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Week 10, le pagelle – Wisconsin sbanca Michigan, Kansas in crisi

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Sono rimaste cinque le squadre imbattute nella Division I, dopo che Wisconsin ha sbancato il campo di Michigan nel risultato più sorprendente della settimana. Buone le prove anche dei ragazzi italiani, mentre continua la stagione deludente di Kansas, e anche Alabama ne perde due in fila. Da segnalare poi l’impresa di Chicago State, capace di perdere nel modo più assurdo.

Ecco le pagelle della week 10

 

Wisconsin – Chi vince tra una squadra che gioca in casa ed è imbattuta contro una squadra che contro le big non ha finora mai vinto, figuriamoci in trasferta? Nell’Ncaa di scontato non c’è mai nulla ed ecco che sono i Badgers con una pioggia di triple nel secondo tempo a interrompere l’imbattibilità di Michigan che, in realtà, già aveva faticato in settimana a battere Penn State. Sotto di 14 nel primo tempo, la squadra di Greg Gard non si è persa d’animo e ha pescato un improbabile 4/4 da 3 nel secondo tempo del freshman lituano Aleksas Bieliauskas, oltre ai 48 punti della coppia Blackwell-Boyd, per la prima importante vittoria dell’anno.

Nebraska – Nel consueto poll di inizio stagione, tra le 18 squadre della Big Ten Nebraska era al 14/o posto. Dopo aver vinto 16 partite di fila, ora guardano tutti dall’alto in basso e non sembrano volersi fermare mai. La prima sconfitta poteva arrivare in uno dei palazzi iconici del college basket, e cioè l’Assembly Hall di Bloomington, anche perchè Indiana era avanti di 16 all’inizio del secondo tempo. E invece Sam Hoiberg e compagni non si sono scomposti,,hanno pescato il career high di 27 punti di Jamarques Lawrence e hanno chiuso la loro settimana con due vittorie in trasferta, visto che in precedenza avevano battuto anche Ohio State.

Keyshawn Hall (Auburn) – Con buona pace dello stock al Draft di Tahaad Pettiford, possiamo affermare a gennaio che Auburn è la squadra di Hall che in questa settimana ha mostrato quello che può essere quando è efficiente al tiro. 32 punti sia contro Texas A&M, dove la sua fisicità l’ha portato a tirare 16 liberi, sia nella sonora vittoria contro Arkansas dove ha tirato con il 78% dal campo. Atletismo da vendere e una mano morbida per un giocatore che dovrebbe anche avere più considerazione in ottica Nba.

 

Italiani – Una settimana di rivalsa per i ragazzi italiani. Dame Sarr silenzia difensivamente Ryan Conwell nella rimonta dei Blue Devils contro Louisville e riconquista il quintetto contro SMU, con un primo tempo da vera piovra. Timoty Van Der Knaap continua la sua solida stagione a Bradley, che conquista due vittorie di peso con un gran contributo, soprattutto a rimbalzo, dell’ex Bassano. Doppia cifra (13 punti) anche per Innocenti contro Santa Clara. Ormai solito grande apporto per Leonardo Bettiol ad UMass e Giovanni Emejuru ad East Carolina.

 

Jordan Pope (Texas) – Finalmente un cenno di risveglio da parte di un giocatore che finora in stagione ha alternato più bassi che alti, esattamente come la sua Texas. Con 28 punti compresi i 4 liberi finali, il senior dei Longhorns è decisivo nella vittoria sul campo di Alabama, la prima nella Sec e la prima contro una big. Nella partita precedente contro Tennessee, però, aveva chiuso con 0 punti macinato senza pietà da Ja’kobi Gillespie.

Florida – Un cenno di risveglio è arrivato anche dai campioni in carica che sfruttano le due gare in casa per battere nettamente due squadre del ranking come Georgia e Auburn. I lunghi dominano contro i Bulldogs, Boogie Fland gioca la sua miglior partita in maglia Gators contro i Volunteers, demoliti 91-67 con una prova di forza che non si vedeva da tempo. Forse Todd Golden sta trovando finalmente la chimica giusta tra vecchi e nuovi ma saranno le prossime due trasferte, compresa quella sul campo dell’imbattuta Vanderbilt, a dire se possono tornare a essere davvero pericolosi.

