Quote by Dozier o Swanigan, tempo di career-high

Quella intorno a Natale è stata una settimana con meno partite, ma non per questo meno interessante. Di sicuro i due argomenti che hanno catalizzato l’attenzione dei media sono stati il derby tra Louisville e Kentucky (vinto dai Cardinals) di cui vi abbiamo raccontato tutto, ma anche la sospensione per sgambetto di Grayson Allen e le sue lacrime (qui tutti i video).

La parte della stagione dedicata alle partite cosiddetta di non-conference a questo punto è terminata e siamo alla vigilia dell’inizio dei campionati di conference, dove le grandi squadre inizieranno a confrontarsi ogni settimana con avversarie di livello. Al momento restano sei squadre imbattute: Villanova, Baylor, Gonzaga, UCLA, Creighton e USC. Ecco tutto quello che è successo

 I soliti Cavaliers

The Streak Ends Here ovvero la solita dominante difesa di Virginia batte 56-52 i Golden Bears di Cuonzo Martin e interrompe la striscia di vittorie consecutive,27, al Pete Newell Court da parte di California. Partita fin da subito indirizzata sui binari voluti da coach Tony Bennett, ritmi soporiferi e poca transizione. In più Virginia ha aggiunto la solita dose di difesa asfissiante sul lato forte e attacco caratterizzato da blocchi e doppie uscite, rendendo così equilibrata la partita. Infatti la gara non ha vissuto grossi scossoni, tolto il parziale di 17-2 in favore Cavs che è servito a ribaltare la partita in un momento delicato. Fondamentali nel finale sono stati cinque punti di solco scavati prima da un gioco da tre punti di Isaiah Wilkins, unico canestro dal campo della partita, e il jumper di Mamadi Diakite. Per chiudere in bellezza Wilkins ha deciso anche di murare come un Mastrangelo dei tempi d’oro l’ultimo tentativo di Moore di riaprire la partita.


In una versione sempre più sbilanciata sugli esterni i migliori realizzatori di Virginia sono stati London Perrantes che, tolto lo sparacchiamento eccessivo da tre, è stato preciso al tiro e un Kyle Guy che ha giocato un ottimo secondo tempo.

Career-high numero 1

In assenza di Sindarius Thornwell (sospeso per non noti motivi disciplinari, ma che ormai sembra vicino al rientro) PJ Dozier si è caricato la squadra sulle spalle. E così da ottimo play passatore e gestore del pick and roll (che South Carolina utilizza spesso), il sophomore si è trasformato anche in realizzatore mettendo a segno il career-high contro Clemson: 26 punti, 8 rimbalzi, 5 assist, 2 stoppate e 4 recuperate. Più che altro è passato dal 23,3% da 3pt all’attuale 41% abbondante.

Le stimmate del giocatore Nba

Osservato speciale della difesa dei Gamegocks era Jaron Blossomgame, la guardia/ala di Clemson considerato all’inizio dell’anno un papabile player of the year. South Carolina ha effettivamente negato molte ricezioni alla star dei Tigers, che però resta giocatore dal fisico tagliato per i professionisti e che quindi è riuscito a rendersi utile in molti modi, in primis a rimbalzo (10 alla fine per lui) compreso un tap-in cruciale nel finale.

Career-high numero 2

Zitto zitto, Caleb Swanigan sta prendendo le misure della sua stagione da sophomore. Il centro di Purdue è stato fondamentale nella vittoria dei suoi Boilermakers in rimonta contro Notre Dame  (di cui vi abbiamo parlato la scorsa settimana), e da quel momento in poi non si è più fermato. Attualmente è il giocatore con più doppie-doppie stagionali (10). Di recente si è abbattuto come un ciclone contro i malcapitati lunghi di Norfolk State, facendo registrare il career-high 32 punti (10/12 da 2pt) conditi da 20 rimbalzi.

Quote by Dozier or Swanigan, career-highs nights

27/12/2016