Quote by Kansas batte Kentucky e punta alla numero 1

La n. 2 del ranking Kansas era decimata da infortuni (Udoka Azubuike) e sospensioni disciplinari (Carlton Bragg), senza contare che attualmente nel campus di Lawrence ci sono i poliziotti che stanno indagando sullo stupro di una 16enne e almeno 5 membri della squadra saranno sentiti come testimoni. Insomma c’erano tutti gli ingredienti perché i Jayhawks finissero macinati sul campo della n. 4 Kentucky. Ne è venuta fuori una partita a tratti confusa ma combattuta e appassionante, che alla fine Kansas ha vinto meritatamente per 79-73 e che salvo sorprese porterà la squadra a diventare la prossima numero 1. Ecco i punti salienti di questo big match.

Cara vecchia zona

Dal punto di vista tattico non c’è dubbio che sia stata la zona di Kansas a cambiare l’inerzia della gara e non di poco (nei primi 10 minuti Kentucky era andata avanti 23-11). Coach Bill Self ha schierato alternando una 2-3 una 1-3-1 e anche una “triangolo e 2”, di fatto mandando in tilt l’attacco dei Wildcats il cui unico punto di riferimento costante dall’arco è stato lo “stretch four” Derek Willis (buona prova la sua: 18 punti con 5/6 da 3pt). Kentucky ha fatto girare la palla in maniera farraginosa e con idee poco chiare. In più la palla dei Wildcats è sempre nelle mani di Isaiah Briscoe e De’Aaron Fox, che dalla lunga distanza sono entrambi un non-fattore.

Davide contro Golia. O no?

Kansas era nettamente sfavorita nella battaglia sotto canestro, con rotazioni cortissime, costretta ormai da due partite a schierare Josh Jackson (che è 6-8 ma ha ben poco del lungo) da numero 4. Bene, il conto a rimbalzo a fine gara diceva: Wildcats 35 – Jayhawks 34. Self ha svuotato la panchina dando minuti al freshman Mitch Lightfoot (6-8 bianco) ma soprattutto al transfer da Mississippi Dwight Coleby che nelle ultime 10 gare era stato in campo in totale 3 minuti, che ha permesso di rifiatare a Landen Lucas (mister concretezza: 12 punti con 6/6 dal campo). Alla fine la battaglia sotto canestro (nel confronto attacco-difesa) è stata insieme alla zona la chiave del match. Certo Kentucky ci ha messo del suo. In attacco Bam Adebayo (l’unico lungo affidabile sotto canestro) si è visto recapitare molti palloni, ma non è sembrato lucido nel gestirli (sanguinoso anche il 4/10 dalla lunetta). Di Wenyen Gabriel e Isaac Humphries meglio non parlare, nel senso che sono stati completamente ininfluenti.

Quanto ci piaci Josh

Era già stato il migliore in campo di Kansas nella sconfitta contro West Virginia, ieri Josh Jackson si è diviso con il play Frank Mason la palma di mvp della gara. Le sue due triple consecutive all’inizio del secondo tempo hanno dato il “la” all’allungo dei Jayhawks (che avevano chiuso con 0/8 dall’arco nel primo tempo) e nel finale ha catturato un rimbalzo offensivo fondamentale (convertito in 2 punti). Ha chiuso con 20 punti, 10 rimbalzi (unico in doppia-doppia nel match), 3 assist e 2 recuperi. Il ragazzo sta crescendo di partita in partita e attualmente è difficile immaginarlo al di fuori delle prime 5 chiamate al draft.

 

Piccoli a confronto

Frank Mason e Devonte’ Graham non giocheranno nella Nba come invece capiterà a De’Aaron Fox e Malik Monk (o se succederà non accederanno ai pro dalla porta principale come faranno invece i due di UK) ma ieri hanno mostrato perché l’esperienza conta. Mason in particolare ha gestito il finale di partita da veterano senza perdere mai la testa. Monk, Fox ma anche Briscoe hanno prodotto grande impegno ma con poco costrutto. Monk ha iniziato mostrando il suo repertorio offensivo fatto di accelerazioni in contropiede e tiro da fuori, ma ha poi evidenziato carenze nella lettura e nel ballhandling, Fox è un all-star se può andare a 100 all’ora ma il suo 0/2 da 3 (7/41 dall’inizio dell’anno) sta iniziando a risultare troppo penalizzante (soprattutto se si aggiungono 2 assist e 5 palle perse) considerando che dovrebbe essere una top 10 al draft.