Il college basketball sta apprezzando (e facendo crescere) ragazzi provenienti dal vecchio continente come David Mirkovic, Aday Mara e Thijs De Ridder, tutti diventati elementi imprescindibili per i propri coach. Arrivati a poco meno di un mese dall’inizio della March Madness, ci sono altri europei che si stanno mettendo in mostra, pronti a trascinare le loro squadre al “Grande Ballo”.
Ecco i nomi che hanno sorpreso di più finora nel loro cammino universitario.
Roman Domon (Murray State): La guardia francese si è presentata nel migliore dei modi al debutto in NCAA, forte dell’esperienza maturata tra i professionisti con Gravelines-Dunkerque. In poco tempo ha assorbito l’identità da Racer, mostrando un gioco efficiente sui due lati del campo molto utile alla squadra. Le cifre registrate finora dicono che realizza 13.7 punti – con un career-high di 29 contro Northern Iowa – a cui aggiunge 5 rimbalzi e 1 recupero in 22.7 minuti. Dal campo tira con il 52.7%, mentre da dietro l’arco ha un non trascurabile 38.7%, un dato che, combinato con la somiglianza fisica, ha portato entusiasti commentatori americani al paragone piuttosto azzardato con una leggenda come Larry Bird.
6’9 and dropping dudes with his handle 😳
Murray State has a Freshman who is quietly killing everyone he plays
— Hoop Herald (@TheHoopHerald) January 30, 2026
Tomislav Buljan (New Mexico): Non è l’unico europeo ad aver scelto i Lobos in questo viaggio nel basket collegiale, ma certamente rispetto a Timeo Pons e Milos Vicentic è quello di cui vale la pena parlarne più a fondo. Il croato è il miglior rimbalzista del team con 9.9 palloni catturati a partita, grazie alle 14 gare chiuse in doppia cifra e con un massimo in carriera di 21 presi nella sfida contro Mississippi State. Resta una certa timidezza nel prendersi tiri da tre punti, ma il classe 2002 ha aggiunto un po’ di malizia nel suo gioco spalle a canestro, diventando un fattore per i falli conquistati all’interno dell’area dove si libera spesso degli avversari con rapidi movimenti in virata per chiudere al ferro.
Motiejus Krivas (Arizona): Il mix di talento che compone il roster dei Wildcats non lo si trova in molte altre compagini NCAA, tuttavia se risulti tra i migliori significa che possiedi qualcosa di davvero speciale. L’anno da junior sta diventando sempre di più quello della consacrazione per il lunghissimo lituano, i cui 218 centimetri d’altezza fanno tutta la differenza del mondo quando viene chiamato in causa. I numeri parlano chiaro con 11 punti (60.4% dal campo e 79.6% in lunetta), 8.3 rimbalzi e 1.8 stoppate di media – numero uno tra i giocatori di Arizona – in 23.7 minuti all’interno di un sistema che vanta un record di 23-1. E anche nell’unica sconfitta contro Kansas, ha chiuso con 14+15 e 6 stoppate. L’ex giocatore dello Zalgiris ha alzato l’asticella su entrambi i lati del campo, fornendo così a coach Lloyd diverse soluzioni tattiche.
#KareemAward Top 10 fresh off the press ♨️
Who’s your Center of the Year so far? 👀 pic.twitter.com/9ZkWMzKcIj
— NCAA March Madness (@MarchMadnessMBB) February 6, 2026
Stefan Vaaks (Providence): Da un baltico all’altro e, se il connazionale Henri Veesaar si è fatto strada conquistando un posto nel Mock Draft, l’esterno dei Friars si è guadagnato l’etichetta di stakanovista con i suoi 31.1 minuti a partita, il ché lo rende il giocatore più impiegato da coach English. Il classe 2005 è senza paura, e si prende senza pensarci troppo qualche tiro extra – talvolta anche forzato – per dichiarare agli avversari che è lui l’uomo da marcare stretto. Sebbene le percentuali siano da migliorare (12.2 conclusioni dal campo tentate, realizzate con il 40.3%), impressiona la facilità con cui conquista viaggi in lunetta (3.6 di media convertiti con l’82.8%). Infine, non gli manca l’altruismo e i suoi 3.3 assist lo rendono il miglior passatore di Providence.
Samet Yigitoglu (SMU): Non è un caso se i recruiters americani vengono in Europa soprattutto a caccia di lunghi e i Mustangs con il turco possono dire di aver fatto centro al primo colpo. L’ex giocatore del Besiktas sta chiudendo la sua stagione da sophomore con numeri migliori rispetto a quelli registrati lo scorso anno; ne sono testimonianza gli 8.1 rimbalzi (6.2 al termine del freshman year) e le 1.5 stoppate (1 nella stagione 2024/25) a partita che lo collocano in cima alle classifiche della squadra. Centrone di 216 centimetri, solido in area sia a livello offensivo (60.2% dal campo) sia difensivo, ma con alcuni problemi nel farsi rispettare da avversari più fisici che deve fermare commettendo qualche fallo di troppo.
Da un turco ad un altro, sta ben figurando Efe Demirel a Grand Canyon con i suoi 8.3 punti e 4.9 rimbalzi di media. Prosegue il momento magico dei teutonici in NCAA, dove spiccano le prestazioni di Martin Kalu con Charleston (10.3 punti e 4.4 rimbalzi). Non possono mancare all’appello gli spagnoli con Mario Saint-Supery, per lui 8.5 punti e 3.9 assist con Gonzaga, oltre allo specialista di Texas A&M, Ruben Dominguez che viaggia a 12.0 punti con il 41.8% da tre.

