Quote by Ancora Duke, l’ultima chance di Grayson Allen

Grayson Allen ci riprova e quindi giocherà ancora un anno, l’ultimo, quello da senior, con la maglia dei Duke Blue Devils. La scelta ha stupito molti addetti ai lavori negli Usa, anche perché già altri tre giocatori della squadra dell’anno scorso (Luke Kennard, Jayson Tatum e Harry Giles) avevano scelto di dichiararsi per il draft Nba.

La decisione di Allen però ha un senso, soprattutto se inquadrata nel momento di carriera del giovane talento allenato da coach K. Allen ha vinto il titolo Ncaa al suo primo anno, giocando però pochissimo in stagione e mettendosi in mostra solo nel corso della Final Four (in particolare nella finale contro Wisconsin). Il suo secondo anno è stato quello che lo ha lanciato tra i più forti del college, anche se la squadra dopo l’infortunio di Amile Jefferson non aveva le potenzialità per fare strada al Torneo.

La stagione appena conclusa doveva invece essere quella dell’incoronazione definitiva e, non a caso, all’inizio dell’anno Allen veniva considerato uno dei principali indiziati (se non IL principale indiziato) per vincere il primo di mvp stagionale. Quello che è successo, e ve lo abbiamo raccontato nel dettaglio, è che la guardia di Duke ha disputato la sua peggiore stagione.

Rispetto all’anno scorso, ha tirato con percentuali più basse da ogni parte del campo, ha preso meno rimbalzi, ha perso più palloni, ha difeso peggio. Il problema, ben più grave per lui e per la squadra, è che è stata la sua peggiore stagione dal punto di vista mentale e di leadership. Doveva guidare i suoi compagni, e invece si è ritrovato a danneggiarli a suon di sgambetti.

Sì, sgambetti agli avversari. A chi non ha seguito nel dettaglio la passata stagione può sembrare assurdo, ma è successo che più di una volta Grayson sia incappato in comportamenti, dentro e fuori dal campo (rabbia, lacrime), che ne hanno messo in evidenza una grande furia agonistica, ma senza controllo. I casi che hanno riguardato Allen (movioloni in prime time sulle tv sportive nazionali) sono stati analizzati in lungo e in largo. C’è chi lo ha difeso, anche tra gli avversari (come coach Rick Pitino), c’è chi ha invocato la sospensione in eterno (alcuni commentatori un po’ bacchettoni).

 

Il ragazzo ha piano piano trovato una sua strada, riuscendo a calmarsi in tempo per il finale di stagione, finale che guarda caso ha coinciso con il miglior basket giocato da Duke (complice anche la crescita di Jayson Tatum) che è entrata al Torneo con una testa di serie n. 2 e ambizioni molto alte. E alla fine la sconfitta contro South Carolina ha avuto altri imputati, mentre Allen si è battuto come un leone. Come sa fare lui.

 

Ormai però era tardi. I dubbi sul suo comportamento e sulla sua tenuta mentale si erano già diffusi tra scout e osservatori. La sua percentuale da 3 punti (fondamentale per una guardia bianca, pur dotata di grandi mezzi fisici come Grayson) è comunque scesa dal quasi 42% dell’anno passato al sempre buono (ma non ottimo) 36,5% della stagione appena conclusa. E in ogni caso i suoi atteggiamenti dentro e fuori dal campo avevano portato Duke a essere particolarmente fischiata sui campi avversari, e quelli della ACC già normalmente non sono facili da affrontare.

Dove sarebbe finito al draft 2017? Molto difficile da prevedere, soprattutto vista l’abbondanza di play/guardie già dichiaratesi. Allen ha (e avrà probabilmente sempre) grandi estimatori. In primis per la grinta che mette in campo, ma anche per la sua tecnica e la sua capacità di variare soluzioni offensive, di segnare subendo il contatto o fuori equilibrio. Altro fattore importante, Allen è un passatore molto sottovalutato, e di fatto in questa stagione di Duke è stato il vero playmaker della squadra. Ma la verità è che le sue quotazioni in ottica Nba sono drasticamente precipitate nell’arco di pochi mesi.

Lui però ha mostrato di sguazzare negli alti e bassi. E ha doti tali da permettergli di recuperare i crediti perduti in altrettanti pochi mesi. Per di più ha la fortuna di giocare a Duke, college che gode dei più ampi riflettori. Il problema è che l’anno prossimo Allen farà parte di una squadra ancora più giovane di quella di quest’anno. Amile Jefferson e Matt Jones hanno terminato il loro ciclo, mentre come detto gli altri protagonisti della stagione, su tutti Kennard, hanno optato per la carta Nba.

Di fatto l’attuale roster di Duke comprende, oltre a Grayson, solo tre sophomore: il play Frank Jackson, il centro Marques Bolden (che coach K ha sostanzialmente smesso di utilizzare nelle ultime gare di stagione, prima dell’infortunio finale) e il lungo Javin DeLaurier, che al momento sembra più forte come sventola asciugamani.

