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Atlanta Hawks, molto più che Trae Young

BasketballNcaa - Atlanta Hawks
Autore: Paolo Mutarelli
Data: 4 Mag, 2021

Immaginate di essere un astronauta diretto verso Marte con una grande passione per la NBA, ma con troppe cose per la testa per pensare di chiedere a qualcuno come stia andando una stagione giocata a milioni di chilometri da te. Immaginate di essere partiti a dicembre: tutto sta andando bene e avete un momento di relax in cui potete comunicare con la Terra per chiedere “Houston, come sta andando la stagione NBA?” 

Iniziano ad elencarvi la classifica dell’est: “Nets, 76ers, Bucks…” e pensate che in fondo tutto sta andando come da pronostico. Poi continuano: “…Knicks, Hawks…” , Knicks e Hawks? Come i New York Knicks e gli Atlanta Hawks? 

Probabilmente nessuno che non avesse intenzione di spararla grossa, avrebbe pronosticato che, a due settimane dalla fine della regular season, questa sarebbe stata la classifica di una Eastern Conference ballerina e ricca di sorprese. 

Aria di cambiamento

Per la scorsa free agency Trevis Schlenk (GM degli Hawks) ha preparato i fuochi d’artificio ed è riuscito a portare in Georgia dei pezzi fondamentali come Gallinari, Bogdanović, Hill e Snell. Oltre a questi è arrivato anche Rondo, troppo svogliato per garantire continuità nelle prestazioni, ma scambiato alla dead-line per Lou Williams, una perfetta “scintilla” dalla panca per ovviare ai problemi offensivi quando Trae Young si siede per riposare. 

Dopo la sconfitta contro i Miami Heat del 28 febbraio scorso, con un record di 14-20 si è conclusa l’avventura di Lloyd Pierce sulla panchina degli Atlanta Hawks. Un fulmine a ciel sereno, anche se si respirava un’aria di delusione. Dopo l’esonero, però, sono usciti diversi articoli dei principali insider che hanno parlato dei difficili rapporti tra il coach e la squadra maturati durante il corso della stagione.

Il record di Pierce in due anni e mezzo sulla panchina degli Hawks è 63-120 (34%).

Lloyd Pierce, con l’eleganza che lo ha sempre contraddistinto, ha spinto affinché gli Hawks lo sostituissero con Nate McMillan, già nello staff, che inizialmente voleva rifiutare il ruolo per rispetto nei confronti di Pierce, salvo poi prendere in mano la squadra. Così è iniziata la cavalcata che ha portato gli Hawks ad occupare stabilmente la zona playoff per il resto della stagione.  

La nuova avventura è iniziata subito nel migliore dei modi: 8 vittorie consecutive che hanno portato morale, fiducia e grinta. Il mix tra calendario facile e nuove motivazioni ha permesso di incanalare le forze della squadra nella direzione giusta. La circolazione di palla è migliorata perché è migliorata da parte di tutti e, in primis, da parte di Trae Young, colui che più è chiamato a dettare i ritmi dell’attacco. Questo ha permesso alla squadra di ritrovarsi ad essere meno “Trae-dipendente” nel momento in cui ci si è trovata a fare a meno di lui per l’infortunio alla caviglia che lo ha tenuto fuori per qualche gara. 

Nelle clip qui sopra si vede una raccolta di possessi della gara contro i Warriors dello scorso 26 marzo in cui Trae, non particolarmente in forma al tiro e costantemente raddoppiato, ha trovato con costanza e precisione i propri compagni, uscendo dai raddoppi e affidandosi ai compagni senza esitare. 

Anche nella partita contro Chicago Young ha dimostrato di trovare perfettamente i compagni liberi quando gli avversari provano a sorprenderlo con una difesa più forte sul pick&roll. 

Talento distribuito

Se Trae Young ha iniziato a fidarsi dei compagni è perché i vari Gallinari, Bogdanović, Capela, Huerter, Snell hanno sensibilmente migliorato il loro rendimento durante la stagione.

