in campo per 20 minuti ma con un solo tentativo al tiro (sbagliato). Le conclusioni infatti sono state praticamente tutte per la coppia Johnson-Spight (41 tiri sui 62 di squadra) benché i due abbiano fatto cilecca in modo clamoroso (26.8% dal campo!). Nonostante lo zero alla voce punti, il lungo si è reso utile alla causa con un bel apporto nella metà campo difensiva. Per lui: 8 rimbalzi, 1 stoppata e 1 rubata.

Sotto le voci “lavoro sporco” e “sconfitta” troviamo anche Scott Ulaneo: 1 punto senza tiri dal campo in 14 minuti d’impiego (2 rimbalzi e 1 stoppata) mentre la sua Seattle provava a trovare soluzioni contro l’efficace difesa della più quotata Saint Louis, senza riuscirvi (62-46). Per Mattia Da Campo, solo 3 minuti in campo sostanzialmente a babbo morto (ma facendo in tempo a distribuire 2 assist). Le rotazioni dei Redhawks appaiono ristrettissime già da adesso (solo sette giocatori con minuti in doppia cifra) confermando quanto la guardia ex Stella Azzurra ci raccontava qualche tempo fa, ovvero che gli spazi per lui saranno più difficili da conquistare quest’anno. Vedremo.

Serata assolutamente da dimenticare per Nicola Akele (in campo soltanto per 5 minuti), messosi virtualmente fuori partita nel primo tempo con tre falli spesi in appena due minuti. La sua Rhode Island, d’altro canto, ha iniziato la stagione a gonfie vele, imponendosi d’autorità su una pericolosa UNC Asheville per 84-60. È importante che l’italiano cambi registro già dalla prossima: i Rams sono in cerca d’identità per quanto riguarda le rotazioni nel frontcourt ed è quindi importante non perdere il treno mentre altri “concorrenti” mettono a segno buone prestazioni (ad esempio Andre Berry, 15 punti in 17 minuti).