Quote by Robert Williams, un Ufo che punta al draft

Se digitate Robert Williams su google, wikipedia vi porterà ad una pagina di disambiguazione. Dunque, ci sono due attori (che hanno recitato nel passato ma in epoche diverse) c’è un pittore d’arte contemporanea, c’è Robert “Bob” Williams che in effetti è stato il primo cestista di colore dei Minneapolis Lakers e c’è persino un arciere, che andò a medaglia alle Olimpiadi di Saint Louis del 1904. Se cercate in inglese google vi prenderà per cretini e vi manderà alla pagina di “Robbie Williams”, il cantante. A chi altri potreste essere interessati?

Ncaa basketball - Robert Williams - Texas A&M

Robert Williams – Texas A&M

Del Robert Williams che gioca a Texas A&M, che sta scalando posizioni al draft e che sta stupendo tutti quelli che lo vedono giocare non c’è traccia. Non ancora, in realtà, perché tempo un paio di mesi e il buon Robert nato a Vivian, un paesino di 3mila anime della Louisiana a sole 11 miglia dal confine col Texas avrà probabilmente una pagina tutta sua e su Youtube comparirà fra i primi video.

“Se non facciamo attenzione è capace di saltare fuori dalla palestra” è stata una delle prime considerazioni che ha fatto il suo compagno di squadra, la guardia Admon Gilder, quando l’ha visto giocare. Gilder l’ha ammesso: si muoveva e restavo a guardarlo con la bocca aperta. Ecco, Williams fa questa cosa qui: quando lo vedi poi ti rimane impresso. La lista delle dichiarazioni che iniziano con “Non mi ero reso conto di quanto fosse…” oppure “non avevo capito che…” o ancora “non credevo possibile…” è così lunga che se le elencassimo tutte vi toccherebbe cambiare sito per la noia.

Adesso direte: ma come!? Di questo Williams non avevamo mai sentito parlare! In effetti chi dice così un po’ ha ragione. Entrando al college questo ragazzotto della Louisiana era famoso solo per aver giocato nel 2015 un 3vs3 estivo in California contro Lebron James e Demarcus Cousins, una partita nella quale (vabbè questa era facile) il prescelto lo aveva un po’ maltrattato e gli aveva mostrato cosa significa giocare in Nba a certi livelli. Non stiamo parlando di uno sfrontatello del Bronx di quelli capaci di rispondere a muso duro sia al più forte del campetto sia ad un agente di polizia. No, Robert è uno abituato ad aiutare le vecchiette al supermercato perché il sacco delle patatine è troppo in alto e che alla domanda “film preferito” risponde “Jumanji”.

Probabile che arrivati fin qui abbiate iniziato a farvi un’idea di Williams come di un “patatone” alla Bubba di Forrest Gump ma per farla sparire basterebbe provare a schiacciare in un canestro difeso da lui. Chi si avventura, di norma, si ritrova con la visuale oscurata e la palla spedita in orbita. E così, partita dopo partita, il giovane Robert prima ha iniziato a far dire “ah però” a qualche addetto ai lavori, dopodiché ha cominciato a essere seriamente considerato una lottery pick. Non è la prima volta che succede. Di giocatori entrati al college con poche aspettative e poi cresciuti tanto da arrivare in Nba ce ne sono a bizzeffe (garantiamo che Tim Hardaway Jr nel 2010 non se lo cagava quasi nessuno, per esempio), mentre quelli che dopo un solo anno sono riusciti a impressionare partendo quasi da zero sono sicuramente meno, ma ci sono, da Zach Lavine al recentissimo Marquese Chriss di Washington. Ecco, questi sono i suoi numeri confrontati con quelli di Chriss.

AltezzaWingspanMinPtsRbAseFG%Blk%PER
Williams206 cm7-422.910.96.81.258%11.127.2
Chriss206 cm724.913.85.40.856.1%5.8%21.7

Vediamo un po’ di cifre del ragazzo, partendo da quelle base: gioca 22,9 minuti di media a partita, ma in realtà nelle prime 13 è stato in campo 19,9 minuti, mentre nelle ultime 7 gare il suo utilizzo è passato a 28 minuti abbondanti, sintomo di quanto anche coach Billy Kennedy stia cominciando a credere in lui. Tra le ali grandi al primo anno è 17esimo per punti (10,9), settimo per rimbalzi (6,8), mentre è nettamente primo per stoppate (2,5 a gara). Se guardiamo solo alla SEC (non una conference secondaria) attualmente è 10° per percentuale da 2pt (0/3 nelle triple) con più del 60%, terzo per percentuale di rimbalzi mentre guarda tutti dall’alto in basso quanto a Block% e Defensive Box Plus/Minus. Il suo PER (Player Efficiency Rating) è il terzo della conference, per capirci Malik Monk e De’Aaron Fox sono rispettivamente 7° e 11°.

Cifre buone, dalle quali si intuisce il fatto che Williams già oggi possa essere una presenza difensiva dominante grazie ai suoi 6 piedi e 9 (206 cm) ma soprattutto all’altra dimensione di 7-4 wingspan (l’apertura di braccia) che unita a una verticalità sorprendente ne fa una specie di oggetto che vola per il campo. Un Ufo che in ogni caso è al 7° posto per plus/minus in tutta la Ncaa.

