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March Madness 2026 – Duke trema, l’ultima di AJ Dybantsa

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Autore: Manuel Follis
Data: 20 Mar, 2026

C’è una squadra che avanza la sua candidatura a Cinderella del Torneo e comunque può già essere soddisfatta del primo risultato, un upset in piena regola, ed è High Point. Ma in realtà non sono mancate né sorprese né partite interessanti. Ecco cosa è successo nel primo giorno della March Madness.

East 

Gli incubi di Duke – A un certo punto si è avuta la netta sensazione che potesse esserci la terza sconfitta nella storia di una numero 1 contro una 16. All’inizio del secondo tempo, ancora senza due titolari infortunati i Blue Devils sono sotto di 13, mai successo in stagione, e restano sotto fino a 5 minuti dalla fine, quando Siena lentamente muore e non fa più canestro. Tutto sommato incomprensibile, oltre che parecchio originale, la scelta di coach Gerry McNamara che gioca con il solo quintetto per 40 minuti nonostante in stagione abbia usato 10 giocatori con 10 e più minuti di media. E così i Saints non segnano per 7 minuti, Cameron Boozer prende il controllo della partita aiutato dal fratello Cayden (41 punti in due) e grazie anche ai tanti tiri liberi (21 contro 6). la squadra di Jon Scheyer evita il clamoroso upset. Ma fa venire tanti ma tanti dubbi sul suo cammino futuro.

Louisville a fatica, Michigan State un rullo – La palma di partita “orribile” la vince il match tra Louisville e South Florida. Vincono i Cardinals 83-79 nonostante 22 palle perse grazie ai 23 punti del tiratore Isaac McNeely (7/10 da 3). USF ha sparacchiato a salve: 5/33 dall’arco con un rotondo 0/11 del suo miglior giocatore Wes Enis. Tutto facile infine per Michigan State contro North Dakota State, partita finita 92-67 ma già virtualmente conclusa dopo 5 minuti. Adesso gli Spartans sono strafavoriti contro Louisville. TCU ha la meglio su Ohio State 66-64 al termine di una gara ricca di colpi di scena e canestri pesanti, come l’ultimo di un solidissimo Xavier Edmonds (16 alla fine per il lungo atipico con 4/9 e 2/3). La squadra di Jamie Dixon rispecchia il suo allenatore: silenziosa e potenzialmente letale

South

Il collasso di North Carolina – Sentito quel cigolio fastidioso e assordante? É la panchina di coach Hubert Davis che scricchiola dopo un upset subito contro VCU che ha del clamoroso. Non tanto per l’esito finale, previsto da tanti, ma per le modalità: North Carolina ha toccato il +19 e mantenuto saldo il controllo nel secondo tempo con un vantaggio in doppia cifra, salvo poi sciogliersi su entrambi i lati del campo. La stessa ricetta inflitta ai Rams nella prima frazione – fatta di palle rubate e contropiede – si è ritorta contro nel finale dove, tra le triple di un indemoniato Terrence Hill (34 punti e 7 bombe dall’arco tra cui quella decisiva nell’OT) e il talento di Lazar Djokovic, North Carolina ha perso completamente lucidità, commettendo un’infrazione di 5 secondi e uno 0/2 decisivo dalla lunetta di Henri Vesaar.

La prima di Nebraska, Vanderbilt e Illinois in forma – Nel resto del South Region, i seed vengono rispettati grazie a una serie di grandi prove balistiche: Payton Sandfort continua a fare la differenza per Nebraska, i suoi 23 punti valgono la prima vittoria nella storia al Torneo per i Cornhuskers. Su una doppia doppia imperiosa di David Mirkovic – 29+17 rimbalzi – e sulla solita gestione perfetta di Keaton Wagler si basa la facile vittoria di Illinois contro Penn mentre Vanderbilt lancia un segnale. McNeese ha dimostrato di essere una squadra solidissima azzannando la partita nei primi minuti. I Commodores non si sono scomposti, i Cowboys hanno iniziato a sfaldarsi – specialmente in attacco con tante palle perse – e coach Mark Byington può stare tranquillo con Tyler Tanner, sontuoso anche ieri sera con 26 punti 7 rimbalzi e 5 assist.

