Quote by Cremo, Mooney e altri: i migliori grad transfer

Il “mercato” dei transfer rappresenta un nodo cruciale nel reclutamento dei college e, in questo ambito, i graduate transfer sono spesso gli obiettivi più ambiti, vista la loro eleggibilità immediata e il tasso di esperienza di cui sono portatori. Alcuni dei migliori su piazza hanno già trovato collocazione ma ce ne sono ancora diversi che possono far comodo a squadre d’alto livello o persino spostare equilibri. Vi presentiamo i più interessanti ancora liberi.

 

1. Joe Cremo

Albany | SG | 6-4 | 17.8 PTS, 4.1 REB, 3.8 AST

Tutti lo vogliono, tutti lo cercano. Sin da quando ha deciso di lasciare Albany, Joe Cremo ha suscitato l’interesse di tante università ed è emerso prepotentemente come uno dei transfer più ambiti: ora che la lista dei giocatori disponibili si è accorciata, il suo status si è accresciuto ulteriormente.

Scartate diverse pretendenti a metà aprile (fra queste, anche Duke), Cremo aveva ristretto la propria lista di mete preferite a cinque college – Creighton, Gonzaga, Oregon, Penn State, Texas – ma il suo recruiting ha subito un’ulteriore svolta con l’entrata in scena di Villanova (appena visitata) e Kansas (sarà a Lawrence in questo fine settimana), che hanno comportato il depennamento di Ducks e Nittany Lions dalla suddetta lista.

Come mai tanto interesse? Semplice: Cremo è un cecchino di prim’ordine (45.8% da tre durante l’ultima stagione), letale quando gli viene concesso il minimo spazio e capace di essere efficiente anche quando contestato. Meno note, ma non per questo meno preziose, le sue buone capacità di passatore e quelle di adattamento in situazioni di mismatch, nelle quali può sorprendere sfoggiando movimenti in post basso affatto malvagi per una guardia. Per contro, pur essendo ambidestro, ha percentuali al ferro molto basse a causa di scelte e capacità di coordinazione non sempre delle migliori. La difesa è sempre stato il suo tallone d’Achille: ci ha lavorato su, mostrato alcuni progressi ma, in definitiva, difficilmente risulta un fattore in positivo.

Anche al netto dei difetti, Cremo resta una pedina d’interesse assoluto per qualsiasi formazione ed è facile immaginarlo come specialista in uscita dalla panchina in una squadra di grandi ambizioni.

 

2. Matt Mooney

South Dakota | SG | 6-3 | 18.7 PTS, 4.1 REB, 3.1 AST, 2.0 STL

Il leading scorer dei Coyotes nelle ultime due stagioni sceglierà la sua prossima destinazione fra Creighton (in cerca d’un “nuovo” Marcus Foster), Northwestern (attivissima in ambito recruiting dopo una stagione deludente) e Texas Tech (cui servirebbe una guardia con punti nelle mani dopo gli addii di Keenan Evans e Zhaire Smith).

Le pretendenti non sono mancate (Michigan, Oregon e Arizona State sono solo alcune delle escluse eccellenti) e la scelta finale non appare scontata, visto che le tre squadre citate in precedenza sembrano tutte offrire un ottimo “fit” per Mooney, uno scorer di razza, spesso e volentieri imprendibile dal palleggio, dotato di un fisico tosto e che, pur preferendo di gran lunga giocare off-the-ball, nell’ultima stagione ha dimostrato di saper sfruttare le sue doti di lettura anche quando chiamato a compiti di regia.

 

3. Ehab Amin

Texas A&M Corpus Christi | SG | 6-4 | (2016-17) 16.9 PTS, 6.6 REB, 2.9 AST, 3.4 STL

Anche in questo caso, il numero di programmi importanti che si sono fatti avanti è elevato ma, circa due settimane fa, la guardia egiziana ha infine ristretto il cerchio a tre candidate: Miami, Nevada e Wichita State (le prime due molto attive sulla piazza dei transfer mentre gli Shockers devono fare i conti con un’emorragia di partenti).

Messo k.o. da un infortunio all’anca per tutta l’annata 2017-18, in quella precedente Amin aveva impressionato con un’esplosione di rendimento davvero a tutto tondo, capace di ricoprire tante posizioni (persino da 4 in assetto da small-ball) e di sfoggiare una difesa eccellente (primo in D-I per palloni rubati). L’unico vero difetto nel suo gioco consiste in percentuali dall’arco scadenti (28.9%).

 

4. Tramaine Isabell

Drexel | PG | 6-1 | 21.0 PTS, 7.5 REB, 3.4 AST, 1.2 STL

La sua decisione di trasferirsi è arrivata solo il 4 maggio ma, già nel giro di poche ore, si sono fatti avanti molti college per contattare il top scorer dei Dragons: Georgia, Louisville, Saint Louis, Seton Hall, SMU, South Carolina e Western Kentucky.