Bogdan Bogdanović, ad esempio, ha subito un brutto infortunio al ginocchio che lo ha tenuto fermo per 25 partite ad inizio stagione, è rientrato proprio il giorno dell’esordio da head coach di Nate McMillan e dopo un marzo passato a recuperare la forma si è trasformato in una macchina da punti nel mese di aprile, concluso con 22 punti di media e il 49% da 3 punti su 9 tentativi a partita. 

Il suo contributo non è stato esclusivamente quello di un grande realizzatore. Ritrovata la forma fisica ha potuto mettere in mostra anche la sua ottima visione di gioco, fondamentale per alleggerire il carico offensivo di Trae Young e mettere sotto pressione le difese con un altro creatore.

A contribuire, nella metà campo offensiva, si è aggiunto anche Danilo Gallinari. Gli infortuni di inizio stagione non gli hanno permesso di trovare ritmo prima della fine di febbraio, quando, con le 10 triple segnate contro i Boston Celtics, si è sbloccato definitivamente diventando un pezzo fondamentale per la produzione offensiva della panchina degli Atlanta Hawks. 

Le sue abilità di passatore e tiratore aprono nuove situazione di gioco ad Atlanta, specialmente giocando il pick&pop, come si può vedere nelle clip qui sotto, tratte dalla rimonta contro i Magic, partita in cui il Gallo è stato protagonista con 23 punti e 6 assist. 

Per ultimo parliamo di Clint Capela. Il contributo del centro svizzero è stato, personalmente, inaspettato. Senza dubbio è stato il secondo giocatore per contributo in squadra, dopo Trae. 

La sua stagione difensiva è di altissimo livello. La protezione del ferro che garantisce disincentiva gli avversari ad avventurarsi nei pressi dell’area piccola e, malgrado i due migliori difensori sugli esterni della squadra, Hunter e Reddish, siano stati fermi per la maggior parte della stagione, quando Capela è in campo gli Atlanta Hawks hanno un defensive rating in linea con le migliori difese della lega. Con lui in campo, infatti, gli Hawks subiscono circa 11 punti per 100 possessi in meno rispetto a quando è seduto in panchina. 

Oltre alla protezione del ferro Capela garantisce una buona difesa contro i lunghi “pesanti” come Embiid o Jokić. La sua scarsa propensione a commettere fallo (2.1 stoppate, 0.7 rubate e solo 2.3 falli a partita), inoltre, garantisce la certezza di poterlo avere in campo anche nei momenti chiave, senza preoccupazioni. 

Patto con il Diavolo

Il futuro piazzamento della squadra sarà, però, condizionato anche dalla serie interminabile di infortuni che sembrano non voler lasciare tregua agli Hawks. Nel momento in cui scriviamo questo articolo le partite saltate dai vari giocatori per infortunio sono: 

Huerter 2
Capela 8
Young 9
Collins 9
Gallinari 20
Okongwu 22
Snell 23
Bogdanović 27
Reddish 40
Hunter 46
Dunn 62 

Numeri destinati a salire e che hanno condizionato pesantemente il rendimento della squadra nella lotta serrata per l’accesso diretto ai playoff con Knicks, i Boston Celtics e i Miami Heat. Atlanta è attualmente quinta (36-30) con mezza partita di vantaggio sui Miami Heat e una partita e mezza sui Boston Celtics settimi.

Lo stesso divario c’è tra gli Hawks e i Knicks quarti. Il possibile scontro tra queste due outsider al primo turno potrebbe far pesare molto di più il lato del tabellone della seconda classificata (ad oggi gli scontri sarebbero Brooklyn-Boston e Milwaukee-Miami). La situazione è ancora fluida per via dei calendari (New York ha il terzo più difficile, mentre Atlanta e Boston tra i più falli) ma già parlarne è una notizia.

Ora, immaginate di essere di nuovo quell’astronauta dell’inizio. Forse starete pensando: “Con questi Atlanta Hawks qui e con questi playoff che dovrebbero arrivare, chi me lo ha fatto fare a partire per Marte”.

Pezzo realizzato da Matteo Berta di TrueShooting.com

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