Terrence Brown (Utah) – Gran bella prova da 25 punti e 5 assist contro i rivali statali di BYU, ma disgraziata la gestione dell’ultimo possesso andando a infilarsi in un angolo dove viene raddoppiato con successiva palla persa. Sotto di 3, i suoi Utes non possono provare neanche la tripla per il pareggio e ora le sconfitte di fila sono 4, in un pessimo inizio di Big 12. Aver messo paura ad Aj Dybantsa e compagni non basta, servono al più presto delle vittorie.

Jaden Toombs (SMU) – Non male disputare la miglior partita dell’anno al Cameron Indor contro Cameron Boozer, ma è presto per sparare i fuochi d’artificio per questo freshman dotato senz’altro di personalità e tecnica, ma non certo di continuità. Nella sconfitta precedente contro Clemson era stato nullo (0 punti in 11 minuti), mentre contro Duke sfrutta anche l’assenza di Boopie Moller, per giocare molti più palloni e chiudere con 23+7 , facendo un figurone.

TCU – Passi la sonora sberla contro la No.1 Arizona, ma il suicidio messo in atto all’Allen Fieldhouse con una Kansas assai modesta grida vendetta. Un’ottima partita fino al minuto finale, dove erano sopra di 9 (dopo esser stati sopra anche di 16 durante la partita), prima di buttare all’aria la vittoria – grazie ad un ottimo Peterson – e crollare all’overtime sotto le penetrazioni di Melvin Council. Una disfatta totale.

Iowa – Era la settimana che poteva lanciare gli Hawkeyes in alto nel ranking e in Big Ten, invece arrivano due sconfitte di misura ma pur sempre due sconfitte. Pesa di più quella in trasferta con una Minnesota sprecona: Bennett Stirtz aveva ricucito uno svantaggio di sedici punti per mettere il muso avanti a 90 secondi dalla fine per poi smettere di segnare. Contro Illinois, l’ottima partita di Keaton Wagler mostra i limiti difensivi di Iowa nel reparto esterni.

 

Kansas – Solo un miracolo contro TCU li ha salvati dalla peggiore partenza in conference degli ultimi cinquant’anni. La buona difesa vista a dicembre è rimasta seduta ai cenoni natalizi, lasciando spazio ad una squadra molto fallosa sotto canestro e con un reparto esterni che si fa battere da chiunque. La maggiore continuità di Darryn Peterson ha dato linfa all’attacco, ma non è una squadra di Bill Self se bisogna fare un punto in più degli avversari.

Alabama -Vanderbilt e Texas hanno riportato i Crimson Tide pesantemente con i piedi per terra e non sempre correre a mille all’ora serve per vincere le partite. Potrebbe aiutare, e non poco, anche non prendere sempre più di 90 punti ma la squadra di Nate Oats è fatta così, tanto divertente quando vince, quanto da mani nei capelli quando qualcosa non funziona. E soprattutto la sconfitta in casa contro Texas ha fatto suonare più di un campanello d’allarme.

 

 

Joe Grahovac (St Bonaventure) – La sua era stata la storia dell’estate, ma il campo per ora non fa intravedere un happy ending hollywodiano. Il lungo dei Bonnies ha perso il posto in quintetto e ha realizzato la miseria di 9 punti (e preso 9 rimbalzi) nelle 3 partite tutte perse giocate finora nell’Atlantic 10, di cui le ultime due in casa. Senza il suo apporto offensivo e la sua capacità di aprire il campo, coach Mark Schmidt ha un bel problema, al momento senza soluzione, anche perchè ha i giocatori contati e non certo tonnellate di centimetri a disposizione.

 

 

Chicago State – E’ possibile perdere una partita avanti di due con un decimo sul cronometro e con la palla in mano? La risposta immediata sarebbe no perchè basta buttare la palla a caso in campo, e invece Chicago State ci è riuscita. Come? Chiamando un time out che non aveva. Fallo tecnico, due liberi per il pareggio e poi vittoria di Stonehill al supplementare. E così i Cougars hanno compiuto l’ennesima impresa al contrario. D’altronde sono 6-43 nelle ultime due stagioni, a perdere le partite sono dei campioni assoluti.

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