Si conferma Darryn Peterson in testa all’aggiornamento del nostro Super Mock Draft, nonostante la pessima gestione dell’infortunio al flessore da parte di Kansas. Una nuova versione rivoluzionata ovviamente dall’ingresso nella fase calda della stagione NCAA che ci sta mostrando pregi e difetti di squadre e prospetti nelle partite di conference, spesso più significative di quelle giocate finora.
NOTA BENE – Per comporre il nostro Super Mock Draft NBA, teniamo conto dei ranking pubblicati da oltre venti siti specializzati, facendo una media ponderata delle posizioni occupate che tiene conto anche dei vari gradi di affidabilità e competenza dei suddetti siti.
Chi sale
Kingston Flemings – L’anomalia era la posizione a fine primo giro del mese scorso perché Kingston Flemings non si ferma e promette di scalzare Mikel Brown dal posto di vice-Peterson in questa classe. Atletismo, dimensione two-way, spirito combattivo degno di ogni Cougars e soprattutto una facilità nel mettere punti a referto in ogni situazione di gioco sono le qualità che sta mettendo in mostra con grande continuità.
Caleb Wilson – A catturare l’occhio ci pensa l’atletismo smisurato, ma a far innamorare è l’efficienza della sua pallacanestro offensiva. Meglio non tirare da tre (4/15 in stagione), ma dentro l’area è una sentenza. Quasi 60% con tantissimi tiri in fade away da 3-4 metri, oltre ad esplosioni al ferro che fanno impazzire la student section fi North Carolina. Solido anche a rimbalzo e in difesa.
Thomas Haugh – Nell’incubo di stagione in cui Florida e Todd Golden si risvegliano ogni giorno, l’unico squarcio di luce è l’australiano che gioca praticamente da ala piccola nel bizzarro sistema dei Gators dove mostra però la sua bidimensionalità da lungo in attacco e in difesa aggiunge una risorsa in più in aiuto. Un bel lungo mobile, veloce e utile per l’Nba.
Chi scende
Dame Sarr – Contro Florida State è arrivato qualche segnale di risveglio dall’arco mentre nei pochi minuti contro Texas Tech è stato un cagnaccio in difesa, ma è chiaro che coach Jon Scheyer ha declassato il prospetto italiano facendolo uscire dalla panchina in favore dell’altro gemello Boozer. Si può disquisire sull’utilizzo tattico piuttosto ristretto e limitato al ruolo da tiratore dell’ex Barça ma è innegabile che la sua stagione al momento non sia meravigliosa.
Chris Cenac – Poco da criticare, le logiche del Draft e della stagione NCAA l’hanno fatto scendere di qualche posizione indipendentemente dalle sue performance. Lungo atipico dalla gran mano da fuori e rapidità, deve migliorare la produzione difensiva. Houston ha tanti punti nelle mani quest’anno, ma gli manca un po’ di ferocia sotto canestro che deve arrivare da lui.
Bennett Stirtz – Più che per reali colpe, il leader di Iowa è sceso per merito di altri ragazzi in ascesa, uno su tutti quella di Flemings ma anche di Darius Acuff. La guardia è una macchina da punti, come visto contro UCLA (27 punti con 8/10 dal campo). É un anno più grande della generazione dei Wembanyama, ormai alla soglia del 2° contratto Nba. Questo il motivo della sua discesa.
Le novità
Cameron Carr – Abbiamo chiesto di lui Maickol Perez e atletismo è stata la parola chiave della risposta. Il transfer di Tennessee è una macchina da punti, soprattutto in situazione di uscita dai blocchi. Un tiro in sospensione chirurgico, oltre alla possibilità di entrare a piacimento in area e dare un forte contributo in difesa. Un ventellista fatto e finita per una strana versione di Baylor.
Christian Anderson – Ormai è un nostro “darling“. Il secondo tempo contro Duke è il fiocco ad una stagione in cui ha messo le basi per prendersi un posto nei quintetti All-American. Guardia dal tiro mortifero e dalle grandi capacità di gestione dal pick&roll, esaltato dal sistema offensivo di Texas Tech tutto orientato sul tiro da tre. Un po’ piccolo per l’Nba.
Keaton Wagler – Lo straniero in mezzo ai Balkan Boys e che straniero però! Al fianco di un più esperto Boswell, Wagler sta mostrando le sue qualità dal palleggio. I suoi problemi di falli contro Penn State hanno complicato la partita per Illinois, confermando come la sua completezza – playmaker di due metri che sa giocare on e off the ball – sia indispensabile per coach Brad Underwood.
| No. | Giocatore | Ruolo | Età | Squadra |
|---|---|---|---|---|
| 1 | Darryn Peterson | PG | 18.9 | Kansas |
| 2 | AJ Dybantsa | SF | 18.9 | BYU |
| 3 | Cameron Boozer | PF | 18.3 | Duke |
| 4 (+2) | Caleb Wilson | PF | 19.4 | North carolina |
| 5 (+1) | Mikel Brown Jr. | PG | 19.7 | Louisville |
| 6 (-2) | Nate Ament | SF | 19.0 | Tennessee |
| 7 (+1) | Jayden Quaintance | C | 18.4 | Kentucky |
| 8 (-1) | Koa Peat | PF | 18.9 | Arizona |
| 9 (+14) | Kingston Flemings | PG | 18.9 | Houston |
| 10 (+1) | Braylon Mullins | SG | 19.6 | UConn |
| 11 (+3) | Labaron Philon Jr. | PG | 19.9 | Alabama |
| 12 (+3) | Darius Acuff Jr. | PG | 19.1 | Arkansas |
| 13 (+6) | Thomas Haugh | PF | 22.4 | Florida |
| 14 (-1) | Karim Lopez | SF | 18.7 | New Zealand Breakers |
| 15 (-6) | Chris Cenac Jr. | C | 18.9 | Houston |
| 16 (+2) | Yaxel Lendeborg | PF | 23.2 | Michigan |
| 17 (-7) | Tounde Yessofou | SG | 19.5 | Baylor |
| 18 (+4) | Hannes Steinbach | PF | 19.6 | Washington |
| 19 (NE) | Cameron Carr | SG | 21.0 | Baylor |
| 20 (-8) | Bennett Stirtz | PG | 22.2 | Iowa |
| 21 (-4) | Dash Daniels | SG | 18.0 | Melbourne |
| 22 (-1) | Isaiah Evans | SG | 20.0 | Duke |
| 23 (-3) | Neoklis Avdalas | SF | 19.9 | Virginia Tech |
| 24 (-8) | Dame Sarr | SF | 19.5 | Duke |
| 25 (+2) | Patrick Ngongba | C | 19.8 | Duke |
| 26 (-1) | Meleek Thomas | PG | 19.4 | Arkansas |
| 27 (-3) | Brayden Burries | SG | 20.2 | Arizona |
| 28 (NE) | Keaton Wagler | PG | 18.9 | Illinois |
| 29 (NE) | Christian Anderson | PG | 19.7 | Texas Tech |
| 30 (-2) | Aday Mara | C | 20.7 | Michigan |


