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Miles McBride

Proiezione Mock

#ND
Miles McBride
West Virginia Mountaineers
Stati Uniti
08/09/2000
Cincinnati, OH
188 cm
91 kg
Archbishop Moeller HS
Guardia
Sophomore
Wingspan: 195 cm
Best comparison: Kyle Lowry
Worst comparison: Cam Payne
Shoot off the dribble: 5
Catch & shoot (motion): 8
Spot Up: 9
Creation & Passing: 5
Ballhandling: 8
Assist: 9
Right hand: 7
Left hand: 8
Defense on the ball: 9
Protecting the rim: 7
Off rebound: 5
Def rebound: 6
Intangibles: 9
Personality: 9
Energy: 9
Final grade: 113

Strenghts

Se West Virginia è diventata una vera roccaforte in difesa lo si deve soprattutto a lui: intensità e atletismo, sia sui blocchi che in aiuto, sono i due fattori che gli hanno permesso di diventare una pedina fondamentale del frontcourt dei Mountaineers (senza di lui la squadra subisce molto di più con un -13.6 in termini di Adjusted Defense). E ha la mano lestissima quando si tratta di rubare la palla o intercettare un passaggio. Solido nel tiro da tre (41.4%) e soprattutto in area dove ha un’efficacia del 60%, specie considerando che pochi di questi canestri nascono da suggerimenti dei compagni (appena il 24.4% delle sue giocate al ferro sono assistite). Non ha molta creatività, ma quando è lucido dimostra una grande capacità di decision making, tanto che è il giocatore a cui va la palla nei clutch moment. Completano il profilo anche un’ottima assist/turnover ratio (pari a 3) e una dote innata di grande comunicatore.

Weaknesses

Il problema maggiore è la continuità. Nel suo anno da freshman questa è venuta a meno proprio nella parte finale di stagione e in quella appena trascorsa la sua percentuale di True Shooting pari al 54% non è certo delle migliori. Questo è probabilmente dovuto anche al suo minutaggio estremamente alto (circa 34 minuti a partita). In fase di realizzazione i suoi limiti maggiori riguardano le conclusioni in uscita dai pick&roll (solo in 40%), limite dovuto soprattutto ad una grande (a volte troppa) fiducia nelle sue incursioni in area e nel suo floater. Sotto la media (40%) anche le sue conclusioni dalla media distanza e in un uscita dal palleggio (al contrario della percentuale di jumpers in spot up pari al 51%). Altro punto debole del suo gioco è il playmaking: non brilla infatti per creatività, né di timing né di letture di gioco. Nel passaggio alla NBA potrebbe soffrire un po’ la sua altezza: non è una point guard naturale, ma come guardia è troppo piccolo.

Extra

Anche se il suo recruiting profile non era certo da top assoluto (#239 del ranking nazionale e #32 in quello delle point guard), coach Bob Huggins lo ha voluto assolutamente con sé per quelle che possiamo definire qualità intangibili del giocatore: saggezza, dedizione, tenacia, spirito di squadra e mentalità vincente. Il suo soprannome “Deuce” se lo porta dietro dalla nascita: essendo il secondo genito, il padre ha iniziato a chiamarlo così per scherzo e quel soprannome non l’ha più lasciato.

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