Nel sabato sera degli incroci al vertice tra le prime quattro squadre del ranking, Duke e Arizona vincono in trasferta sui campi di Michigan e Houston e dimostrano di avere tutte le carte in regola per vincere il titolo. Il torneo perde però un’altra delle sue grandi star perchè JT Toppin si rompe il crociato e chiude la sua stagione, esattamente come Richie Saunders. Brutte sconfitte per Uconn, Kansas e Illinois che perde ancora all’overtime.
Ecco le pagelle della week 16.

Anthony Dell’Orso e Ivan Kharchenkov (Arizona) – Il senior e il freshman, sono loro due l’anima di Arizona senza l’infortunato Koa Peat (e Dwayne Aristode): 22 punti dell’australiano sia contro BYU che contro Houston, 18+7 e 16+9 del tedesco che è l’uomo ovunque di Tommy Lloyd e lotta anche sui palloni che finiscono in tribuna. I Wildcats si rialzano dopo due sconfitte e, nonostante le rotazioni limitate, e vanno a riprendersi meritatamente la testa della Big12.
Cameron Boozer (Duke) – Tra un grande attacco come quello di Michigan e una grande difesa come quella di Duke, vince la seconda perchè i Blue Devils hanno un giocatore efficace come nessun altro. La difesa dei Wolverines non riesce in alcun modo ad arginarlo e, quando rientra nel finale, segna tutti i canestri per la vittoria. Ennesima doppia doppia per il quinto miglior realizzatore della Division I con quasi 23 punti a partita, meglio di Zion Williamson, meglio di Cooper Flagg. Un uomo tra i bambini.

Nick Boyd (Wisconsin) – Si ferma a un rimbalzo dalla tripla doppia nella importante vittoria di Wisconsin contro Iowa che fa respirare i Badgers e li mette in una posizione comoda in vista di marzo. L’ex Florida Atlantic ha mostrato di saper salire di livello, anche in Big Ten, mantenendo la forza in difesa e una precisione da primo della classe in attacco. Difficilmente finirà fuori dai quintetti dei miglior giocatori della conference.
Bruce Thornton (Ohio State) – Se Ohio State ha ancora una chance per cadere dalla parte giusta della bolla, lo deve al suo leader, capace di flirtare con la tripla doppia (27+9+8 assist) nell’upset contro Wisconsin e in grado di segnare più del 50% dei punti dei suoi nella sconfitta di misura contro Michigan State. Una guardia corazzata con una mano dolce dalla distanza che dovrà sfornare un’altra prova da All American nello scontro diretto per Marzo contro Iowa in settimana.

Moustapaha Thiam (Cincinnati) – La conferenza stampa post partita di Kansas è stata una gara a prendersi la colpa per aver sottovalutato una partita decisiva per l’assegnazione della Big 12, ma il ‘colpevole’ è soprattutto Moustapha Thiam che ha silenziato l’Allen Fieldhouse ogni qualvolta i Jayhawks hanno provato a mettere il muso davanti. 28 punti in faccia ad uno dei migliori difensori della nazione, Flory Bidunga, e anche due triple che non sono proprio l’arma principale del sophomore. Difficilmente vedremo i Bearcats al torneo ma un bel segnale per il futuro.
Josh Hubbard (Mississippi State) – Alla fine del primo tempo il punteggio è Hubbard 36 – Auburn 33. Senza senso la prestazione dell’indiavolato junior di Mississippi State che chiude poi la partita con il suo career high di 46 punti e il record del college di 10 triple. Che servono a poco per salvare una stagione vissuta comunque nei bassifondi della Sec ma che inseriscono questo piccolo play negli annali del college

Andrew Osasuyi (St Bonaventure) – Nella derelitta stagione di St Bonaventure, arrivano da lui i pochi raggi di luce con due prestazioni convincenti nell’ultima settimana. Sono ben 8 le stoppare rifilate ai giocatori di St Joseph ma anche contro Richmond si fa vedere anche in attacco grazie al suo ottimo atletismo. Peccato però che i Bonnies perdano sempre.

