Quote by Cincinnati scommette su Fredericks

Non tutte le ciambelle vengono col buco, o per dirla in salsa collegiale, non tutti i senior delle high school approdano direttamente in Division I l’anno successivo. Alcuni per problemi di eleggibilità accademica, cioè non hanno la media voti (il GPA, grade point average, deve essere di 2.3) nelle materie principali necessaria per giocare nei più importanti atenei americani, altri perché insoddisfatti dalle offerte arrivate, tentano la carta degli Junior College e della NJCAA, l’equivalente della NCAA in ambito junior. Capita che finiscano nei cosiddetti Juco anche i “reietti” della Division I, atleti espulsi che cercano una seconda chance. A livello accademico i Junior College offrono la possibilità di ottenere “solo” una laurea, mentre le università offrono anche i master e i dottorati di ricerca.

Ogni anno oltre ai passaggi da un’università all’altra, molti college pescano proprio dagli Juco. Quest’anno, ad esempio, la Big 12 ha reclutato massicciamente portandone a casa addirittura otto.

Il colpo dell’anno potrebbe essere quello fatto da Mick Cronin, coach di Cincinnati. Per sopperire all’addio di Jacob Evans, i Bearcats si sono aggiudicati l’ala da Motlow State Rashawn Fredericks, first team All American della NJCAA. Partiamo dai dubbi: su di lui pendono le incognite della difesa e del ruolo (troppo grande e senza tiro per essere un tre, leggermente sottodimensionato per essere un 4)  ma nel primo caso potrebbe migliorare nel contesto molto difensivo di Cincinnati. Al netto di queste considerazioni, la forza e la velocità di Fredericks lo rendono un potenziale mistmatch perenne se schierato in posizione da quattro: in pochi potranno pareggiare e contenere la sua esplosività. Su questo si fondano le speranze dei Bearcats, che hanno perso i tre principali scorer, e sperano di replicare la loro produttività con l’ala al terzo anno Jarron Cumberland e Fredericks, appunto.

Tra quelli che potrebbero avere un buon impatto ci sono anche DeShawn Corprew, sbarcato a Texas Tech, e Jermaine Haley che ha firmato a West Virginia alla corte di Bob Huggins entrambi con due anni di eleggibilità rimasta. Il primo viene dalla vittoria inaspettata del titolo con South Plains, il terzo in undici anni per la squadra di coach Steve Green, coronata con i suoi 21 punti nell’atto finale, insieme ai 20 del futuro Memphis Tigers Isaiah Maurice. Corprew è un’ala poco sopra i due metri che unisce la versatilità difensiva (può marcare tre posizioni) a un solido tiro da fuori (37% da 3) e probabilmente andrà ricoprire il ruolo di energy guy dalla panchina in una versione di Texas Tech che potrebbe essere molto interessante, offensivamente parlando.

Haley, invece, ambisce a ereditare il ruolo di Jevon Carter (insidiato anche dal freshman Jordan McCabe). L’ex giocatore di Odessa College ha però caratteristiche opposte al piccolo e scattante McCabe. Haley infatti è un playmaker di 205 cm dalla spiccata vocazione difensiva (è stato premiato Defensive Player of the Year della Western Junior Athletic Conference) e potrebbe rivelarsi un grande problema per gli avversari, soprattutto se inserito nel sistema difensivo di West Virginia. Al tempo delle high school si erano fatti avanti per lui programmi come Louisville e Oregon (che ci ha riprovato in primavera). Haley però nel 2016 aveva deciso di andare a New Mexico State trovando però poco spazio. Ora, dopo un anno in NJCAA, riproverà con i Mountaineers.

L’altra finalista per il titolo, sconfitta come detto da South Plains è stata Southern Idaho, squadre nella quale militava Charles Jones Jr, che la prossima stagione sarà allenato da Larry Kristowiak a Utah. In finale Jones ha segnato 27 punti, con ben sette triple, ed è stato votato giocatore dell’anno della Division I della NJCAA grazie a doti offensive favolose e ad un potenziale difensivo ancora da esprimere totalmente. Tiratore preciso e di striscia da 43% durante la stagione, ha saputo alzare il livello nelle partite più importanti (è passato dai 20 di media della regular season ai 25 in post season). É una guardia pura che andrà a rimpiazzare il go-to-guy Justin Bibbins, appena laureatosi. A Utah dividerà il backcourt con Sedrick Barefield, autentica sorpresa della vittoriosa campagna NIT degli Utes. I due dovrebbero completarsi bene, anche se Barefield dovrà sacrificarsi maggiormente a svolgere le funzioni di playmaker, mansioni nelle sue corde, ma che non lo valorizzano al massimo.

Ultimo degli JuCo da seguire è un fratello d’arte. Infatti Mason Jones è il fratello di quel Matt che vinse il titolo con Duke tre anni fa e che ora gioca in G-League, con la maglia dei neonati Stockton Kings. Il giocatore da Connors State ha scelto Arkansas, convinto dallo stile alla Mad Max Fury Road giocato da Mike Anderson. Jones infatti, servirà a mettere una pezza alle partenze di CJ Jones e di Darious Hall, ma porterà anche una nuova ventata di qualità ai Razorbacks. Si tratta di un giocatore estremamente versatile, che sa gestire bene la palla, creare per sé e per gli altri dal palleggio, ma anche di un rimbalzista tenace e fastidioso, con un season high di 18. In più, è un rispettabilissimo tiratore da tre con il suo 42% e gli rimangono ancora tre anni di eleggibilità. Segnatevi il suo nome.

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