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Week 14, le pagelle – Trimble sorprende Duke, Ejiofor abbatte Uconn

seth trimble

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Non c’è cosa migliore che vincere un derby con un buzzer beater. Seth Trimble incide il suo nome nella storia del Derby della Tobacco Road, mentre Portland sorprende Gonzaga e Andrew Osasuyi si impone come uno dei migliori italiani in circolazione. Ecco le pagelle della Week 14.

Seth Trimble (North Carolina) – Battere Duke in casa ha sempre un sapore particolare, farlo con una tripla sulla sirena rende la vittoria indimenticabile. “I’m going to remember this for the rest of my life”, ha detto la guardia dei Tar Heels, uno dei pochi panda da 4 anni sempre con la stessa maglia, deciso a chiudere la sua carriera a Chapel Hill nel modo migliore. Ma comunque finisca la stagione, con quel tiro è già entrato nel cuore dei suoi tifosi.

Zuby Ejiofor (St John’s) – Ci sono dei giocatori che sono l’anima di una squadra e lui è decisamente uno di questi. St John’s dipende da lui e va dove lui la porta e al momento la direzione sembra quella giusta: 9 le vittorie di fila della squadra di Rick Pitino, compresa l’ultima battaglia contro Uconn vinta grazie a una prestazione da 21 punti, 10 rimbalzi e 7 assist di uno dei centri più forti della Division I.

Portland – É una storia che ha dell’eccezionale quella che ha portato all’upset su Gonzaga. Portland è in crisi di infortuni, a tal punto che parte del coaching staff – compreso coach Shantay Legans – è dovuto scendere in campo in allenamento per allenare i superstiti. Morale della favola: rottura del tendine d’Achille per coach Legans e una rotazione striminzita di 7 giocatori in campo per la prima vittoria della storia contro un’avversaria di Top Ten. L’eroe è Joel Foxwell con 17 punti.

Coastal Carolina-Umass – L’odore di marzo inizia a sentirsi, specialmente in questa pazza partita finita al terzo overtime con almeno cinque canestri pazzeschi sul finire del tempo a risolverla, tanto che Espn l’ha ribattezzata “The Battle of Big Shot”. K’Jei Parker porta UMass al primo OT con un “semplice” palleggio-arresto e tiro da 7 metri, poi AJ Dancler si inventa un capolavoro su un piede solo per segnare la tripla che manda tutti al secondo OT. Marcus Banks diventa Steph Curry segnando dal logo per andare al terzo OT, dove pareggia a 25 secondi dalla fine, prima che Joshua Beadle in un 1vs1 porta la vittoria a casa per Coastal Carolina. Madness is coming.

Acaden Lewis – Kevin Willard dovrà fare carte false per tenerselo stretto a Villanova perché il freshmen è forte vero. In pochi mesi i Wildcats sono tornati ad essere una squadra da torneo e molto del merito va alla point guard che contro Georgetown è stato immancabile. 11/15 dal campo per 26 punti con una varietà di soluzioni impressionante: forza fisica per chiudere al ferro contro i lunghi, mid range in allontanamento, esitazioni, floater, conclusioni con la mano opposta per proteggersi, triple. Uno dei tanti freshmen meraviglia di questa stagione.

Flory Bidunga – Coach Bill Self l’ha incoronato “Miglior difensore della Division I”. É, si, una coccola da parte del coach ma anche la consacrazione definitiva di un prospetto ormai esploso. Kansas è diventata una delle migliori difese della nazione perché la mobilità di Bidunga permette ai Jayhawks di adottare un sistema a cambi sistematici senza andare in difficoltà. Commette pochissimi falli e sotto canestro è praticamente un muro. Nella vittoria sporca contro Utah ci sono le sue sette stoppate a svettare.

Oklahoma State – Un voto non legato alla sonora ripassata che Arizona gli ha rifilato sabato, bensì all’importantissima vittoria in ottica Madness contro BYU di martedì. In un febbraio caldo dove la Bubble incombe su tante squadre, l’attacco a tutta birra di coach Steve Lutz ha fatto a fette una difesa ancora molto molle dei Cougars: Anthony Roy – transfer al 5° anno – imprendibile con 30 punti e 50mila euro di multa per i cori anti-mormoni fatti dalla student section. Una normale nottata di college basket.

