Quote by Non solo Zion, ecco gli altri re del marketing

Bol Bol

La moda non è mai stata così importante come in questi anni. Grazie ad account dedicati come LeagueFit, B/RKicks, SLAMKicks (tutti con centinaia di migliaia di followers), i giocatori NBA sono diventati alcuni dei principali fashion influencer negli sport americani. Essendo la NBA la lega americana più vista al di fuori degli USA, ecco che i giocatori NBA sono i nuovi tastemakers globali. Ora che anche nel Vecchio Continente i ragazzi fanno camp out per acquistare le sneakers più limitate, molte delle quali vengono rivendute a prezzi elevatissimi, Bol Bol si erge a nuovo sneakers/hype king di questa generazione di cestisti.

Già ora alcuni giocatori NBA non tecnicamente a livello dei colleghi All-Star hanno maggior copertura mediatica grazie al loro stile o legami con alcuni brand. Pensiamo al re delle sneakers P.J. Tucker, all’uomo Supreme per eccellenza J.R. Smith, legato al brand al punto tale da averlo tatuato sul polpaccio, o al trend setter Kelly Oubre, fino a Nick Young, giocatore che pur essendo fuori dalla NBA riesce, grazie alla moda, a mantenersi mediaticamente rilevante.

Ecco Bol Bol non ha nulla da invidiare a queste persone dal punto di visto della moda, essendo noto già ora per la sua collezione di sneakers e passione per lo streetwear. Non solo, è un ragazzo molto sveglio perché unisce a questa sua passione per lo stile anche un’attenzione molto adulta e imprenditoriale. Il figlio di Manute ha annunciato la scelta di giocare ad Oregon in un articolo per The Players’ Tribune, il che è già una mossa ben calcolata e tutt’altro che banale. Nell’articolo ha spiegato come il legame tra Oregon Ducks e Nike sia stato importante nella sua scelta.

Oregon è infatti l’ateneo prediletto dello Swoosh, nonché il più vicino alla sede centrale, e da sempre i Ducks sono fieri possessori delle maglie più nuove, delle scarpe dalle colorazioni più esclusive e molto altro. Nello stesso articolo ha poi detto che Oregon lo ha colpito per la sua brand identity sui social media, altro elemento per lui fondamentale. Nel caso non l’aveste notato, nel servizio fotografico che accompagna l’articolo su The Players’ Tribune, Bol Bol è vestito con una delle linee di abbigliamento più attese di quell’anno, quella di Supreme in collaborazione con Stone Island. Nella sua precedente video intervista per Ballislife invece appariva con tutore Supreme e anche in questo caso non aveva esitato a parlare di sneakers.

Se la moda non bastasse, Bol Bol aggiunge al già intrigante pacchetto la sua storia personale. Non solo è il figlio dell’ormai defunto Manute Bol, icona della NBA anni ‘80 e ‘90, ma è anche un rifugiato politico. Il governo sudanese accusò Manute di essere una spia americana, così Bol Bol e la madre scapparono in Egitto per arrivare poi in America mesi dopo per via di problemi col visto. La storia è di per sé interessante e ricca di spunti (ve l’abbiamo raccontata qui), lo diventa ancora di più se la applichiamo agli attuali Stati Uniti governati da Trump e la sua politica anti-immigrazione. Non dimentichiamo nemmeno l’importanza dell’impegno politico per i brand al giorno d’oggi: dalla scelta di Nike di utilizzare come testimonial l’attivista e ormai ex quarterback NFL Colin Kaepernick, fino alle posizioni pro ambiente di Patagonia, quelle a favore di immigrati e rifugiati di Microsoft (partita e capitanata però da Chobani) e le campagne pro integrazione razziale realizzate da Airbnb. Questo panorama è terreno fertile per l’immagine di Bol Bol.

Bol Bol si è confermato un ragazzo molto intelligente perché è passato dall’essere molto attivo sui social, a uno stato di semi-silenzio mediatico, cancellando anche tutte le foto ad eccezione di quelle esclusivamente dedicate al basket giocato. Ottima mossa perché impedisce ai brand con cui tratterà insieme al suo agente di avere punti di riferimento o elementi su cui appoggiarsi per indirizzare la mediazione.
Non stupitevi se tra un anno i vostri amici o amiche fashion victim che non seguono il basket sapranno riconoscere perfettamente Bol Bol pur ignorando i nomi di Kevin Durant o Kawhi Leonard.