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Da Chinyelu a Moreno e Thiam, i dieci migliori centri della stagione

ruben chinyelu

ruben chinyelu

Freshman che devono confermarsi, super-senior in causa con l’NCAA e tanti profili non statunitensi: il roster di centri dell’annata che sta per iniziare è tanto variegato quanto promettente.

Andiamo a scoprire insieme i dieci giocatori da tenere d’occhio sotto i tabelloni nella prossima stagione.

Rueben Chinyelu – Florida

Primo giocatore dei Gators negli ultimi 50 anni a chiudere una stagione in doppia doppia di media (10.9 punti, 11.2 rimbalzi), Chinyelu poteva prendere il suo triplice titolo di difensore dell’anno (Naismith, SEC e NABC) e volare verso l’NBA, visti anche i buoni risultati ottenuti nei test pre-Draft. E invece ha deciso di sfilarsi e di tornare alla corte di coach Todd Golden assieme a quasi tutti i suoi compagni, scottati anche dalla precoce eliminazione al secondo turno del Torneo 2026.
Il nigeriano, prodotto della NBA Academy Africa, è un difensore stratosferico, perno di un sistema estremamente efficiente, capace di mantenere alta l’intensità per tutta la partita e di dominare sotto entrambi i tabelloni. Dovrà sicuramente migliorare la produzione offensiva e in generale la gestione della palla, ma le aspettative sono alte.

Rueben Chinyelu (Florida) // Defending in space

Matas Vokietaitis – Texas

Scuola Zalgiris Kaunas, Vokietaitis sarà anche per quest’anno il fulcro offensivo di Texas, che ha rinnovato largamente il suo roster. Il lituano è dotato di movenze raffinate in post basso e ha piedi rapidi per uno della sua stazza. Sa giocare molto bene il pick and roll ed è una minaccia ogni volta che riceve palla nei pressi del ferro: l’anno scorso ha chiuso nella top 3 per falli subiti (8.3 per 40 minuti nella scorsa stagione), totalizzando anche 15.6 punti e 7.1 rimbalzi di media.
Le sue lacune si concentrano soprattutto nel decision making, offensivo e difensivo. A volte sembrano mancargli un po’ di furbizia e istinto; non è raro vederlo sbagliare un passaggio all’apparenza banale o muoversi in ritardo in difesa, commettendo decisamente troppi falli. Dopo due stagioni di college basket, continuare ad accumulare minuti e responsabilità pesanti potrebbe portarlo a scrollarsi di dosso questi difetti e sbocciare definitivamente.

Patrick Ngongba II – Duke

Anche Patrick Ngongba II tornerà al college per l’anno da junior. La prossima potrebbe essere a tutti gli effetti la stagione della maturità per lui e, dopo la prima annata da titolare, dovrà dimostrare di poter sopportare un ruolo ancora più centrale sia in termini di minutaggio che di possessi giocati. Viene da una stagione da 10.1 punti e 5.8 rimbalzi in poco più di 21 minuti di media: dovesse aumentare proporzionalmente questi numeri, i Blue Devils potrebbero puntare seriamente al titolo.
Centro moderno dotato di buona mobilità e mani delicate, è capace di guidare l’attacco dal post riuscendo sia a concludere in maniera fantasiosa che a mettere in movimento i compagni. Nonostante non sia particolarmente esplosivo riesce a farsi strada nel traffico con efficacia, sia per segnare che per raccogliere rimbalzi. Ha un ceiling piuttosto alto, ma dovrà avvicinarvisi per passare dal ruolo di comprimario a quello di stella.

Flory Bidunga – Louisville

Dopo due stagioni positive con Kansas, Bidunga arriva a Louisville tramite transfer portal come pedina principe di un mercato ricchissimo fatto dai Cardinals. Alla corte di coach Pat Kelsey, il congolese avrà il compito di guidare la difesa (è stato Big 12 DPOY nel 2026) e in generale di mettere il suo straripante atletismo al servizio della squadra, con l’obiettivo di fare il salto di qualità e tornare protagonisti a marzo.
Fisico e movenze da ala (206 cm per 107 kg), Bidunga se la cava benissimo da 5 anche grazie ad un’apertura alare di 221 cm, che gli permette di segnare attorno al ferro con ottime percentuali e in generale di dominare in area anche contro avversari sulla carta più prestanti. Ottimo rim protector, ha anche l’esplosività per essere pericoloso in transizione e come bloccante sui pick and roll, e in generale in ogni situazione in cui può attaccare l’area in corsa. Il grande neo è la totale mancanza di un jumper solido, che gli rende praticamente impossibile allargare il campo: sarà sicuramente il primo punto sulla tabella di lavoro del suo nuovo staff tecnico.

Motiejus Krivas – Arizona

Altro lituano, e ovviamente altro prodotto dello Zalgiris presente in questa lista. Inizia l’anno da senior con grandissime aspettative: Sports Illustrated lo ha indicato come miglior centro della nazione ed è dato tra i favoriti per il premio di giocatore dell’anno della Big 12.
Due anni fa ha saltato quasi tutta la stagione per un infortunio al piede, ma lo scorso anno è stato una pedina chiave nella cavalcata che ha riportato i Wildcats alle Final Four dopo 25 anni.
In area sa fare praticamente tutto, sia in difesa che in attacco: usa molto bene la sua stazza (218 cm per 118 kg) come deterrente contro le penetrazioni avversarie, è un ottimo rimbalzista e con la palla in mano sa trovare soluzioni per portare a casa punti (10.4 uniti a 8.2 rimbalzi di media nel 2025/26). Come tanti suoi colleghi in questa lista manca completamente di un gioco perimetrale e anche in difesa va in difficoltà se attirato lontano dal canestro. In generale, dovrà ripetere o addirittura migliorare le sue prestazioni passate per aiutare Arizona a confermarsi tra le migliori squadre della nazione.

