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Rookie & Sophomore Nba ladder – week 2

Autore: Sergio Vivaldi
Data: 11 Nov, 2016

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Nuova settimana di partite per rookie e sophomore nella Nba, con diversi cambiamenti all’interno della top 5 e solo una nuova entrata, ma a inizio stagione tutto è ancora molto fluido. Menzioni d’onore della settimana per i sophomore vanno a Emmanuel Mudiay (Denver Nuggets) e a Jonathon Simmons (San Antonio Spurs), che esce dalla top 5 per far posto a Devin Booker e Larry Nance Jr (Los Angeles Lakers). Tutte le valutazioni includono le partite fino a mercoledì 9 novembre.

Mudiay ha giocato due partite fuori dalle sue abitudini, 30 punti contro a Boston di cui 24 nel primo quarto, e per la prima volta mostrando un jumper affidabile, come confermato dal 3/5 da tre. Se la prima poteva essere imputabile alla pessima difesa dei Celtics di questa stagione, i 23 punti realizzati nella sconfitta di misura contro Memphis in casa e con tutti i titolari sembra essere una prestazione più solida. Durerà?

Larry Nance Jr. sta mantenendo le promesse della scorsa stagione: i Lakers difendono meglio con lui in campo e la sua mano sembra migliorata a tal punto da lasciare più di qualche speranza che si trasformi in un tiratore da dietro l’arco. E l’atletismo rimane quello di sempre.

 

Simmons perde il posto in top 5 ma non è necessariamente colpa sua, quanto per merito di Booker. Difficile che un giocatore degli Spurs riesca a tenere il ritmo in questa classifica, specialmente un role player come Simmons che gioca sempre bene in difesa, ma ha poca possibilità di mettersi in luce in attacco. Per dare un’idea della sua importanza nell’economia di gioco degli Spurs, l’Offensive Rating degli avversari quando lui è in campo si abbassa di 24 punti. In meno di 24 minuti.

 

5 – Devin Booker, G, Phoenix Suns

38 punti contro i New Orleans Pelicans in 41 minuti, la tripla per un primo pareggio nei regolamentari e poi il definitivo pareggio con uno step back sulla linea di fondo, segnando gli ultimi 7 punti dei regolamentari per i Suns in una vittoria in trasferta. Due giorni dopo, in una sconfitta in trasferta contro i Lakers, 39 in 45 minuti (con 7 assist). In tutto 26/51 dal campo in due partite e un posto meritato in top 5, nonostante la squadra per cui gioca e gli 11 punti nella partita contro Detroit, comunque vinta. Il ragazzo manca di continuità, quando la troverà sarà devastante.

 4 – D’Angelo Russell, G, Los Angeles Lakers

Russell gioca sempre molto bene ed è anche merito suo se i Lakers si trovano al 50% di vittorie a questo punto della stagione. Rimane un problema in difesa e tende a perdere troppi palloni in attacco, problemi che aveva evidenziato già nella passata stagione. Nelle partite contro i Suns e Mavericks ha avuto anche modo di tornare in post contro guardie meno dotate fisicamente di lui, e la coppia Russell-Randle rimane la più usata da Luke Walton. I veterani aiutano, ma l’asse portante del sistema Lakers di quest’anno sono loro due.

3 – Myles Turner, C, Indiana Pacers

Una settimana più che deludente per Turner che perde due posizioni in classifica e con relativo merito. Non è solo colpa sua se la squadra concede oltre 111 punti a partita, ma a lui era stato affidato il compito di ancorare la difesa, e per una squadra come i Pacers, che partivano con grandi ambizioni, sicuramente l’inizio è deludente. Probabile che alla fine paghi coach Nate McMillan, che esente da colpe non è: gli è stato chiesto di allenare una squadra in un modo che non gli è consono, nella speranza che una maggiore creatività nei giochi d’attacco potesse portare a un gioco spumeggiante. E tutta la squadra ne risente, Turner incluso.

2 – Kristaps Porzingis, C, New York Knicks

Ecco, la differenza tra un Porzingis e un Turner è tutta qui. Due squadre in grossa difficoltà, eppure KP continua a giocare bene. Con l’eccezione della gara interna contro Houston, in cui tutta la squadra è stata pressa a pallonate da James Harden & Co, Porzingis è stato al di sopra delle sue medie nelle tre partite contro Bulls (vinta), Jazz (persa) e Nets (vinta), viaggiando a 22 punti e 7 rimbalzi di media. Intanto, Phil Jackson esterna il suo disappunto per lo scarso utilizzo del Triangolo, i Knicks risultano essere la peggior difesa della lega per distacco e per risolvere questi problemi si è pensato di designare un coach per la difesa (a campionato iniziato, la figura non esisteva in fase di preparazione). Si è scelto Kurt Rambis, che non solo è stato head coach di un alcune tra le peggiori squadre della lega per rendimento difensivo, ma è anche colui che è subentrato a coach Fisher l’anno scorso, rendendo la situazione ancora più paradossale. In mezzo a tutto questo, Porzingis domina.

