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Rhode Island cerca un posto al ballo

Autore: Riccardo De Angelis
Data: 4 Feb, 2017

Molto probabilmente il peggio è passato ma non è detto che il meglio debba ancora venire: Rhode Island ha infilato la sua terza vittoria consecutiva – la quinta nelle ultime sei partite – passando sul campo di Davidson grazie a un grande secondo tempo. Una vittoria d’importanza capitale per una squadra che finora ha raccolto poche soddisfazioni in trasferta e che dovrà lottare fino all’ultimo per avere qualche speranza di accedere al Torneo Ncaa.

In trasferta col coltello fra i denti

Per passare alla Belk Arena serviva uno sforzo extra e una prova difensiva di prim’ordine, di solito una caratteristica delle squadre di coach Dan Hurley. Il piano, in questo senso, è stato messo pienamente a frutto in un match apparso molto particolare già nella sua prima metà. Sarebbe stato lecito aspettarsi il prevalere di Rhode Island nel pitturato con Davidson pronta a rispondere dal perimetro e invece, nei primi venti minuti, i padroni di casa hanno trovato 20 dei loro 33 punti in area grazie a un’ottima (e rapida) circolazione di palla che ha trovato in Will Magarity un terminale inesorabile (19 punti, suo career-high). Al contempo, però, i Wildcats hanno messo insieme solo un 2/11 dall’arco, coi Rams capaci di rispondere con un buonissimo 4/9 e andare negli spogliatoi avanti d’un punto.

La prima parte della ripresa ha visto Davidson portarsi sul +9 con un canestro di Jack Gibbs (42-51, -11’13”). E poi? E poi URI ha spento la luce, mettendo in campo uno sforzo difensivo totale, con un’intensità da partita di post-season o quasi. Da quel +9 fino alla sirena finale, i Rams hanno lasciato agli avversari la miseria di due canestri dal campo, con Gibbs e Aldridge – ovvero le due star di Davidson – che nei secondi 20 minuti della partita hanno messo insieme un 2/14 al tiro da incubo. E’ finita con un 70-59 e tanti uomini in maglia bianco-celeste che hanno lasciato il parquet a testa altissima. In particolare E.C. Matthews, leader in tutto e per tutto con 21 punti segnati (top scorer di serata), grande costanza realizzativa sui 40 minuti, canestri pesanti e una chase down block da applausi alla fine del primo tempo. Jeff Dowtin, alla sua miglior partita da freshman con ben 19 punti messi a segno. Kuran Iverson, solo 4 punti ma ben 13 rimbalzi tirati giù. Jared Terrell, limitato dai falli ma capace di piazzare 11 punti in appena 12 minuti.

E Nicola Akele? Non proprio la sua miglior partita. Entra e fa di tutto per difendere forte su Aldridge ma, nei suoi due ingressi in campo, il suo minutaggio è fortemente penalizzato dai falli commessi (3 in 7 minuti), il che non gli permette di sporcare granché il suo tabellino personale: né un rimbalzo, né un assist, né un punto ma giusto una palla persa e una giocata in pick and pop con un long-two che si infrange sul ferro. Una serata abbastanza anonima che però non cancella quanto di buono mostrato nei tempi più recenti, ovvero la conferma del gregariato tanto utile quanto silenzioso che l’ex Reyer offre e di cui vi abbiamo già parlato in passato: poco protagonista ma sempre pronto in attacco – al tiro o nel facilitare la manovra – generoso in difesa dove, in post basso, tiene l’avversario con maggiore scioltezza rispetto al suo anno da freshman.

Andiamo a ballare, sì, ma come?

Secondo le aspettative d’inizio stagione, Rhode Island poteva essere tranquillamente una squadra da seed 8 o 9 al Torneo Ncaa. Complice alcune – anzi, diciamo tante – trasferte negative (Valparaiso, Providence, Houston, Dayton e Richmond), il cammino dei Rams verso il torneo appare complicato, ma tutt’altro che compromesso. Otto partite rimanenti prima del torneo di conference con quattro trasferte affatto proibitive (UMass, George Mason, La Salle e Saint Joseph’s) e l’opportunità di migliorare il proprio curriculum ricevendo in casa Dayton e VCU, ovvero le due attuali prime della classe in Atlantic 10 con un bilancio di 7 vittorie e 2 sconfitte. URI segue a ruota – insieme a Richmond – con record 7-3 in una parte alta di classifica quanto mai corta – ci sono i Bonnies e gli Explorers a inseguire a loro volta a quota 6-3.

Joe Lunardi, nella sua più recente fatica da bracketologist, indica Rhode Island nella parte sbagliata della “bubble”, ovvero come 5a esclusa dalla Big Dance. Avendo all’attivo una sola vittoria contro una Top-50, la missione non è semplice ma, proprio con la vittoria su Davidson, coach Hurley ha avuto la conferma di avere fra le mani una squadra disposta a tutto pur di recuperare il terreno perduto. E se Jarvis Garrett – prezioso playmaker da 7.9 punti e 4.1 assist a partita – dovesse finalmente fare ritorno sul parquet entro tempi brevi, le cose potrebbero raddrizzarsi definitivamente.

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