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Robert Williams, un Ufo che punta al draft

Ncaa basketball - Robert Williams - Texas A&M
Autore: Manuel Follis
Data: 1 Feb, 2017

Se digitate Robert Williams su google, wikipedia vi porterà ad una pagina di disambiguazione. Dunque, ci sono due attori (che hanno recitato nel passato ma in epoche diverse) c’è un pittore d’arte contemporanea, c’è Robert “Bob” Williams che in effetti è stato il primo cestista di colore dei Minneapolis Lakers e c’è persino un arciere, che andò a medaglia alle Olimpiadi di Saint Louis del 1904. Se cercate in inglese google vi prenderà per cretini e vi manderà alla pagina di “Robbie Williams”, il cantante. A chi altri potreste essere interessati?

Ncaa basketball - Robert Williams - Texas A&M

Robert Williams – Texas A&M

Del Robert Williams che gioca a Texas A&M, che sta scalando posizioni al draft e che sta stupendo tutti quelli che lo vedono giocare non c’è traccia. Non ancora, in realtà, perché tempo un paio di mesi e il buon Robert nato a Vivian, un paesino di 3mila anime della Louisiana a sole 11 miglia dal confine col Texas avrà probabilmente una pagina tutta sua e su Youtube comparirà fra i primi video.

“Se non facciamo attenzione è capace di saltare fuori dalla palestra” è stata una delle prime considerazioni che ha fatto il suo compagno di squadra, la guardia Admon Gilder, quando l’ha visto giocare. Gilder l’ha ammesso: si muoveva e restavo a guardarlo con la bocca aperta. Ecco, Williams fa questa cosa qui: quando lo vedi poi ti rimane impresso. La lista delle dichiarazioni che iniziano con “Non mi ero reso conto di quanto fosse…” oppure “non avevo capito che…” o ancora “non credevo possibile…” è così lunga che se le elencassimo tutte vi toccherebbe cambiare sito per la noia.

Adesso direte: ma come!? Di questo Williams non avevamo mai sentito parlare! In effetti chi dice così un po’ ha ragione. Entrando al college questo ragazzotto della Louisiana era famoso solo per aver giocato nel 2015 un 3vs3 estivo in California contro Lebron James e Demarcus Cousins, una partita nella quale (vabbè questa era facile) il prescelto lo aveva un po’ maltrattato e gli aveva mostrato cosa significa giocare in Nba a certi livelli. Non stiamo parlando di uno sfrontatello del Bronx di quelli capaci di rispondere a muso duro sia al più forte del campetto sia ad un agente di polizia. No, Robert è uno abituato ad aiutare le vecchiette al supermercato perché il sacco delle patatine è troppo in alto e che alla domanda “film preferito” risponde “Jumanji”.

Probabile che arrivati fin qui abbiate iniziato a farvi un’idea di Williams come di un “patatone” alla Bubba di Forrest Gump ma per farla sparire basterebbe provare a schiacciare in un canestro difeso da lui. Chi si avventura, di norma, si ritrova con la visuale oscurata e la palla spedita in orbita. E così, partita dopo partita, il giovane Robert prima ha iniziato a far dire “ah però” a qualche addetto ai lavori, dopodiché ha cominciato a essere seriamente considerato una lottery pick. Non è la prima volta che succede. Di giocatori entrati al college con poche aspettative e poi cresciuti tanto da arrivare in Nba ce ne sono a bizzeffe (garantiamo che Tim Hardaway Jr nel 2010 non se lo cagava quasi nessuno, per esempio), mentre quelli che dopo un solo anno sono riusciti a impressionare partendo quasi da zero sono sicuramente meno, ma ci sono, da Zach Lavine al recentissimo Marquese Chriss di Washington. Ecco, questi sono i suoi numeri confrontati con quelli di Chriss.

Altezza Wingspan Min Pts Rb As eFG% Blk% PER
Williams 206 cm 7-4 22.9 10.9 6.8 1.2 58% 11.1 27.2
Chriss 206 cm 7 24.9 13.8 5.4 0.8 56.1% 5.8% 21.7

Vediamo un po’ di cifre del ragazzo, partendo da quelle base: gioca 22,9 minuti di media a partita, ma in realtà nelle prime 13 è stato in campo 19,9 minuti, mentre nelle ultime 7 gare il suo utilizzo è passato a 28 minuti abbondanti, sintomo di quanto anche coach Billy Kennedy stia cominciando a credere in lui. Tra le ali grandi al primo anno è 17esimo per punti (10,9), settimo per rimbalzi (6,8), mentre è nettamente primo per stoppate (2,5 a gara). Se guardiamo solo alla SEC (non una conference secondaria) attualmente è 10° per percentuale da 2pt (0/3 nelle triple) con più del 60%, terzo per percentuale di rimbalzi mentre guarda tutti dall’alto in basso quanto a Block% e Defensive Box Plus/Minus. Il suo PER (Player Efficiency Rating) è il terzo della conference, per capirci Malik Monk e De’Aaron Fox sono rispettivamente 7° e 11°.

Cifre buone, dalle quali si intuisce il fatto che Williams già oggi possa essere una presenza difensiva dominante grazie ai suoi 6 piedi e 9 (206 cm) ma soprattutto all’altra dimensione di 7-4 wingspan (l’apertura di braccia) che unita a una verticalità sorprendente ne fa una specie di oggetto che vola per il campo. Un Ufo che in ogni caso è al 7° posto per plus/minus in tutta la Ncaa.

“Penso sia il loro miglior prospetto” ha detto il coach di Virginia Tech Buzz Williams dopo aver giocato (e perso) contro Texas A&M a fine novembre. La frase inserita in questo articolo ci sta, ma il fatto è che all’interno della squadra erano il centro Tyler Davis e l’ala DJ Hogg a essere considerati quelli con un “talento” sopra la media. “Mi ha fatto davvero un’ottima impressione” ha continuato l’allenatore degli Hokies, “Ottime skill, un atleta superlativo per la sua altezza e un game changer su entrambi i lati del campo”. Chiaro che il suo allenatore, Kennedy, ormai gongoli ad ogni intervista: “I didn’t know how smart he was, his basketball IQ and how great it was. As talented as he is he’s probably the most coachable kid I’ve had in a long time”.

Quello che al momento piace agli scout sono la sua rapidità nel correre in campo e la sua mobilità laterale unite alla stazza. Attualmente con Texas A&M è utilizzato sostanzialmente come lungo mobile, che sfrutta i movimenti senza palla con tagli improvvisi (anche perché in squadra c’è Davis che chiama la palla dal post basso). I dubbi principali sono riguardanti il tiro da fuori, visto che nonostante ci stia lavorando non ha ancora range da ala grande Nba, ma al momento per i principali siti di draft si posiziona tra la 11° (HoopsHype) e la 16° (Bleacher Report) chiamata al primo giro. E c’è chi scommette che Williams potrà scalare ancora parecchie posizioni, soprattutto se si tiene in considerazione che all’inizio della stagione era un signor nessuno. Anzi, era solo un arciere dei primi del ‘900.

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