Quote by Ball contro Fultz, la sfida dei numeri uno

Due sicure scelte top 5 al prossimo draft – potenzialmente nelle prime due posizioni – che giocano nello stesso ruolo e si ritrovano faccia a faccia: non poteva che esserci grande attesa per il confronto fra Lonzo Ball e Markelle Fultz andato in scena sabato notte. Il contorno – ovvero, l’incontro vero e proprio – non è stato esattamente dei migliori e ha in parte mitigato il fascino di questo duello. UCLA, infatti, ha spazzato via Washington per 107-66 in un match assolutamente senza storia dove i Bruins hanno messo a nudo tutta la mediocrità degli Huskies sin dai primissimi minuti.

A fine match, i tabellini personali dei duellanti in questione sono risultati piuttosto simili: Ball e Fultz, però, hanno vissuto due partite molto diverse e non solo in ragione del risultato finale.

 

Come al solito, Lonzo ha messo la sua eccellente visione di gioco al servizio della squadra. Qui lo vediamo in situazioni alle quali ci ha largamente abituati: dall’alto dei suoi 198 cm, scorge immediatamente il compagno libero piazzato oltre i difensori (qui disposti in modo rivedibile, a dire il vero) frapposti nel mezzo [1], lancia un passaggio a tutto campo per una transizione fulminea [2] e sfrutta il pick and roll per dirigersi verso il canestro e servire un alley-oop al bacio [3].

 

Markelle, invece, non ha avuto vita altrettanto facile nel mostrare il meglio del suo bagaglio tecnico. I blocchi portati in suo favore sono stati pochi – e non sempre sfruttabili – ma nelle rare giocate dal pick and roll che si sono potute vedere, è stato efficace e ammirabile come sempre per le sue innate capacità nel trovare il corridoio migliore [1] e di coordinazione [2].

 

Con la difesa di UCLA ben concentrata su di lui, è riuscito comunque a infilare diversi jumper contestati – quasi tutti dalla linea dei tre punti e creando dal palleggio – con incredibile naturalezza e pulizia nell’esecuzione. Uno spettacolo per gli occhi.

 

A proposito di tiri da tre, anche Ball si è difeso bene in quanto a produttività, tenendo fede alla sua eccellente media stagionale (43%). Quattro triple messe a segno su sette tentativi, di cui tre da distanza notevole: un’abitudine che ha sviluppato per proteggere il suo tiro anomalo dai tentativi di stoppata dei difensori. In un altro caso – il primo della clip sottostante – la separazione viene creata con un gran balzo in step-back.

 

Già che c’era, ha pensato bene di eseguire anche un pezzo inedito del suo repertorio.

 

Nella metà campo difensiva, la concentrazione è stata alta sin dalla palla a due: lontano dal pallone, ha mostrato molta attenzione nel tenersi pronto sulle linee di passaggio e ha sfruttato egregiamente tempismomani veloci per rubare palla o stoppare. La difesa non è attualmente il suo punto più forte, ma istinti e mezzi fisici rivelano un ottimo potenziale in questo senso.

 

«Maybe Markelle Fultz didn’t get the memo about how hyped this game is supposed to be, with all the scouts and everything». Questo commento poco benevolo è stato espresso da Don MacLean durante la telecronaca dell’incontro, intorno alla metà del primo tempo. La spalla tecnica della Pac-12 Network ha criticato più volte Fultz durante la gara, accusandolo di mostrare un approccio mentale non adeguato, sia per mancanza di leadership che di sforzo difensivo. Le esortazioni reiterate a “prendere in mano la partita” ci sembrano alquanto ingenerose, considerando la pochezza del supporting cast di Washington che fa ricadere sulle spalle del freshman un fardello che sarebbe complicatissimo da gestire per chiunque – per non parlare del numero di tiri che si è costruito da sé per pura necessità e non certo per egoismo.

Al capitolo “difesa”, invece, MacLean non sembra avere completamente torto: il numero 20 degli Huskies ha dato più volte una sensazione di passività, senza accennare alcun tipo di pressione sul pallone. Insomma, nella disfatta generale della retroguardia, Fultz non ha fatto una figura davvero migliore rispetto a quella dei suoi compagni: l’atteggiamento molle e sperduto come quello mostrato qui sotto non l’ha di certo messo sotto una buona luce da questo punto di vista.

Quote by Breaking down the Ball vs Fultz game

06/02/2017

Two top 5 picks, potentially going #1 and #2 next June, both point guards, squared against each other this weekend. Expectations were sky high for the first face-to-face between Lonzo Ball and Markelle Fultz. The game in and of itself was not as interesting, too much of a difference between UCLA and Washington. The Bruins cruised to an easy 107-66, hurting the Huskies’ weaknesses from the very beginning, with tens of Nba scouts in attendance.

The two superstars had similar box scores, but Ball and Fultz lived two different games within the game.

 

As usual, Ball relied on his court vision to put his teammates in the best position to score. In the clip below, he puts his usual repertoire on display: at 6-6, he can see on top of defenders and recognize the open teammate (the Huskies defense was everything but perfect) despite a number of defenders staying between the two of them [1], he throws a full court outlet pass for an open three-pointer in transition [2] and then uses the pick&roll to attack the paint and throw a perfect alley-oop [3].

 

It was not as easy for Fultz, trapped in the mediocrity of a Washington team. He was offered only a few picks, and not all of them of the useful type. In the rare pick&rolls he was put in condition to play, he was effective as usual and always managed to find the best line to the basket [1], and display his agility and coordination [2].

 

Despite being enemy #1 for UCLA’s defense, he still scored on a variety of contested jumpers, most of them off the dribble from behind the three-point line. His execution in these situations is smooth and feels natural to him.

 

Speaking of three-pointers, Ball kept up with Fultz and lived up to his 43% season average on threes. He finished 4-for-7, including three makes from Nba-distance, a habit he developed to protect his unusual shooting mechanics, a shot that takes longer than normal to trigger and must be protected against potential blocks. On another occasion, the first one in the clip below, he creates the necessary separation with a step back.

 

And while he was at it, he showed something new.

 

On the defensive end, Ball was focused from the start. He played the passing lanes when he was defending off the ball and used his timing and quick hands to get steals or blocks. Defense is not his calling card, but his instincts and physical tools suggest huge untapped potential on that side.

 

“Maybe Markelle Fultz didn’t get the memo about how hyped this game is supposed to be, with all the scouts and everything”. Don MacLean, Pac-12 Network color commentator, certainly had a few negative things to say about Fultz, after roughly 10 minutes of play. MacLean criticized Fultz’s approach to the game, leadership qualities and defensive effort. It was probably a bit unfair, considering that the mediocrity of the roster forces the freshman to carry a huge burden. Fultz has to work for his own shot, even when it would be better to give up the ball.

As for the defense, MacLean has a point. Fultz stayed passive on multiple possessions and often left Ball plenty of time to read the floor and take the best decision. In the general collapse of the Washington defense, Fultz did not really save himself from the negatives. As you can see in the clip below, he often seemed soft and lost on that side of the ball.