“Penso sia il loro miglior prospetto” ha detto il coach di Virginia Tech Buzz Williams dopo aver giocato (e perso) contro Texas A&M a fine novembre. La frase inserita in questo articolo ci sta, ma il fatto è che all’interno della squadra erano il centro Tyler Davis e l’ala DJ Hogg a essere considerati quelli con un “talento” sopra la media. “Mi ha fatto davvero un’ottima impressione” ha continuato l’allenatore degli Hokies, “Ottime skill, un atleta superlativo per la sua altezza e un game changer su entrambi i lati del campo”. Chiaro che il suo allenatore, Kennedy, ormai gongoli ad ogni intervista: “I didn’t know how smart he was, his basketball IQ and how great it was. As talented as he is he’s probably the most coachable kid I’ve had in a long time”.

Quello che al momento piace agli scout sono la sua rapidità nel correre in campo e la sua mobilità laterale unite alla stazza. Attualmente con Texas A&M è utilizzato sostanzialmente come lungo mobile, che sfrutta i movimenti senza palla con tagli improvvisi (anche perché in squadra c’è Davis che chiama la palla dal post basso). I dubbi principali sono riguardanti il tiro da fuori, visto che nonostante ci stia lavorando non ha ancora range da ala grande Nba, ma al momento per i principali siti di draft si posiziona tra la 11° (HoopsHype) e la 16° (Bleacher Report) chiamata al primo giro. E c’è chi scommette che Williams potrà scalare ancora parecchie posizioni, soprattutto se si tiene in considerazione che all’inizio della stagione era un signor nessuno. Anzi, era solo un arciere dei primi del ‘900.

Quote by Robert Williams and his path to the lottery

01/02/2017

Typing Robert Williams on Google will offer information on the painter and founder of the Juxtapoz Art & Culture Magazine, on a couple of actors, on Robert “Bob” Williams, the first player of color for the Minneapolis Lakers and on an archer who won a medal at the St Louis Olympics in 1904. And of course, you will get the “you probably meant Robbie Williams”, the ex member of the Take That. Who else would you care about?

Ncaa basketball - Robert Williams - Texas A&M

Robert Williams – Texas A&M

As for the Robert Williams playing for Texas A&M and climbing up the draft boards in the last few weeks, not a word. Or not yet. In a couple of months the Vivian, Louisiana native will have his own page and plenty of YouTube videos to make himself known.

One of the first things guard Admon Gilder, a teammate with the Aggies, said about him is that “Robert can jump out of the gym”. He admitted he caught himself staring when Williams moves on the court. See, Williams does this thing where watchers remember his moves. There are plenty of takes on him starting with “I could not believe how much he was…” or “I never thought that…” or “I never believed it was possible that…”. So many you’d probably be bored to death if we had to list them all.

You might argue you had never heard about this kid, which is just fair. When he started college as just a promising talent from Louisiana, he was only known for a summer 3vs3 game against LeBron James and DeMarcus Cousins where LBJ roughed him up a bit and gave him a small taste of what it means playing at the highest level in the Nba. He is not some wannabe tough guy from a rough neighborhood, Robert is the kind of helpful young kid every mother would want. He would tell you his favorite movie is “Jumanji”.

 

You might think he is some kind of soft, sweet kid, a là Bubba in Forrest Gump and that’s just fine, just don’t watch him send the ball in the stands on some block. Those who tried will tell you attacking the paint when he is around is not a pleasant experience. That’s how, game after game, the young Robert raised a few “well, actually” and then a few eyebrows and then plenty of mock draft made him a late lottery pick next June. There are plenty of players who entered college with low expectations and then grew up into Nba players (nobody gave a damn about Tim Hardway Jr in 2010, for example). Others started from scratch and were truly impressive in their first year. Not as many, but Zach Lavine and Marquese Chriss are recent examples. Speaking of Chriss, here is a quick comparison between Williams and Chriss:

AltezzaWingspanMinPtsRbAseFG%Blk%PER
Williams206 cm7-422.910.96.81.258%11.127.2
Chriss206 cm724.913.85.40.856.1%5.8%21.7

Starting from this chart, let’s see what kind of season he is having. He is playing 22.9 minutes per game, an average between the 19.9 he played in the first 13 games and the 28+ he has been playing in the last 7. Looks like he gained coach Billy Kennedy‘s trust. He is 17th in points per game (10.7) among Power Forwards, 7th in rebounds (6.8) and 1st by a mile in blocks (2.5). Narrowing down the field to the SEC, he is shooting over 60% on two pointers, good for 10th overall, he is 3rd in rebound percentage and 1st in block percentage and defensive box plus/minus. He is 3rd in PER in the conference, while more celebrated players like Malik Monk and De’Aaron Fox are 7th and 11th respectively.

Those numbers suggest Williams might be a dominant defensive player, thanks to a combination of height (6-9), wingspan (7-4) and verticality. The kind of high flying big man who is 7th in plus/minus in the whole Ncaa.

Virginia Tech played and lost against the Aggies in late November, and after the game coach Buzz Williams said he thinks “he is their best prospect”. In pre-season center Tyler Davis and wing DJ Hogg were considered the two “above average” players, which makes his rise even more unexpected. “Great skill level. Elite athlete for his size. Game changer at both ends of the floor,” Williams continued. It is just natural coach Kennedy smiles every time he is asked about him: “I didn’t know how smart he was, his basketball IQ and how great it was. As talented as he is, he is probably the most coachable kid I’ve had in a long time”.

 

What scouts really like is his ability to run the floor and his lateral speed, together with his size. Right now, Texas A&M plays him as a mobile big who relies on off-ball movements and quick cuts at the rim (Davis is still demanding the ball in the post, after all). He has to improve on his jumpshot to be the perfect fit in an Nba team. However, HoopsHype has him as the 11th pick and BleacherReport as him at 16. A few more are willing to bet he will climb a few more spots. He began the season as a no one, and he is now a fringe lottery pick. The best might be coming soon.