Andrew Osasuyi – Numeri alla mano, è il miglior stoppatore della Division I tra i freshmen e Fordham se n’è accorto. In un momento complicato per Saint Bonaventure – tanti infortuni e poche vittorie – Andrew Osasuyi si carica la difesa sulle spalle e chiude con 12 punti, 5 stoppate, 4 rubate e 3 rimbalzi mostrando tutto il suo atletismo e il suo tempismo in difesa. Segnali positivi per il freshmen ex Borgomanero.


Jeremy Fears (Michigan) – A proposito di leader assoluti, eccone un altro da cui dipendono totalmente le sorti di una squadra. La versione attuale degli Spartans tutta corsa e carattere ha un uomo solo al comando che, quando stecca, porta a sconfitte inaspettate come quella contro Minnesota, dove ha anche commesso qualche fallaccio. Tom Izzo chiede una maggiore maturità, vista tutta nella doppia doppia da 26-15 con cui ha battuto una squadra con ben più talento come Illinois


Oklahoma – Per carità, battere una squadra del ranking fa sempre piacere, ma non risolve la stagione davvero fallimentare dei Sooners che sbancano il campo di Vanderbilt resistendo alla rimonta dei Commodores grazie a un grande secondo tempo di Xzayvier Brown. Peccato però che abbiano perso le 9 partite precedenti e quindi l’ultimo posto della Sec rimane loro.


Texas A&M – La sconfitta in casa di Alabama ci può stare, è invece la debacle tra le mura amiche contro Florida, che ha vinto di quasi 20 punti tenendo gli Aggies a 67, che è un campanello d’allarme. Rashaun Agee e Jacari Lane entrambi al minimo stagionale per punti messi a referto, l’impressione è che la squadra di coach McMillan sia un po’ stanca. E l’assenza di Mgbako adesso inizia a pesare.

Seton Hall – L’ottima partenza tra novembre e dicembre non ha avuto seguiti in conference, dove i Pirates stanno faticando più del previsto di fronte a una concorrenza non eccezionale e il percorso alla March Madness si è complicato questa settimana. Contro Villanova e Creighton sono arrivate due sconfitte, proprio contro avversarie nella Bubble in lotta per il terzo biglietto automatico della Big East. É scomparso l’attacco che tanto aveva funzionato ad inizio stagione.


BYU – Ok che affrontavano Houston, ma il bilancio delle ultime gare resta impietoso: 4 sconfitte consecutive e 5 nelle ultime 6 partite. I Cougars continuano a godersi un AJ Dybantsa spettacolare (28 punti con 6/10 e 3/4 da tre contro la truppa di coach Sampson), ma non riescono a tramutare queste prestazioni in un boost per la squadra. Un “momento no” che potrebbe essere fatale nel tabellone del torneo di conference.

Vanderbilt – A 5 minuti dalla fine erano sotto di 21 punti. Da quel momento Tyler Tanner ha iniziato a fare il fenomeno, e con l’aiuto dei compagni è arrivata una rimonta quasi miracolosa. Quasi perché non è bastata e il risultato finale è che la sconfitta di 1 punto in casa per mano di Oklahoma fa ancora più male. Tra gli imputati l’assente Jalen Washington, lungo che ha subito l’energia degli avversari per tutta la gara.


Jon Scheyer – Coach, mettitela via. Le invasioni di campo fanno parte del college basket da sempre e continueranno per sempre a farlo. Perchè fanno parte del college basket così come le student sections più o meno folcloristiche e/o aggressive (vogliamo parlare dei Cameron Crazies?). Già due anni fa si era lamentato non poco dopo la sconfitta contro Wake Forest, si è ripetuto dopo la (doppia) invasione a Chapel Hill, lamentandosi per ‘pugni in faccia presi da membri dello staff”. Che poi è uno solo e non si è fatto niente.

Kansas State – Dimenticate quel fulminante esordio nel 2023 con tanto di possibilità di arrivare alla Final Four, nelle ultime tre stagioni Jerome Tang ha solamente accumulato delusioni a Manhattan, ultime delle quali una sconfitta pesantissima, -34 contro Iowa State e sprecare un vantaggio di 15 punti contro TCU. Ora sono ultimi in Big 12, 1-9, tante ferite da leccarsi e una stagione praticamente già da archiviare.

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