Joseph “Jojo” Tugler – Houston

Il centro più anomalo della lista: listato appena 203 centimetri ma con braccia lunghissime (apertura alare di 229 cm), sta al passo con avversari ben più strutturati grazie a una grande attitudine alla lotta e a un’intensità fuori dal comune. È a Houston fin dai tempi dell’High School, e in campo sembra proprio una rappresentazione dello spirito dei Cougars, con la sua aria da tarantolato e l’impressione di voler saltare sulla schiena di qualsiasi avversario abbia la palla. Difensore totale, unisce piedi mobili ad una grande capacità di proteggere il ferro, permettendo ai suoi di essere aggressivi nella propria metà campo.
Arrivato alla stagione da senior, sta lentamente costruendo anche un bagaglio offensivo: l’anno scorso ha messo a segno 20 punti nella finale della Big12, ma la sua capacità di generare pericoli palla in mano rimane sotto la media del ruolo, così come la sensibilità dei polpasrtelli.

Jaxon Kohler – BYU

Uno dei protagonisti al centro del grandissimo caos giudiziario causato dalle decisioni della NCAA di questa estate. La sua eleggibilità per il quinto anno è arrivata da un temporary restraining order del tribunale statale della California, ma la decisione è tutt’altro che definitiva, dato che si attende il ricorso in appello della NCAA stessa.
Nel frattempo, dopo quattro stagioni con MSU Kohler ha deciso di trasferirsi a BYU, dove va a colmare un vuoto importante nel suo ruolo all’interno del roster di coach Kevin Young. In costante crescita, ha chiuso la scorsa stagione con 12.5 punti e 8.9 rimbalzi di media in 27.7 minuti, con ben dodici doppie doppie. Oltre a lottare molto bene sotto i tabelloni, è dotato anche di un’ottima capacità realizzativa dall’arco (39% su 149 tentativi). Sa giocare in post, sa allargare il campo, sa smistare possessi per trovare compagni meglio posizionati quando la difesa collassa. Se in attacco è una minaccia pressoché totale, però, nella propria metà campo ha ampi limiti, soprattutto in termini di atletismo e protezione del ferro.

Somtochukwu “Somto” Cyril – Miami

Nigeriano, prodotto di Overtime Elite, Cyril arriva a Miami come guardiano designato del ferro dopo due anni di esperienza a Georgia. Nominato nel miglior quintetto difensivo 2026 della SEC, ha totalizzato 9.3 punti, 5.4 rimbalzi e 2.2 stoppate in appena 21 minuti in campo.
Difensore dominante, si muove benissimo per il campo anche in transizione ed è un bersaglio naturale per gli alley-oop, data la sua tendenza naturale a inchiodare al ferro qualsiasi cosa gli passi davanti. Tira con percentuali importanti dal campo (75.9% lo scorso anno), ma dovute principalmente al fatto che la maggior parte delle sue conclusioni arrivano da sopra al canestro. Manca totalmente di un gioco in post e di range di tiro anche dalla media, e in generale è sembrato molto grezzo in attacco: se il suo minutaggio dovesse salire senza riuscire a colmare questi limiti, potrebbe diventare limitante per gli schemi dei suoi.

Malachi Moreno – Kentucky

Altro profilo atipico per il più giovane di questa lista: Moreno viene da un discreto anno da freshman con Kentucky, giocato da hometown boy, essendo lui cresciuto nella città di Georgetown. Il suo processo di crescita è stato accelerato dai problemi fisici di Jayden Quaintance, per cui è stato sostanzialmente proiettato in un ruolo da titolare nel quintetto di Mark Pope, chiudendo la stagione con 7.8 punti e 6.3 rimbalzi in 22 minuti di media.
Moreno è un 5 mobile, molto fluido e a suo agio in tutte le zone del campo, nonostante la stazza importante (213 cm per 113 kg). Questo lo rende un difensore versatile e capace di cambiare con aggressività, ma anche un ottimo regista offensivo quando riceve in post alto o dopo il blocco. Per diventare un fattore davvero rilevante, però, avrà bisogno di migliorare in termini di fisicità e toughness, navigando meglio i contatti e facendosi spostare meno quando prova a prendere posizione sotto canestro: il 46% sui layup è abbastanza preoccupante.

Moustapha Thiam – Michigan

Secondo transfer in due anni per Thiam, che dopo essere passato da UCF a Cincinnati (e aver perso al secondo turno del torneo della Big 12 contro la sua ex-squadra) farà un salto di livello andando ad unirsi ai campioni in carica, che dovranno risolvere l’incognita della prima stagione dopo l’addio di coach Dusty May, volato in NBA per allenare i Dallas Mavericks.
Senegalese, prodotto della DME Academy, Thiam ha un fisico che sarebbe già adatto al piano di sopra (218 cm di statura per 229 cm di apertura alare), e che sa muovere in maniera abbastanza agile. Questo, unito alla buona capacità di chiudere le azioni nei pressi del ferro, lo rende un ottimo centro da pick and roll, oltre che un difensore capace di condizionare attivamente gli attacchi avversari. Ha chiuso in crescendo lo scorso anno (17 punti e 10 rimbalzi di media da febbraio in poi), ma la sensazione è che debba mettere su ancora qualche muscolo e diventare dunque più dominante come rim protector, e in generale migliorare dal punto di vista dell’intensità fisica. Michigan ci ha scommesso, e nella migliore delle ipotesi potrebbe ritrovarsi un talento da alta lottery tra le mani.

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