Se per la Top Ten delle guardie abbiamo scelto solo giocatori che tornavano nella loro squadra di appartenenza, lo stesso non si può fare per la Top Ten delle migliori ali della prossima stagione. I pezzi più pregiati della scorsa classe nel portal erano proprio in questo ruolo e oggi andiamo a scoprire insieme chi sono i principali volti della prossima stagione.
David Mirkovic – Illinois
Partiamo con l’Europa e partiamo col botto: giocherà Mirkovic in questa stagione? Infortunio al piede in estate con conseguente operazione a fine luglio e nessuno nel giro di Illinois in grado di stabilire una chiara timeline per il suo ritorno. Se ci aggiungiamo i problemi al visto di Tomislav Ivisic, coach Brad Underwood ha tanto di cui preoccuparsi. Se dovesse tornare al meglio, aspettatevi una macchina da doppia doppia sotto canestro e soprattutto molti più palloni nelle mani. Nelle idee dei Fighting Illini c’è anche spazio per le doti di playmaking, intraviste nella prima stagione.
David Mirkovic with 29 and 17 in 28 minutes against Penn. Can give you a monster line like that without being able to jump over a puddle. Super skilled with offensive instincts. At 6-9 255: 50+ 3PTM this year and efficient on 65 PnR ballhandling reps. pic.twitter.com/3lZzPBsJUk
— Jonathan Wasserman (@NBADraftWass) March 20, 2026
Milan Momcilovic – Kentucky
Giuriamo di smetterla, ma anche qui bisogna parlare di un infortunio. Dito indice della mano destra, quella del tiro, rotta, un problema non da poco per il miglior tiratore da tre, percentuali alla mano, della scorsa D-I (48.7%). Coach Mark Pope si è tolto pressione con il suo arrivo costruendo un roster che in America è dato ai bordi della Top Ten (per noi molto più indietro). Uno straordinario e variegato tiratore, tutto da testare in difesa dove non sarà aiutato dal sistema iper-aggressivo di Iowa State, che dovrà trascinare Kentucky in una stagione molto delicata.
Thomas Haugh – Florida
Florida è tornata in blocco per fare sul serio. Per tutti in America la squadra più forte grazie allo stesso frontcourt che vinse il titolo nel 2025 e che torna ora più esperto e forte che mai. La punta di diamante è Thomas Haugh, il più perimetrale dei tre, quello che ha la lunghezza per marcare un lungo e la velocità per difendere gli esterni, quello che trasforma la difesa in facili punti e che si apposta in angolo pronto a tagliare col tempo giusto o tirare dall’arco. Otto o dieci milioni sono bastati per rinunciare ad una chiamata assicurata in lottery. L’obiettivo è il secondo titolo in tre anni e una chiamata in Top Ten.
John Blackwell – Duke
Finisce in questa lista perché è un ventellista in Big Ten, con tanta esperienza ed è uno dei colpi migliori dell’estate fino in una delle squadre migliori della prossima stagione, ovvero Duke. Ma c’è un Ma, molto grande che pende sulla sua testa. Riuscirà ad essere la stella dei Blue Devils? Un All American fatto e finito capace di trascinare una squadra profonda, talentuosa ma tutta nuova al traguardo che Cooper Flagg e Cameron Boozer non sono riusciti ad ottenere? Wisconsin è uno dei migliori programmi in circolazione, ma il track record a Marzo (1-3 con Blackwell, ultima S16 dieci anni fa) dei Badgers potrebbe far domandare ai tifosi di Duke: è l’uomo giusto su cui puntare?
Pryce Sandfort – Nebraska
Retention è la parola chiave di quest’era. Chi riesce a mantenere i propri giocatori nel roster e non lasciarli entrare nel portal si porta un jolly non da poco nella stagione successiva. Un GM bravo come Luca Virgilio lo sa ed è riuscito a restituire a coach Hoiberg due ali che possono fare la differenza nella prossima stagione: Pryce Sandfort e Braden Frager. Il primo è un tiratore micidiale (41.6% su nove tentativi), armata molto bene dal sistema free-flow dei Cornhuskers. Sarà lui il principale terminale offensivo di una squadra che non vuole scendere sotto i traguardi raggiunti nella scorsa stagione.
