Quote by Kansas trema nel finale ma batte Michigan State

Non si può dire che Michigan State non ci abbia provato. La sfuriata finale che ha portato gli Spartans a -3 ha tenuto viva una partita che per lunghi tratti sembrava già finita. Il finale (92-87) non rivela che a metà del secondo tempo Kansas era stabilmente in controllo, con un margine di 15 punti di vantaggio. Poi l’orgoglio di Michigan State ha finalmente fatto capolino trasformando il finale in una lotta, che si è infranta sull’errore di Cassius Winston in penetrazione. Ecco cosa ha detto il match

Kansas è profonda, quindi difende

Vedere uscire dalla panchina due giocatori come Marcus Garrett e Charlie Moore e pensare che il lungo Silvio De Sousa viene tenuto in panchina in attesa di chiarimenti sulla sua eleggibilità fa capire quante soluzioni offensive abbia questa squadra. Questo ovviamente permetterà a coach Buill Self di rischiare qualche fallo in più, ma mantenere sempre alta l’intensità difensiva.

Benvenuto Dedric Lawson

Le cifre del transfer: 20 punti, 14 rimbalzi, 6 assist. Ecco a vedere la gara non l’avreste mai detto. La prestazione più silenziosa che possiate immaginarvi. Ma piena di sostanza. Non solo, la presenza di un lungo di talento come Dedric Lawson (ieri 0/2 da tre, ma il tiro fa parte del repertorio) permette a Kansas di tornare all’assetto con due lunghi in campo che si cercano. In bocca al lupo agli avversari.

 

Quentin Grimes e Devon Dotson hanno le chiavi della squadra

Con la sua prestazione (21 punti e 6/10 da 3) Quentin Grimes ha sicuramente scalato qualche posizione in vista del prossimo draft Nba, ma va detto che è andato calando nel corso della partita e che nella fase del recupero di MSU è stato Dotson quello più in palla. La coppia, in ogni caso, sembra pronta per una stagione di quelle memorabili.

Michigan State è viva

Abbiamo lasciato la squadra con un terrificante 8/37 da 3 contro Syracuse al Torneo di marzo e la ritroviamo con un più scintillante 12/23 dall’arco, prestazione che ha anche permesso il recupero nel finale. Gli Spartans hanno ingranato tardi, ma hanno mostrato di avere le carte in regola per stare tra le big del college basketball. Soprattutto sono sembrati determinati e non “in panico” come apparsi spesso nella parte finale della scorsa stagione.

Bocciati Vick e Ward

Lagerald Vick di Kansas alla fine aveva lasciato perdere il draft Nba ed era quindi il giocatore più atteso per i Jayhawks, invece ha dato a tratti un buon contributo difensivo e poco altro (2 punti con 1/7 al tiro e 2 perse).  Il lungo Nick Ward era carico a molla, non a caso le uniche cose buone fatte vedere sono state le corse in campo aperto da canestro subito. Per il resto 25 minuti di nervosismo, litigi con gli arbitri, errori ai liberi e 5 perse.

Joshua Langford - Michigan State

Joshua Langford – Michigan State

 

Promossi Langford, Goins e Azubuike

C’erano molti dubbi che il junior Joshua Langford sarebbe riuscito a fare quel passo avanti per essere protagonista a Michigan State. La prima uscita dice che la strada è quella giusta: 22 punti ma soprattutto canestri importanti e pesanti. Kenny Goins allo stesso modo è stato utile sia sotto i tabelloni (11 rimbalzi) sia dal perimetro dove il suo 3/8 dall’arco è risultato tatticamente molto utile. In maglia Kansas prestazione solida per Udoka Azubuike, limitato dai falli (solo 20 minuti in campo). Ma la sua presenza in area implica un livello difensivo che poi rende tutto facile ai Jayhawks e in attacco il suo 7/10 (per 17 punti) dice quanto può essere efficace.

PS. Capitolo tiri liberi: 12 sbagliati da Michigan State (23/35) e 13 da Kansas (20/33). I coach sanno come far finire i prossimi allenamenti.