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Keita Bates-Diop, un talento che torna a brillare

Autore: Manuel Follis
Data: 8 Gen, 2018

Se cercate un motivo per l’ottima stagione (fin qui) di Ohio State si chiama Keita Bates-Diop. Il lungo-non-lungo dei Buckeyes, visto che è appena 2 metri ma gioca sotto canestro è il giocatore perfetto per coach Chris Holtmann che dopo aver fatto bene a Butler è alla sua prima stagione alla guida di Ohio State e ha trovato in Bates-Diop un nuovo Kelan Martin. Non a caso il ragazzo dell’Illinois ha più o meno le stesse caratteristiche fisiche e anche tecniche dell’ala di Butler.

Giocatore Keita Bates-Diop (Jr, Ohio State) Kelan Martin (Sr, Butler)
Minuti 31.5 34.8
Punti 20 19.8
3P% 38.8% 30.2%
Rimbalzi 8.8 6.5
Assist 1.4 1.9

Detto che fisico e tecnica sono caratteristiche di Bates-Diop, la carriera dell’ala di Ohio State è stata caratterizzata da parecchia sfortuna. Nell’estate del 2016 ha subito una frattura da stress alla gamba sinistra, recuperata in tempo per l’inizio di stagione contro Navy (14+14 per lui). Dopo 3 gare distorsione alla caviglia destra e altra pausa forzata per 5 gare. Tornato in campo, lo staff medico si è accorto che la frattura da stress estiva non era stata recuperata e serviva un intervento chirurgico. Morale, coach Thad Matta nella sua ultima stagione non ha potuto contare su uno dei suoi migliori giocatori.

 

Che però adesso è tornato.  Le cifre dicono che sta giocando la migliore stagione della sua carriera, non solo per punti e percentuali. Ha la terza miglior TS% ed è il secondo miglior rimbalzista difensivo di tutta la Big Ten (top 10 dell’intera Division I) e sta facendo registrare il suo miglior OffRtg (119.2), quarto assoluto della Big Ten. Nel ranking di Kenpom sui migliori giocatori della conference al momento è primo davanti a Nick Ward (di cui vi abbiamo già parlato), Ethan Happ Miles Bridges.

 

Le sue prestazioni sono migliorate di partita in partita, in un crescendo che ovviamente si è fatto notare. Prima career high di 27 punti contro William & Mary, poi la gara contro North Carolina, dove pur nella sconfitta è stato di gran lunga il migliore in campo (26 punti), poi la grande prestazione successiva contro Iowa, partita dominata fin dai primi minuti chiusa ancora a 27 punti, e infine la gemma: 32 punti (nuovo career high, of course) con 10/17 dal campo, 7 rimbalzi, una stoppata e 3 recuperate contro la numero 1 del ranking Michigan State.

 

Il ragazzo ha movenze feline e un tiro media naturale e fluido, che prende indistintamente in uscita dai blocchi o dal palleggio. Adesso sta dimostrando per la prima volta in carriera perché in fase di reclutamento era considerato un 5 stelle. La sua principale caratteristica è l’energia che sprigiona quando gioca, il che lo rende particolarmente produttivo in fase di rimbalzo e non dedicato esclusivamente alla fase offensiva del gioco. In più è versatile. Nella gara contro gli Spartans ha marcato sia Jaren Jackson (ala grande, top 10 pick Nba) sia Miles Bridges (ala piccola, primo giro del draft) soffrendo più il primo, ma senza mai sfigurare.

 

Caratteristiche, queste, che già di norma rendono un giocatore ben visto a livello Nba, ma che unite alla facilità e all’efficacia con cui sta tirando da fuori (miglior stagione in carriera) rendono il talento dell’Illinois un target ancora più interessante. A maggior ragione vista la sua abilità nell’attaccare i close-out partendo indifferentemente con la destra o con la sinistra e attaccando con aggressività il ferro. Ah, ai liberi siamo all’82%, salito a 18/20 nella Big Ten. E i tifosi Buckeyes festeggiano.

 

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