Juke Harris – Tennessee
Gioiello della corona dell’inaspettata classe transfer, tutta scorer e punti nelle mani, di Tennessee. Solista offensivo di oltre due metri, capace di reggere un alto volume di gioco sulle sue spalle, sia attaccando con calma e forza fisica dal palleggio, sia giocando lontano dalla palla con pop dopo il blocco e uscite laterali per il tiro da tre. La multipla presenza di creatori di gioco come Dai Dai James, Terrence Hill e Jalen Haralson lo metterà in condizioni di accentrare il gioco solo quando lo vorrà. La scommessa di Rick Barnes per centrare la Final Four è la seguente: insegnare ad un gruppo di scorer come si difende e sperare che la potenza di fuoco in attacco si ordini da sola.
Fuck it. Juke Harris Highlights.
Shifty 6’7 3 Level Scorer
Didn’t have a build like this on our championship squad this year so should be interesting to see.
(21 PPG, 44% FG, 33% 3FG)
pic.twitter.com/LUSwvOgFIi https://t.co/BdmkHh0Rht— Barstool Michigan (@BarstoolUofM) April 10, 2026
David Punch – Texas
I Texas Longhorns sono pronti ad entrare nella lotta per la SEC e per il titolo nazionale. Quest’anno è la prima chance per Sean Miller che ha costruito un roster secondo le ultime tendenze di gioco: taglia fisica, rimbalzi e difesa. David Punch porta tutto questo, oltre ad un tocco nei pressi del canestro che lo rende uno dei lunghi più prolifici in circolazione. Da valutare la convivenza con un lungo molto interno come Matas Vokietaitis e la possibile concorrenza con uno dei migliori freshmen della prossima stagione, Marcus Spears, ma difficilmente toglieranno minuti ad uno scorer fatto e finito come Punch.
Amari Allen – Alabama
Il suo ritorno ha dato ossigeno a Nate Oats, alle prese con una delle off-season più difficili della sua carriera. Se la regia è affidata all’esuberanza di Aden Holloway (da capire se sarà disponibile dopo l’arresto), gli arrivi sotto canestro di Drew Fielder e Brandon Garrison non danno la giusta garanzia di competitiva, per questo Amari Allen sarà chiamato agli straordinari in difesa e a dare il giusto supporto in un attacco privo di gerarchie e pieno di freshmen. La sua qualità a rimbalzo darà sostanza ad un frontcourt all’apparenza leggero, così come dovrà migliorare il 34.1% dall’arco, insufficiente per garantirsi una scelta al primo giro allo scorso Draft.
Darrion Williams – Texas Tech
Dopo un anno a prendersi i soldi di North Carolina State, Darrion Williams torna nel programma che ha quasi trascinato alle Final Four nel 2025 sfruttando la ridicola e insensata regola del Five on Five che l’NCAA ha deciso di inserire, scatenando una serie di contese nei tribunali che hanno reso frizzante l’estate di college basketball. Williams è stato uno dei primi ad ottenere l’eleggibilità grazie ad un giudice del North Carolina e regalerà a coach Grant McCasland quella dimensione dal mid-range che tanto aveva reso pericolosa Texas Tech due anni fa. In attesa del possibile ritorno nel 2027 di JT Toppin, Williams potrà alternarsi sotto canestro e sul perimetro in una versione dei Red Raiders ora temibile.
DARRION WILLIAMS WINS IT FOR @TEXASTECHMBB!!
The second-largest comeback ever in the Sweet 16! pic.twitter.com/magJDSUaou
— CBS Sports (@CBSSports) March 28, 2025
Miles Byrd – Providence
Coach Bryan Hogdson riparte da lui per far tornare Providence ai livelli dell’era di Ed Cooley. Guardia two-way, da anni sui radar Nba, cresciuta nel sistema militare e difensivo di San Diego State e che ora dovrà prendersi sulle spalle i Friars, insieme a Dink Pate e Devin Vanterpool. Guardie dalla grande taglia (198 cm) capace di utilizzare il fisico per prendere vantaggio con un tiro da tre assai rivedibile (mai sopra il 30% in carriera). Dovrà riuscire a limare i dettagli e a portare il suo gioco fisico nella temibile Big East.