Alabama-Arkansas – Difese allegre, numeri da Nba ma anche talenti da Nba. Doppio overtime, canestri pesanti, Darius Acuff che ne firma 49 senza mai uscire dal campo – e con la lingua di fuori sbaglia i due tiri della vittoria – e la solita Alabama che in un modo o nell’altro trascina sempre le avversarie a fare su e giù per il campo, rimontando 14 punti in una partita divertente ma da sconsigliare ai puristi dell’Ncaa.
Nate Ament (Tennessee) – La star con origini italiane ha giocato una partita incostante, così come incostante è la stagione di Tennessee che gioca spesso con la stessa scarsa aggressività che ci mette Ament vicino al ferro. Ma l’ala dei Volunteers ha segnato il canestro più importante e pesante per vincere sul campo di Vanderbilt e ora è probabile che la squadra di Rick Barnes possa tornare nel ranking

UConn – L’aria di festeggiamenti forse è stata deleteria per la squadra di Dan Hurley. Nella notte in cui si celebrava l’eroe del titolo 2004 Emeka Okafor, Creighton ha mostrato la migliore versione di sé con un Josh Dix mai così efficiente come nel secondo tempo. Una difesa ballerina e un attacco che si è inceppato proprio a metà della seconda frazione hanno dato forza alle speranze dei Bluejays, lontani anni luce da un curriculum da March Madness e quindi autori di upset davvero inaspettato
Houston – Solo 5 le palle perse di Arizona, addirittura solo 3 quelle perse da Iowa State. Dov’è finita la difesa che ti toglieva la pelle di dosso dei Cougars? Se poi tiri con il 35.7% difficile battere una big come Arizona, anche se incerottata, e ora la Big12 ha cambiato padrone. Kingston Flemings è davvero forte, ma non può reggere da solo un attacco che, se si ferma a 67 e 66 punti, non basta per battere le squadre migliori della conference.

Illinois – Tra essere una contender o una bella incompiuta ci passano tre sconfitte all’overtime. Michigan State, Wisconsin e ora Ucla, con Donovan Dent che completa una rimonta di 23 punti e rinforza il curriculum dei Bruins in ottica Madness. A fine partita, a prendersi lo show è stato coach Brad Underwood, furibondo per la dormita negli ultimi dieci minuti di partita. Marzo sta arrivando e non si può togliere il piede dal gas.
Elliot Cadeau (Michigan) – Ha steccato una delle partite più importanti della stagione che avrebbe potuto garantirgli visibilità e crescita nelle quotazioni personali. Invece è tornato a sparacchiare dall’arco (1/6) e soprattutto nel finale di gara ha sbagliato un layup facilissimo 1vs0 che avrebbe potuto cambiare l’inerzia della gara, senza sfruttare l’unico errore difensivo di Dame Sarr.

Kentucky – Settimana scorsa se la giocavano con Florida per la testa della classifica, otto giorni sono dopo sprofondati nella melma della SEC. Okay, è la conference più profonda della nazione ma tre sconfitte di fila – di cui due contro le derelitte Georgia e Auburn – pesano in una stagione fin qui negativa per la squadra di Mark Pope. La difesa rimane sul banco degli imputati, soprattutto sugli esterni
Tre Donaldson (Miami) – Il fallo sul tiro da 3 che ha dato tiri liberi e vittoria a Virginia nella sfida ai piani alti della ACC è il classico gesto che si può definire solo come pura idiozia cestistica. Peccato perché gli Hurricanes perchè avevano giocato una partita davvero solida e acciuffato il pareggio con una prodezza di Malik Reneau. Ma l’ex Auburn e Michigan ha poi sprecato tutto.

Gli infortuni – Prima Richie Saunders, poi Caleb Wilson, ora anche JT Toppin. La sfiga ci vede benissimo quando deve togliere il talento all’NCAA in vista della March Madness. Il lungo di Texas Tech è stato l’ultima stella ad essersi infortunata con la rottura del crociato anteriore rotto che ridimensiona tutte le ambizioni dei Red Raiders. Commosso il commento di coach Grant McCasland in conferenza stampa: “Fosse per lui giocherebbe anche così”


