Quote by Duke domina nel giorno degli upset

 

EAST

#1 Duke – #16 North Dakota State 85-62

Dopo 10 minuti di partita moltissimi tifosi di Duke hanno iniziato a temere per la loro squadra e per i loro bracket e in generale il primo tempo, chiuso con un allungo finale, sul +4 non lasciava tranquilli i fan dei Blue Devils. Nell’intervallo Zion Williamson deve essersi detto “vabbè dai, ci penso io” e il secondo tempo è iniziato col talento del South Carolina che si è abbattuto come un tornado sulla difesa di North Dakota State. Troppo per chiunque, figuriamoci per i Bison. Williamson ha chiuso con 25 punti, uno meno di RJ Barrett, anche lui in partita (ma meno decisivo) che ha fatto segnare 26 alla fine. In generale, quando Duke (la peggiore squadra per percentuali dall’arco del Torneo) tira bene da 3 (8/19 alla fine), per gli avversari la storia si complica.

 

#4 Virginia Tech – #11 Saint Louis 66-52

Il piano partita di Saint Louis era arginare la forza dal perimetro di Virginia Tech. Ha funzionato, ma solo in parte, visto che gli spazi aperti dall’attacco degli Hokies hanno concesso una serie di comode penetrazioni al ferro. E così, dopo soli 10 minuti di gara, la formazione allenata da Buzz Williams, tra difese per lanciare il contropiede e layup, aveva già un vantaggio in doppia cifra. Insomma, partita in ghiaccio presto, controllata poi grazie all’esperienza di una squadra della ACC (i Billikens non sono mai tornati davvero sotto). Nickeil Alexander-Walker (20 punti, 7/11 e 1/2) ha lavorato più come finalizzatore che come regista e il lungo Kerry Blackshear è stato un incubo sotto canestro (11/12 ai liberi). Saint Louis ha anche provato ad alternare le difese, ma c’è stato poco da fare.

#5 Mississippi State – #12 Liberty 76-80

La cabala della March Madness dice che l’incrocio 5-12 è il più incerto e storicamente più prolifico per gli upset. L’anno scorso le numero 5 erano tutte passate indenni mentre quest’anno molte sono cadute. Tra queste Mississippi State, sorpresa da Liberty quando pensava di avere la partita in tasca, sul +10 a 7 minuti dalla fine e col lungo Reggie Perry finalmente entrato in partita. Niente da fare, a quel punto si è acceso Caleb Homesley, che ha scelto il giorno giusto per registrare il career high a 30 punti. 22 di questi sono arrivati nella ripresa, 11 nei 7 minuti finali tra cui 3 triple che hanno galvanizzato Liberty e impaurito i Bulldogs. Il 12/25 da 3 finale la dice lunga sul quanto e dove sia stata decisa la partita

 

#8 VCU – #9 UCF 58-73

Tre minuti che cambiano il volto del Torneo. Dopo 17′ del primo tempo VCU e UCF erano sul 24 pari. In quel momento un parziale di 10-0, frutto peraltro di due triple (una apertissima, l’altra complessa) hanno dato ai Knights un vantaggio risultato poi decisivo per la vittoria finale. Il lungo Tacko Fall (229 cm) è stato in campo solo 28 minuti, nei quali però ha prodotto 13 punti, 18 rimbalzi e 5 stoppate, lasciando un segno indelebile sulla gara. D’altronde il più alto dei Rams è 203 cm ed è ovvio che questo abbia creato un netto vantaggio per UCF, con Vcu che ha anche provato a raddoppiare Fall, bravissimo però a creare spazio per i compagni, in primis per BJ Taylor, che ha chiuso con 15 punti