Quote by Da Bluiett a Newman, le migliori SG

Quella delle shooting guard è forse la posizione per la quale fare una selezione è stato più complesso, non tanto per la mancanza di giocatori degni della nomina nella Top 5 quanto più per la definizione di guardia tiratrice. Abbiamo deciso, ad esempio, di non inserire Svi Mykhailiuk di Kansas, perché ha giocato sempre da 3 o da 4, mentre abbiamo aggiunto Rob Gray, nonostante a Houston fosse nominalmente la PG, che infatti non abbiamo inserito nella lista delle migliori Point Guard.

Ecco dunque le migliori 5 SG della stagione.

 

Trevon Bluiett

Xavier – Senior – 19.3 PTS, 5.5 REB, 2.5 AST, 41.7% 3PT, 84.8% FT

Bluiett ha giocato una stagione incredibile, trascinando Xavier alla vittoria nella regular season della Big East per la prima volta nella storia dell’università, interrompendo una striscia di 4 titoli consecutivi di Villanova. Il senior ha fatto la storia dei Musketeers anche individualmente, superando i 2000 punti in carriera e diventando il secondo miglior marcatore assoluto della università.

La sua capacità di allargare il campo con il tiro da 3 ma allo stesso tempo di attaccare il ferro e ad andare in lunetta (quasi 6 liberi tentati a partita) hanno fatto di lui un giocatore di grande tecnica ed un match-up incontenibile nel college basketball. Ma la caratteristica che l’ha reso un possibile candidato al ‘Player of the Year’ è stata la sua capacità di caricarsi la squadra sulle spalle in “crunch time” mettendo a segno canestri pesantissimi in molte partite.

 

Malik Newman

Kansas – Sophomore – 14.2 PTS, 5.0 REB, 2.1 AST, 46.3% FG, 41.5% 3PT

Per Newman questo è stato l’anno della consacrazione, dopo una stagione regolare comunque a buon livello è esploso al torneo della Big 12 mettendo a segno 24 punti di media (con 15/20 da 3) e aggiudicandosi l’MVP della manifestazione. Ma la guardia dei Jayhawks non si è fermata lì, trascinando la squadra alle Final Four con quasi 25 punti di media e distruggendo Duke alle Elite 8 con una prestazione monstre da 32 punti. Cecchino al tiro e grande atleta, quando in ritmo si è dimostrato il vero ‘ammazza-partite’ per la squadra di coach Self. Il sophomore, sfruttando il momento che l’ha visto salire rapidamente da mid second rounder a late first rounder, si è dichiarato al Draft con un agente chiudendo così la sua carriera universitaria.

 

Rob Gray

Houston – Senior – 19.3 PTS, 3.7 REB, 4.4 AST, 44.7% FG, 35.9% 3PT

Un giocatore che semplicemente non si è potuto non ammirare e applaudire per tutta la stagione, ha fatto di Houston una squadra arcigna e difficilissima da affrontare, sconfitta di un punto sia nella finale del torneo di AAC contro Cincinnati, sia al secondo turno della March Madness contro Michigan – ma solo per una tripla incredibile di Jordan Poole allo scadere.

Gray è la definizione di all-around scorer con la capacità di segnare a suo piacimento nonostante il fisico (185 cm per 83 kg): è stato il miglior marcatore della AAC per il secondo anno di fila, registrando un offensive rating di quasi 119 con un usage% altissimo, di oltre 30. Ma nonostante la palla fosse quasi sempre tra le sue mani, il senior ha registrato poco più di 2 palle perse a partita. In più, Gray è stato costante tutta la stagione, superando 6 volte i 30 punti e mettendo a referto il suo career high di 39 punti contro San Diego State al primo turno del Torneo.

 

Allonzo Trier

Arizona – Junior – 18.1 PTS, 3.0 REB, 3.2 AST, 50% FG, 38% 3PT

Croce e delizia di Arizona. Trier nelle tre stagioni con i Wildcats è migliorato di anno in anno dal punto di vista offensivo, senza sporcare la sua efficienza (59.6% di EFG% e 65.7% di TS% in Pac 12) nonostante un utilizzo sempre più massiccio. La sua rapidità nella corsa e nei movimenti laterali lo hanno reso giocatore difficile da arginare. Anche quest’anno, che si pensava sarebbe stato oscurato da DeAndre Ayton, in fondo Arizona ha dato il suo meglio proprio in coincidenza delle migliori partite di Allonzo. Il problema principale riguarda la difesa (i pochi falli commessi possono essere letti in doppia maniera), aspetto trascurato soprattutto in questa stagione e vera incognita per la sua carriera da professionista.

 

Grayson Allen

Duke – Senior – 15.5 PTS, 3.3 REB, 4.7 AST, 42% FG, 37% 3PT

Allen ha dovuto ritrasformarsi quest’anno, con la squadra che ha avuto come centro focale dell’attacco Marvin Bagley e Wendell Carter. Il senior è rimasto però la pedina fondamentale della squadra per leadership, con una voglia di vincere con pochi eguali. È stato spesso utilizzato come portatore di palla e per impostare il gioco (anche perché Duval andava spesso fuori giri), migliorando parecchio come facilitatore, evolvendosi più come tiratore che come slasher puro (come nei primi anni della sua carriera universitaria). Amato dai crazies e odiato praticamente da tutti gli altri, la sua legacy a Duke dice che senza dubbio ha lasciato il segno, vincendo moltissimo, ma paradossalmente meno di quanto ci si sarebbe aspettato dal Grayson nominato MOP delle Final Four del 2015 nel suo anno da freshman.