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Da Okorie a De Ridder, 10 freshman che hanno sorpreso l’Ncaa

ebuka okorie
Autore: Raffaele Fante
Data: 20 Gen, 2026

Ci sono i mega talenti che si contendono le prime posizioni del draft, da Darryn Peterson ad AJ Dybantsa, da Cameron Boozer a Caleb Wilson, e poi ci sono tanti altri freshman più o meno conosciuti che stanno facendo grandi cose, o comunque registrando prestazioni molto superiori alle aspettative.

I migliori sono international, ma ci sono anche 5 ragazzi americani da segnalare. Ecco quali

Ebuka Okorie – Stanford Cardinals, PG

Ah, perché è un freshmen Okorie? Vedendolo giocare non sembrerebbe. Un piglio da veterano che ha visto mille difese e una capacità di fare canestro da senior che gli infonde fiducia per prendersi tutti i tiri che vuole. Chiedere a Virginia Tech e North Carolina che hanno perso sostanzialmente perché il nigeriano ha demolito le loro difese, non solo dal punto di vista dello scoring. Si, perché Okorie sa tranquillamente utilizzare la sua pericolosità da realizzatore per premiare poi i compagni che ruotano attorno a lui. Parliamo quindi di uno dei migliori giocatori della Division I che ha rivoluzionato le aspettative di una modesta Stanford. Un solo giocatore è riuscito a fermarlo: Dame Sarr.

Thijs De Ridder – Virginia Cavaliers, PF

Benvenuti nella nuova Ncaa dove un ragazzo che compirà fra pochi giorni 23 anni è un freshman, grazie alla regole molto meno rigide adottate ultimamente sull’eleggibilità dei giocatori. Poco hanno contato quindi le sue due stagioni da pro in ACB con Bilbao. Coach Ryan Odom ha dato subito al belga il ruolo di primo terminale offensivo. Perfetto complemento nel frontcourt di un altro interessante freshman europeo come il tedesco Johann Grunloh, ha gioco e stazza simili a quelle di David Mirkovic di Illinois ma, rispetto al montenegrino, ha maggior spazio e peso nell’attacco dei Cavaliers grazie alla sua pericolosità dentro e fuori dall’area (39% da 3). E Virginia ha una sola sconfitta (dopo 3 OT) nelle ultime 12 partite.

Hannes Steinbach – Washington Huskies, PF

A proposito di PF, tipologia di giocatori che sta chiaramente dominando la stagione, il tedesco è senza alcun dubbio uno dei migliori come certificano le sue 10 doppie-doppie in 15 partite giocate. Quarto della nazione con oltre 11 rimbalzi a partita, guida gli Huskies anche in punti (17.4) e minuti (32.4), cercando di evitare (spesso da solo) troppe brutte figure ai suoi. Anche nella complicatissima Big Ten, sta quindi confermando tutto quanto di buono aveva fatto vedere al Mondiale U19 e, a questo punto, una chiamata al primo giro è praticamente certa. Non è rapidissimo nei movimenti, ma ha mani molto dolci e un grande istinto a rimbalzo che ne fanno un lungo efficace soprattutto in area, e ha ampi margini per migliorare in fretta il suo gioco lontano da canestro.

Ivan Karchenkov – Arizona Wildcats, SF

Quando sei il più giovane giocatore di sempre a debuttare in Bundesliga e poi a 17 anni inizi anche a giocare in Eurolega, è pacifico che sei più pronto di freshman che hanno fatto solo i fenomeni al liceo. E il talento tedesco è stato pronto fin dal primo minuto della stagione Ncaa con una doppia-doppia nella prima partita contro i campioni in carica di Florida, non proprio un esordio soft. Ma coach Tommy Lloyd l’ha sempre fatto partire in quintetto in tutte e 18 le partite che i Wildcats hanno giocato (e vinto), perché è il preciso anello di congiunzione tra le stelle e i gregari, che sa prendersi responsabilità in attacco ma anche fare tante altre cose utili per la squadra, con il suo fisico tosto buono per marcare piccoli e lunghi.

