Quote by Addio Louisville, Michigan State a fatica

Tiri da 3, follia sparsa, delusioni e storie da March Madness. Dopo aver analizzato nel dettaglio le prime 16 partite, vediamo gli spunti più interessanti della giornata.

La Partita

“They call it March Madness for a reason. Sometimes it’s better to be lucky than good”. Parola del coach di Auburn Bruce Pearl, uscito senz’altro con qualche anno di vita in meno dalla gara contro New Mexico State. Ignorante o divertente, scegliete voi, questa partita è stata senz’altro la più folle del primo turno. Sopra di 7 a 56 secondi dalla fine, i Tigers hanno infatti rischiato di perderla e possono ringraziare A.J. Harris, che per qualche bizzarro motivo ha deciso di rinunciare a un comodo layup per il pareggio e scaricarla fuori per un tiro da 3. E ci è mancato poco che la mossa funzionasse anche, perché Bryce Brown ha pensato bene di fare fallo a un secondo dalla fine e così New Mexico State ha avuto tre liberi per vincere.

 

E invece Terrell Brown ha fatto 1/3 ma non è finita lì, perché gli Aggies hanno avuto un altro, ultimo tiro per vincere ma la tripla (ancora? ma perché?) di Trevelin Queen non ha preso neanche il ferro. E così i ragazzi di coach Chris Jens hanno finito delusi e sconfitti, quelli di Bruce Pearl vincenti ed esausti.

L’upset

Il voto all’annata di Louisville resta positivo, ma quello alla gara contro Minnesota per niente. Il piano partita di coach Chris Mack è stato confuso a partire dagli accoppiamenti difensivi studiati a tavolino. Nwora è stato sacrificato contro Murphy, perdendo smalto in attacco mentre il piccolo Fore è stato schierato contro Coffey che è quasi un 4. In più Sutton non è mai entrato in partita. La sconfitta alla fine è stata quasi inevitabile. E vittoria di Pitino Jr, che da bravo figlio ha regalato la gioia della vendetta al padre.

La prestazione

Non solo ha rubato la scena della partita, ma anche quella dell’intera prima giornata. Ja Morant ha salutato il pubblico radunato attorno al palcoscenico nazionale con una tripla doppia, cosa che al Torneo NCAA non si vedeva da ben nove anni. 17 punti, 11 rimbalzi e 16 assist per mettere in ginocchio una Marquette assolutamente impotente. Quello di Morant non è un one man show come tutti gli altri, perché i riflettori sono puntati su di lui ma a brillare sono anche i compagni: «I hope they can really see, not me, but that Murray State is a great team and we can run with the big dogs», ha detto a fine partita. Vedremo se avrà ragione alla fine.

 

Up

Kansas. La big che doveva uscire al primo turno è stata invece quella che ha fornito la prestazione più convincente, visto il valore dell’avversaria. Non sono Jayhawks da titolo, ma non sono neanche l’upset della giornata.

Fletcher Magee. Vi abbiamo spesso parlato di lui, perché di tiratori del suo livello ce ne sono pochi nella Ncaa. Se n’è accorta anche Seton Hall, battuta dalla sua Wofford. E per l’occasione è arrivato anche il record assoluto di triple in Division I, 509.

 

Big Ten. Con un secco 5-0, ha confermato di esser stata una grande conference e di aver mandato solo squadre di livello al Torneo.

Dylan Windler. Il miglior losing effort della giornata arriva da questo interessantissimo mezzo lungo di Belmont che ha chiuso con 35+11 la sua carriera universitaria, arrivando a un niente dal battere Maryland. Scout europei, segnare il suo nome.

 

Down

Caleb Martin. Simbolo dell’indecifrabile Nevada tanto piena di talento quanto scarsa nel sfruttarlo: 5/22 al tiro e sconfitta contro la modesta Florida. E addio inglorioso al college basket.

Michigan State. L’unica big davvero in difficoltà, con 35 minuti abbondanti passati a cercare di scrollarsi di dosso la non irresistibile Bradley, pratica risolta non senza qualche nervosismo. Vedere, per esempio, le due parole dette da Tom Izzo al povero freshman Aaron Henry

Northeastern. I campioni della CAA, 17mi in Division I con il 38.6% da 3, sono stati la mid major più deludente del primo turno, senza mai dare la minima sensazione di voler provare a vincere.

Baylor-Syracuse. Il festival del tiro al piccione, con 63 triple (su 103 tiri) prese da ogni dove. Questa di Makai Mason entra, ma almeno nel college basket si può lasciar perdere.