In cabina di regia, Isabell è capace d’imbeccare i compagni con linee di passaggio non banali (soprattutto in penetra e scarica) ma è in primis un giocatore che asseconda i propri istinti da scoring-first guard, talvolta tendendo a non sentire il polso della squadra in maniera adeguata. Non è raro vederlo prendere tiri fuori ritmo, fattore che spesso ha implicato un rendimento discontinuo dall’arco (su 28 partite disputate, ben 12 sono state chiuse senza andare oltre il 25%).

Il potenziale però c’è, in maniera davvero evidente: quando in palla, è semplicemente devastante e può risolvere le partite da solo nella metà campo offensiva, in particolare grazie alle sue eccellenti qualità in penetrazione, essendo in grado di arrivare al canestro con grande facilità, fra cambi di ritmo e spin move. In definitiva, è un giocatore perfetto per squadre intenzionate a premere il piede sull’acceleratore.

 

5. Brock Stull

Milwaukee | PG | 6-4 | 13.4 PTS, 4.8 REB, 3.1 AST

Nel caso dell’ormai ex Panthers, la situazione di recruiting è ancora molto aperta, con tante squadre che hanno mostrato interesse e che, in teoria, sono ancora in corsa: Boston College, Butler, Creighton, LSU, Minnesota, NC State, Valparaiso, Virginia, Wichita State, Xavier.

Butler e Minnesota potrebbero essere le due favorite: nella prima, Stull ritroverebbe LaVall Jordan, suo allenatore a Milwaukee durante l’anno da sophomore, quello dell’esplosione; nel coaching staff della seconda c’è invece Rob Jeter, ovvero il predecessore di Jordan nella squadra della Horizon League.

Chi se lo aggiudicherà avrà a disposizione una combo guard dal tiro solidissimo (37.9% da tre su 6.1 tentativi), capace di esprimere il proprio gioco a velocità diverse (sia nel creare per sé che per i compagni) e di essere anche un fattore sotto i tabelloni.

 

6. Dion Wiley

Maryland | SG | 6-4 | 5.8 PTS, 1.8 REB, 0.7 AST

Per Wiley, le cose non sono mai andate troppo bene nella sua carriera al college, passando da recluta che godeva di una certa considerazione (#52 nella ESPN 100 della Classe 2014) a giocatore marginale nella rotazioni dei Terps. Mai lasciato in pace dagli infortuni, durante l’ultima stagione ha avuto molto più spazio del solito (21.7 minuti) ma il suo rendimento è stato decisamente altalenante.

La scelta di trasferirsi altrove per sfruttare l’ultimo anno di eleggibilità rappresenta per lui una ghiotta (e irripetibile) occasione di riscatto, salute permettendo. La situazione del suo reclutamento non ha subito variazioni significative nelle ultime tre settimane e la sua scelta potrebbe dunque non essere prossima. Fra le squadre che si sono fatte avanti ci sono East Tennessee State, Florida Atlantic, Georgia, Georgia Tech, Miami, Nicholls, Old Dominion, Texas Southern e UTEP.

Dion Wiley

7. Nat Dixon

Chattanooga | SG | 6-4 | 13.8 PTS, 4.6 REB, 1.9 AST

Un breve passato da wide receiver a Boston College, poi il passaggio al basket in un JUCO, poi ancora un anno in sordina con la maglia dei Mocs e infine l’esplosione da junior (top scorer della squadra) all’insegna d’un tiro da tre considerevolmente efficiente (39.5% su 5.4 tentativi).

La parabola personale di Dixon, già ora abbastanza peculiare, potrebbe trovare coronamento col passaggio a una conference d’alto livello o a una mid-major ambiziosa. Il giocatore ha visitato Wake Forest, Penn State e Ole Miss, ma ci sono altre squadre che restano alla finestra e che non sembrano essere escluse dalla corsa (Xavier, Nevada, Memphis).

 

8. Javan White

Oral Roberts | PF | 6-10 | 10.2 PTS, 9.0 REB, 1.3 AST

È il solo lungo di questa lista, benché ci siano anche altri pariruolo che meritano attenzione (Malik Martin da South Florida, per esempio). Oltre al fatto di esser stato il migliore della Summit League per Reb%, un aspetto che rende appetibile il reclutamento di White consiste nei suoi due anni di eleggibilità rimasti, cosa abbastanza rara presso i graduate transfer.

Dopo aver visitato anche Nevada e UMass, White ha fatto sapere che farà ricadere la propria scelta su una fra Clemson e LSU. La decisione dovrebbe arrivare durante questo weekend.