Killian Toure – Iowa State Cyclones, G

L’ennesimo francese che spunta fuori e ti lascia senza parole per la capacità dei transalpini di crescere e sfornare giocatori di alto livello. C’è voluto poco a Toure per diventare un membro importante del quintetto di una squadra che fino a settimana scorsa era imbattuta e numero 2 della nazione.  Il classico glue-guy dalla difesa tenace e atletica, che innervosisce l’avversario per quanto diventa complicato batterlo. Leve lunghe, passi veloci e un fisico longilineo che ha bloccato giocatori come Bennett Stirtz e Braden Smith. In attacco è la sua energia a fare la differenza. L’investitura del capitano della squadra Tamin Lipsey sembra chiara: “É il miglior difensore che abbia visto nella mia vita”

 

Isaiah Johnson – Colorado Buffaloes, PG

I suoi numeri ti lasciano a bocca aperta: una delle guardie più efficienti (67% di TS%) con una selezione al tiro perfetta per il gioco moderno fatto di tantissime triple (43.5% dall’arco) e molte scorribande a canestro. Ha sempre una soluzione in tasca in base a ciò che le difese scelgono di fare su di lui. Un passatore veloce quando trova, ormai sempre più spesso, due o tre difensori su di lui, capace di lanciare alley oop o trovare il rollante in un batter d’occhio. Con il suo ball handling fa quello che gli pare, e ha assorbito alla grande il passaggio in Big 12, anche se la stazza (183 cm per 80 chili) potrebbe chiudergli spazi in ottica Nba.

Acaden Lewis – Villanova Wildcats, G

Non è ancora quella di Jay Wright, ma coach Kevin Willard ci ha tenuto a precisare che la sua Villanova non è neanche lontana parente di quella di Kyle Neptune. Il segreto al momento è nel backcourt e in particolare in Lewis: la guardia da Washington DC lascia la pericolosità al tiro da tre al suo compagno Bryce Lindsay e accentra su di sé i compiti di playmaking. Intelligente, forza raramente la giocata e sa essere decisivo come ha imparato Marquette a sue spese. Coach Willard l’ha scippato alla corte di Rick Pitino – che potrebbe star rimpiangendo le sue caratteristiche da floor general  – e si è portato a casa un punto fermo per il nuovo corso dei Wildcats. Al momento viaggia a 12 punti di media, 5.3 assist e ha uno dei migliori TO/Ast ratio della nazione.

Shelton Henderson – Miami Hurricanes, SF

Sembra proprio quell’ala che in attacco sta mancando a Duke. Peccato per Jon Scheyer che l’aveva reclutata, prima che il suo ex assistente gliela portasse via e inserisse Shelton Henderson in un sistema, per costruzione, molto simile a quello dei Blue Devils. Recruit 5 stelle, solido, già pronto fisicamente e con una vena da scorer tutta da esplorare. Henderson è il perfetto complemento che si abbina alla pericolosità in palleggio di Tre Donaldson e alla forza sotto canestro di Malik Reneau. Parte spesso dall’angolo per attaccare una difesa preparata su altri giocatori. Jai Lucas, figlio d’arte (suo padre John ha allenato per 25 anni in Nba) e dal gran curriculum NCAA, ha subito riportato Miami in alto: 15-3, 4-1 in ACC con sconfitte unicamente contro squadre del ranking.

Braden Frager – Nebraska Cornhuskers, SF

“Shoot the damn ball”, gli ha detto coach Fred Hoiberg all’intervallo della partita contro Oregon e nel secondo tempo è stato accontentato: 7/11 da 3 per 23 punti e poi ancora un ventello nella partita successiva contro Northwestern. Il ragazzo cresciuto a Lincoln è rimasto a giocare attaccato a casa per la gioia dei Cornhuskers che hanno trovato in questo freshman un sesto uomo di lusso che ormai sta in campo più dei titolari. Redshirt la scorsa stagione, più che pronto in questa, è un’ala di due metri scarsi che sa fare tutto piuttosto bene, ma probabilmente nessuno si aspettava un impatto così. Va detto che sono tante le cose che non ci si aspettavano da Nebraska, per esempio essere 17-0, guardare tutti dall’alto in basso nella Big Ten e scalare posizioni ogni settimana fino a essere la #7 del ranking.

Jalen Haralson – Notre Dame Fighting Irish, SF

La stagione non sta andando propriamente secondo i piani di coach Micah Shwersberry, che si è fatto notare finora a livello nazionale più per aver rincorso inferocito un arbitro nel tunnel piuttosto che per i risultati della sua squadra. Ma il coach ex Penn State può esser contento di vedere l’impatto che sta avendo Jalen Haralson in campo. Ala longilinea, rapida nei movimenti e con un’esplosività che potrebbe interessare anche qualcuno in ottica Nba. Quello che invece non sembra andare al momento è il tiro da tre, anche se capitano partite in cui il ragazzo elimina questa soluzione dal gioco. Contro TCU si è preso il tiro per portare la partita all’overtime, giocando una partita quasi perfetta (20 punti, 66% dal campo e 9 assist). Potrebbe essere un pezzo pregiato del portal in estate, oppure il nuovo volto di una Notre Dame in cerca di risultati.

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