Quote by Houston imbattuta, UCF e UConn sorprendono

Dopo quasi un mese di partite la AAC risulta, come sempre, una delle conference più combattute, con conferme da parte di squadre del calibro di Houston, e sorprese (UCF e UConn su tutte) sia in positivo che in negativo. Aspettando il prospetto numero 1 della nazione per il 2019, questa conference ha sempre più l’aspetto di una major, con squadre di talento con poco da invidiare ad alcune Top 25.

“Houston, non abbiamo un problema”

Nonostante l’addio di Rob Gray, leader dentro e fuori dal campo, i Cougars sono riusciti a trovare una quadra fin dall’inizio della stagione. Corey Davis Jr. e Armoni Brooks sono il centro del progetto, 35 punti di media in due nelle prime cinque partite della stagione, tutte vinte. L’upset contro gli Oregon Ducks (dei cui problemi vi abbiamo parlato da poco) è il risultato più importante ottenuto finora che ha lanciato Houston al primo posto nella conference, unica squadra ancora imbattuta.

UCF è una realtà

Una sola sconfitta di misura è tutto ciò di negativo che si può trovare in questa partenza per Central Florida. Sei vittorie sono il risultato di una squadra piena di talento e pronta a stupire dopo un anno di difficoltà. I problemi di salute del roster sembrano risolti e finché l’infermeria resterà vuota (non scontato visto il passato) UCF rimane una seria candidata al titolo di conference. Il gigante Tacko Fall è circondato da giocatori di grande talento come Terrell Allen e Aubrey Dawkins, e il leader della squadra BJ Taylor sta dominando nel back court. La vittoria più importante è arrivata contro gli Alabama Crimson Tide grazie alla grande prova da 24 punti proprio di BJ Taylor.

 

Settimana della verità per UConn

Dan Hurley ha portato novità positive nell’ateneo degli Huskies. Erano anni che UConn non partiva così bene, perdendo soltanto una partita e collezionando già una quality win importante ai danni della #15 Syracuse sull’importante palcoscenico del Madison Square Garden. Jalen Adams, come avevamo previsto, ha consolidato il proprio ruolo da leader, riuscendo a mantenere buone medie e guidando un gruppo di guardie coeso che riesce a produrre risultati su entrambi i lati del campo. Le prossime partite contro Arizona e Florida State potrebbero fare da spartiacque per la stagione degli Huskies, o quantomeno saranno due esami importantissimi.

Basterà attaccare così per Cincinnati?

Era indubbio che per i campioni uscenti della American sarebbe stato difficile ripetere la stagione dello scorso anno, soprattutto dopo l’addio di Gary Clark e Jacob Evans. L’inizio un po’ shock è arrivato nella sconfitta in casa contro Ohio State. Da lì in poi sono arrivate solo vittorie, ma contro avversari di talento e forza decisamente inferiori. I Buckeyes sono riusciti a non subire troppo l’ottima difesa dei Bearcats, e i problemi offensivi della squadra di Mick Cronin sono venuti subito a galla. Jarron Cumberland sembra l’unico in grado di poter dare solidità e continuità in attacco, ma non può bastare come unica soluzione contro avversari davvero preparati. Prima di Natale ci saranno le sfide con Xavier, Mississipi State e UCLA a mettere sotto pressione la squadra.

Aspettando il 2019 in casa Tigers

Con la recruiting class del prossimo anno e l’arrivo quindi di James Wiseman (prospetto #1 della nazione), è probabile che Memphis farà un salto incredibile la prossima stagione, ma per quanto riguarda il presente le difficoltà in attacco sono troppo evidenti. Mascherare le proprie lacune a livello tecnico e di tiro da fuori con il pressing furioso, l’atletismo e le cosiddette giocate “intangibili” funziona solo a sprazzi. Non preoccupano tanto le sconfitte contro LSU e Texas Tech (occasione persa visto il netto vantaggio fino a metà secondo tempo), quanto quelle contro Oklahoma State di 20 punti e Charleston.

Le altre

Wichita State Shockers: rimpiazzare 11 giocatori, tra i quali Landry Shamet, non è facile, come dimostra questo inizio. Non basta Markis McDuffie, senior, a sopperire alle difficoltà difensive di tutto il roster.

Temple Owls: Shizz Alston Jr. e Quinton Rose riescono a trainare l’attacco, mentre sulla difesa c’è da lavorare, nonostante alcune basi, come la capacità di forzare le palle perse sia già ad un ottimo livello.

Tulsa Golden Hurricane: si tratta della squadra ancora un passo dietro alle prime 5 della conference. La prestazione contro #5 Nevada è stata buona, ma non basta.