Houston senza storia, la faccia peggiore di St Mary’s – Mentre Houston regola velocemente la pratica Idaho in un scontro #2-#15 senza alcuna storia – +31 finale e 18 rimbalzi di Chris Cenac Jr – Texas A&M stacca il biglietto del secondo turno a suon di triple. Saint Mary’s mostra il suo peggior volto, quello indeciso e titubante di fronte ad una squadra ben più atletica di lei, commettendo una quintalata di palle perse (18, 8 in più la media stagionale) di fronte alla difesa press di coach Bucky McMillan.

West

AJ Dybantsa saluta e se ne va – Finisce con una palla persa la carriera in Ncaa di AJ Dybantsa: 35 punti e 10 rimbalzi non bastano per salvare la sua BYU che si dimentica di difendere ed esce subito al primo turno contro una Texas tutt’altro che irresistibile ma che gioca di squadra. E’ un one man show invece quello dei Cougars e nel basket quasi sempre non funziona: alla squadra di Kevin Young manca per esempio un lungo solido come il sophomore lituano Matas Vokietaitis che sbaglia 7 liberi di fila, ma chiude con 23+16 e la stoppata che sigilla la partita. Non bastano invece i 15 punti di fila che Dybantsa segna nel secondo tempo: il 18% da 3 e gli 0 punti dalla panchina condannano BYU che paga tantissimo l’assenza di Ritchie Saunders e torna a casa subito, portandosi dietro il miglior realizzatore della Division I nonché la probabile prima scelta assoluta del Draft.

L’incredibile storia di High Point – Chase Johnston è la guardia di riserva di High Point. Quest’anno ha tirato 132 volte da 3 con il 48.5% e 4 volte da 2 senza segnare mai. Non c’è un solo giocatore della Division I che abbia giocato così tanti minuti e segnato così tanti punti senza un solo canestro da 2. Si ricorderà quindi per bene il suo lay up che a 11 secondi dalla fine manda a casa Wisconsin per la prima vittoria di sempre al torneo per High Point e anche la prima contro una big della sua storia, grazie a un bellissimo finale con Johnston assoluto protagonista, che comprende la sua personale interpretazione del contropiede chiuso con una sua tripla da 10 metri senza alcun senso. I Badgers escono così per la quarta volta consecutiva contro una squadra dal seed inferiore ed è una vera maledizione per coach Greg Gard.

Arkansas e Gonzaga vanno avanti – Non ci sono problemi invece per Arkansas con Darius Acuff che ne segna 24 – e 7 assist – ma tutto il quintetto di John Calipari va in doppia cifra e così la pratica Hawai’i è chiusa già all’intervallo con i Razorbacks avanti di 18 punti, nonostante una brutta serata al tiro da 3. Più sofferta la vittoria di Gonzaga con Kennesaw State che arriva a -5 a poco più di due minuti dalla fine ma alla fine i Bulldogs la portano a casa senza tremare. La squadra di Mark Few non è certo una macchina da punti ma difende forte grazie anche a Emmanuel Innocenti, in campo 34’ facendo sempre con tante cose utili

Midwest

I grandi attacchi di Michigan e Saint Louis – Michigan si prende un tempo di amnesie difensive prima di prendere il largo e segnare 100 punti in faccia ad Howard. Affrontare una squadra già rodata dal purgatorio delle First Four non è mai banale ma i Wolverines – guidati dai suoi lunghi Johnson e Mara praticamente perfetti – non hanno mai sofferto più di tanto. Sorte molte simile – per un risultato inaspettato nella larghezza – per Saint Louis a cui è interessato poco delle vittorie di prestigio di Georgia, praticamente inerme di fronte all’attacco dei Billikens: 102-77 il risultato finale con un parziale di 23-0 a spaccare la partita a cavallo dei due tempi. Nessun eroe per coach Josh Schertz, ma un attacco che gira a perfezione con 8 giocatori con almeno nove punti – record nella storia del torneo.

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