Insomma, il futuro di Duke si deciderà sulla base dei reclutamenti tenendo conto che, anche dovessero arrivare tutti i talenti messi nel mirino, si tratterebbe comunque di una squadra giovanissima e quindi molto inesperta. Attualmente i Blue Devils hanno già convinto l’ala piccola Gary Trent Jr. e l’ala forte Wendell Carter Jr. oltre alla guardia tiratrice Alex O’Connell. Ma sono ancora in attesa delle decisioni del play Trevon Duval, del centro Mohamed Bamba e dell’ala piccola Kevin Knox, tutte potenziali stelle da Nba.

 

Attualmente, posto che nulla è deciso, sembra che Duval sia quello con più possibilità di diventare un giocatore di coach K, il che implica (se effettivamente Bamba e Knox optassero per altri college) che i Blue Devils versione 2017-2018 saranno nuovamente molto perimetrali e poco fisici. Ipotizzando il reclutamento anche della PG del Delaware, un possibile quintetto potrebbe essere composto da Duval, Allen, Trent Jr, Carter Jr, Bolden, con Jackson primo cambio dalla panchina. Una squadra, insomma, che viste le lacune sotto canestro potrebbe avere difficoltà in ACC. A meno che Grayson Allen non decida che è ora di mostrare che giocatore è, alla Nba e al mondo.

Quote by Grayson Allen will have his last stand

19/04/2017

Grayson Allen will come back for his final year at Duke and next season will be part of the Blue Devils roster. The choice surprised plenty of scouts, especially after three other players from this year team (Luke Kennard, Jayson Tatum and Harry Giles) declared for the draft.

When considering Allen’s career so far, however, his decision makes a lot more sense. Allen won the Ncaa title in his first year, but he was only a complementary piece on that team and had an important role only during the Final Four (and in the final against Wisconsin in particular). In his second year, he proved he is among the elite of college basketball, but the Blue Devils lost Amile Jefferson to an injury and never had a chance at a deep tournament run.

His junior year was supposed to validate his status as the best player in college basketball and earlier in the season he was one of the favorite (and probably THE favorite) in the MVP race. Things did not turn out so well, and the young guard had the worst season of his career.

Comparing numbers from his last two years, his shooting percentages were down from all over the floor, his rebounds went down, his turnovers went up and he played worse defense. And that was not even the biggest problem for him and his teammates. His junior year was his worst season from a maturity and leadership standpoint. Instead of leading his team, he ended up hurting Duke by tripping opponents.

Those who did not follow the season might think this is nonsense, but in more than one occasion Allen’s issues on and off the court (anger, tears) showed his competitive spirit was often out of control. His outbursts have been dissected on plenty of prime time TV shows on college basketball. Some backed him up, including opponents like coach Rick Pitino; others voiced for a permanent ban.

 

The kid slowly found his way, he managed to pull it together towards the end of the season and coincidentally, that’s when Duke played at its best (with Jayson Tatum finally fitting in the system). The Blue Devils reached the tournament as the #2 seed and thought to have a chance to reach the Final Four. As we know, the tournament finished with a loss against South Carolina, but even in that loss Allen did more than his own, while others let the team down.

 

But it was too late. His behavior and mental toughness became a source of real concern among Nba scouts. His 3-point percentage went from an excellent 42% to an average 36.5%. Not a good sign for any guard in the Nba, no matter how explosive and athletic he might be. Moreover, his antics on and off the court made it tougher than necessary for Duke on the road in the ACC, a tough conference even in the best scenarios.

How far would he have fallen in the 2017 draft? It is hard to predict, especially considering how many guards already declared. Allen will always have scouts and teams that appreciate his game. First of all because he always gives everything on the court. Second, because he is a talented scorer who get points in different ways and can absorb contacts or shoot off balance. He is also an underrated passer, and this season he was the de facto PG for Duke. But his Nba stocks really fell in the last few months.

On the other hand, he was always capable of handling highs and lows. He might get back to where he was in a short time. And he is lucky enough to play at Duke, attracting plenty of attention from media and scouts. But the team next year will be even younger. Amile Jefferson and Matt Jones ended their careers, while most of the other top players will be in the Nba.

Right now, Duke’s roster for next season includes PG Frank Jackson, center Marques Bolden (coach K stopped playing him by the end of the season, before an injury sidelined him for good) and Javin DeLaurier, who had no impact at all and will likely have none for the rest of his career.

New recruits will hold Duke’s future in their hands. And even if every talent the Blue Devils are targeting had to commit, it would still be an incredibly young and inexperienced team. Forwards Gary Trent Jr and Wendell Carter Jr did sign their letter of intents, together with guard Alex O’Connell. PG Trevon Duvall, center Mohammed Bamba and forward Kevin Knox did not commit to any program yet but of course have been recruited by plenty of other universities.

 

Nothing has been decided yet, but it seems Duval is the most likely to come to Duke, which means (if Bamba and Knox had to choose other programs) that the 2017-18 Blue Devils will be a perimeter oriented team lacking in size – once again. Assuming the Delaware PG will commit to coach K, Duke’s starting five might include Duval, Allen, Trent Jr, Carter Jr and Bolden, with Jackson coming off the bench. Such a team might have a hard time in a very physical ACC. Unless Allen decides it is time to show his potential, to the Nba and the rest of the world.