1 – Karl-Anthony Towns, C, Minnesota Timberwolves

Le gerarchie si sono ristabilite: in una settimana l’uscita peggiore di Towns è stata 21 punti, 7 rimbalzi e 4 assist, i Timberwolves continuano a perdere le partite nel terzo quarto e a vincerle negli altri tre quarti, anche se la gara contro i Magic sembra aver portato dei miglioramenti. Quanto possa essere indicativa una vittoria pur netta contro una squadra che non è in grado di imbastire un possesso contro una difesa schierata è difficile da definire, ma ogni piccolo progresso è importante per la squadra. Rispetto al passato, una difesa che non può dirsi solida non è più tra le peggiori 10 della lega. Potrebbe essere un inizio della cura Thibodeau, che non li porterà ai playoff quest’anno ma senza dubbio a netti miglioramenti.

 

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Che dire sui rookie? Ci sono buone notizie per alcuni dei ragazzi già individuati la scorsa settimana e brutte notizie per altri. Un solo cambiamento rispetto alla passata settimana, ma altri potrebbero arrivare presto. E lentamente sembra che il livello si stia alzando. Menzione d’onore per Kris Dunn e Brandon Ingram. Come per i sophomore, tutti i dati sono aggiornati a mercoledì 9 novembre.

Luke Walton ha detto di volersi concentrare su difesa e playmaking con Ingram, e sta funzionando. Nelle vittorie l’ex Duke ha un Net Rating largamente positivo (+20 contro gli Warriors, +16 contro i Suns) nonostante uno scarso apporto in fase realizzativa. E nel caso non ve ne foste accorti, ai Lakers capita spesso di vincere in questa prima parte di stagione.

Kris Dunn doveva subentrare a Rubio dopo l’infortunio e i risultati sono stati altalenanti. La difesa 1vs1 è di altissimo livello, ma non riesce a metterla al servizio della squadra, commette parecchi errori su entrambi i lati del campo e non sembra per niente pronto al ruolo da titolare.

5 – Jakob Poeltl, C, Toronto Raptors & 4 – Pascal Siakam, PF, Toronto Raptors

Un paio di prestazioni positive contro Washington e Miami e due vittorie dei Raptors prima del battesimo di fuoco per entrambi i rookie, alla prima senza Valanciunas a guardare le spalle a entrambi e raddrizzare gli immancabili problemi contro un brutto cliente come DeMarcus Cousins. E la partita successiva contro i Thunder non è andata meglio per Poeltl, con un -20 di plus/minus in neanche 20 minuti di gioco. È ancora presto perché entrambi possano viaggiare da soli, ma le due prime scelte dei canadesi continuano a stupire, dopo essere state etichettate da molti esperti come non pronti a contribuire. Non saranno giocatori franchigia, ma finora hanno dimostrato di meritare i minuti in campo.

3 – Domantas Sabonis, PF, Oklahoma City Thunder

Una partita da 13 punti e 6 rimbalzi nell’unica sconfitta stagionale contro i Warriors, 5 rimbalzi e 5 assist contro i Timberwolves e la prima doppia-doppia stagionale contro Miami, salvo poi fare un passo indietro contro i Raptors senza Valanciunas. Se Sabonis aveva mostrato qualche difficoltà nelle prime partite, sembra adesso più sciolto e meglio inserito nei giochi di squadra, riesce a essere più efficace in difesa e trova sempre il modo di essere utile in attacco, anche come facilitatore.

2 – Jaylen Brown, F, Boston Celtics

Un’ottima partita contro LeBron James e i Cleveland (che hanno comunque giocato ben al di sotto delle loro possibilità) alla prima da titolare e una figuraccia di tutta la squadra contro i Nuggets, con un primo quarto chiuso sotto 42-23, in casa e contro una squadra che era alla seconda partita di un back to back, a cui ha fatto seguito una nuova figuraccia contro i derelitti Wizards, quando i Celtics sono riusciti nell’impresa di chiudere la prima frazione sotto 34-8. Gli infortuni costringono coach Brad Stevens a farlo partire in quintetto e fargli subire le conseguenze di questa situazione, ma il problema della squadra non può essere un rookie. Brown rischia solo di pagare questa situazione con un ridotto minutaggio e con l’uscita dalla top 5 nelle prossime settimane.

 

1 – Joel Embiid, C, Philadelphia 76ers

Embiid è il numero uno assoluto tra i rookie, anche con giorni di riposo programmati e restrizioni sul minutaggio (che verranno rivalutate nel periodo natalizio). Ma la cosa più affascinante di tutto questo è che i 76ers gli permettono di fare tutto quello che vuole quando è sul parquet, in molti casi perché è comunque meglio di qualsiasi cosa potrebbero fare i suoi compagni, ma siamo davvero ai limiti. Le perse di Embiid contro Orlando sono costate la vittoria, e in questo momento le sue statistiche proiettate sui 36 minuti recitano 29.6 punti, 11.4 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata, 4.4 stoppate, 7.4 perse e 5.7 falli. Embiid è tutto. È l’alfa e l’omega dei 76ers, ed è un ragazzo che ha cominciato a giocare nel Camerun 6 anni fa e torna da uno stop per infortunio di 2 anni. E fa cose di questo tipo, un vine con una piccola aggiunta animata per capire che forse quei paragoni di un tempo non erano poi così sbagliati.

 

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