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Draft Nba deadline, Dame Sarr torna, Henri Veesaar no

Non è solo periodo di Transfer Portal, anche il Draft Nba 2026 si inserisce a delineare gli equilibri della prossima stagione NCAA. Con la forza economica conquistata dalle università, però, non è più lo scontato processo di qualche anno fa in cui chiunque tentava la carta Draft. Vediamo quali università sono riuscite a trattenere i loro talenti e quali no.

Vincitori

Duke – A John Blackwell da Wisconsin e Deron Rippey dall’high school, coach Jon Scheyer potrà aggiungere tre bei ritorni che rendono i Blue Devils una delle squadre più profonde della Division I. Cayden Boozer sarà chiamato a fare il salto di qualità gestendo i ritmi dell’attacco di Duke mentre Caleb Foster potrebbe tornare a un ruolo più congeniale di shooting guard in uscita dalla panchina. Ma è il ritorno di Dame Sarr e Patrick Ngongba a far sorridere i Cameron Crazies. Uno sugli esterni e l’altro sotto canestro creano l’ossatura difensiva perfetta per un’altra stagione di livello, oltre alla possibilità di esplorare un ruolo offensivo maggiore, da assistman per Ngongba e da scorer per Sarr. Altro giro in Top 5 per i Blue Devils.

Florida – In America sono tutti quanti in brodo di giuggiole per il ritorno da senior di Thomas Haugh. Florida sarà l’indiscussa Preseason No.1 perché ritorna con l’intero frontcourt (Ruben Chinelyu ha messo il nome nel Draft ma ha poche speranze di essere scelto) che ha portato il titolo nel 2025 e il seed No.1 lo scorso anno. Il NIL dei Gators ha fatto tornare a casa prima Alex Condon e poi anche l’altro australiano Haugh confermando Florida come una delle squadre da battere. Manca, forse, un nome tra gli esterni: Boogie Fland e il ritorno di Denzel Aberdeen potrebbero non essere abbastanza per puntare al titolo.

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UConn – Meglio essere una lottery pick e uno dei tanti tiratori bianchi dell’Nba oppure giocarsi il titolo NCAA con il programma più forte della Division I, in un backcourt da All American monetizzando il tiro più importante delle ultime tre March Madness? L’NCAA ormai è anche questa e Braylon Mullins ha scelto di essere la stella degli Huskies nella prossima stagione dopo aver inciso il proprio nome nella storia. Cinque milioni di motivi l’hanno anche aiutato.

Sconfitti

Michigan – Non vi spaventate perché i Wolverines saranno ancora una delle squadre da battere per la prossima stagione, ma coach Dusty May dovrà fare un po’ di sforzo per far quadrare le cose. Due terzi del formidabile frontcourt campione se n’è andato – l’ovvio Yaxel Lendeborg che finisce la sua eleggibilità e il meno scontato Aday Mara con l’anno da senior ancora da giocare – e il terzo, Morez Johnson, che ha tenuto una porta aperta ma sembra in odore di primo giro. JP Estrella, Jalen Reed da LSU e Moustapha Thiam sono i tre prescelti come sostituti, ma ci sarà tanto lavoro da fare per portarli al livello che compete ai Wolverines.

Alabama – Se Labaron Philon aveva già fatto la grazia di rimanere un anno in più dopo l’ottima stagione da freshman, a sorprendere coach Nate Oats è l’addio di Amari Allen, il 3&D al primo anno che aveva risolto tantissime cose in questa stagione dei Crimson Tide. Un duro colpo per Oats che sta concentrando molti degli sforzi nel portal per ricomporre il frontcourt puntando sui freshmen come Jaxon Richardson (figlio di Jason, ex Michigan state e Orlando Magic) per sostituire Allen e sui giudici dell’Alabama per scagionare Aden Holloway, futuro leader di dei Crimson Side.

North Carolina – É un duro colpo per l’ambizioni di North Carolina. Mike Malone si stava muovendo molto bene nel portal portando a casa degli scorer nel reparto ala, convincendo Jarin Stevenson a tornare e, forse, a reclutare il finlandese Miikka Muurinen per la prossima stagione. Ecco, tutto però si basava sulla presenza di un lungo forte su entrambi i lati del campo come Henri Veesaar che invece ha preferito il Draft per il suo futuro. In questo momento il Portal non offre molti lunghi affidabili e la sensazione è che Malone dovrà arrangiarsi e trovare rapidamente una soluzione che potrebbe pesare nel suo primo anno a Chapel Hill.

Transfer Portal 

Un dei percorsi più diffusi degli ultimi anni è quello di dichiararsi al Draft ed entrare nel portal e proprio questo – insieme al recruiting internazionale – potrebbe essere il fattore che salva università come Kansas e Kentucky che stanno faticando a comporre il roster. Tra un mese preciso – il 27 maggio – chi ha mantenuto la porta aperta dovrà scegliere definitivamente il suo futuro e quindi sarà decisivo capire se Milan Momcilovic, ala grande di Iowa State e miglior tiratore da 3 della scorsa stagione, rimarrà o meno al Draft. Su di lui sembra esserci forte l’interesse di Kentucky, così come su Tounde Yessofou – guardia two-way di Baylor – che, se dovesse tornare, avrebbe metà NCAA a fargli la corte. Più precisa invece la sorte di Allen Graves, ala di Santa Clara, conteso da Duke e LSU in caso di ritorno al college.

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