Quote by Big Ten, la crescita di Cassius Winston

L’argomento caldo della settimana tra i tifosi della Big Ten suona più o meno così: le squadre sono tutte così forti e i risultati così imprevedibili che ora il rischio è che qualche buon college rimanga fuori dal Torneo Ncaa. Un problema effettivo, col quale però fa i conti ogni anno la ACC e che spesso ha contraddistinto anche la Big 12. Insomma, un grande livello implica anche alte possibilità di stare fuori. Se anche la conference mandasse al Torneo 10 squadre (che è la previsione di Joe Lunardi, il più famoso bracketologo della Ncaa) contro le 4 dell’anno scorso, al momento rimarrebbe fuori Indiana, che pure è stata più volte nel ranking delle top 25 quest’anno. Vediamo però i principali temi emersi nella scorsa settimana.

Michigan State sulle spalle di Cassius Winston

La notizia dell’ultima ora è che Joshua Langford, la guardia titolare degli Spartans che stava mostrando gradi miglioramenti salterà il resto della stagione per una frattura da stress al piede che necessiterà di un intervento chirurgico. Una brutta tegola per Michigan State che aspettava proprio Langford per poter mostrare tutto il suo potenziale. C’è da dire che ormai la squadra stava facendo a meno della sua guardia da 8 partite, nelle quali aveva registrato 7 vittorie in fila prima di incappare nella sconfitta contro Purdue (di cui parleremo tra poco). A questo punto MSU sarà sempre più nelle mani di Cassius Winston, che dopo un inizio lento è pian piano decollato diventando il leader della squadra, come nelle previsioni. Ora viaggia a 18.5 punti e 7.3 assist, entrambi massimi in carriera. E quando alza la mano da 3 sostanzialmente fa canestro una volta su due. Pazzesco.

 

Purdue o della resilienza

Qualcuno dovrà prima o poi prendere in considerazione Matt Painter tra i più bravi coach del college. Il lavoro che fa con i Boilermakers da anni è davvero encomiabile e nonostante questo gode sempre stranamente di pochissimi riflettori. Purdue ogni anno trova invece una sua dimensione, sempre nuova, sintomo di grande duttilità tattica del coach che quest’anno ha anche cambiato in corsa, trovando un nuovo assetto (più funzionale) facendo partire Matt Haarms dalla panchina. E così, dopo qualche passo falso, adesso Purdue è tornata nel ranking. La squadra schiera peraltro l’unica guardia che può impensierire Winston quanto a talento e produttività e cioè Carsen Edwards. Le sue percentuali sono andate scemando (a inizio anno sembrava uscito da Space Jam) ma resta cuore e motore dei Boilermakers.

Ohio State e Indiana, battete un colpo

Solo 1 vittoria nelle ultime 7 partite per Ohio State mentre Indiana ha fatto anche peggio con 7 sconfitte consecutive. Adesso, per entrambe, è allarme. I Buckeyes hanno un problema di continuità: non riescono a giocare 40 minuti filati concentrati, e quindi perdono un mucchio di palloni, hanno la qualità del gioco polarizzata su pochi giocatori (Keyshawn Woods e i fratelli Wesson) e questi ultimi non sono leader ma si perdono a loro volta nelle singole partite. Indiana invece non fa più canestro. I tifosi scrivevano sui forum “vabbè dai, meno male che dopo 6 sconfitte di fila adesso affrontiamo Rutgers”. Peccato che Rutgers abbia invece vinto tenendo gli Hoosiers a 58 punti. A cavallo tra primo e secondo tempo Indinana è stata 10 minuti senza segnare regalando ai Knights un parziale di 22-0. Unica nota positiva: Romeo Langford è stato il migliore in campo. Ma avanti così, gli Hoosiers guarderanno il Torneo Ncaa in tv.

 

Rimbalzisti degni di nota

Vi dovesse capitare di incrociare su Youtube o sul player Espn o in streaming una partita di Penn State, fanalino di cosa della conference senza una vittoria, date un’occhiata al lungo Mike Watkins. È un junior ed è uno di quelli che fa brillare gli occhi agli amanti dei rimbalzi. Lui e Lamar Stevens valgono spesso il prezzo del biglietto. Tra i freshman invece segnatevi il nome di Myles Johnson di Rutgers. Viene dalla panchina ma per rimbalzi al minuto è tra i primissimi della conference e sta crescendo di partita in partita.