Quote by La liberazione di Norman Powell

La Nba si avvicina a un giorno importante, la “trade deadline”, ovvero la fine del “mercato”. La data ufficiale è il 23 febbraio e i primi movimenti importanti sono già avvenuti. Proprio questa settimana, con largo anticipo rispetto alla scadenza, è arrivato lo scambio che forse avrà le maggiori ripercussioni nella lega, quello tra i Toronto Raptors e gli Orlando Magic, che ha mandato Serge Ibaka in Canada in cambio di Terrence Ross e una scelta al primo giro (a meno di sorprese, la scelta che andrà a Orlando sarà quella dei Los Angeles Clippers, ma ci sono particolari condizioni da rispettare).

Siakam

Pascal Siakam

Nei primi mesi di regular season i Raptors sono stati la seconda forza della conference dietro Cleveland grazie al miglior attacco della lega che sarebbe diventato il migliore della storia, se avessero continuato a mantenere quelle medie. Già in quel contesto l’opinione comune era che mancasse un “4” affidabile. Si è detto, su queste pagine e altrove, che Pascal Siakam, per quanto positivo, non poteva essere la risposta. L’ex New Mexico State viaggia a una media di 4.4 punti e 3.5 rimbalzi a partita. Le proiezioni per il prosieguo della carriera sono buone e il camerunense può essere parte di una rotazione Nba (si pensi a Taj Gibson), ma i Raptors puntano a vincere adesso e non possono aspettare Siakam, che ora uscirà dalla panchina. Si dia quindi il benvenuto a Serge Ibaka.

Al di là delle necessità e di ogni altra considerazione (il vero o presunto declino di Ibaka, potenziali quintetti, ipotesi e speculazioni varie), c’è un giocatore che ha reso accettabile la partenza di Terrence Ross. Norman Powell.

TRoss

Terrence Ross

Se si escludono gli inamovibili DeRozan e Lowry, la rotazione sulle guardie dei Raptors includeva Cory Joseph come backup PG e proprio Ross, che poteva essere inserito sia nel ruolo di guardia che, più raramente, come ala. Ma Ross non è riuscito a diventare un pezzo importante del puzzle, in parte perché chiuso da DeRozan e in parte perché ha la tendenza a prendere molti tiri e a segnare con poca efficienza. Se si guarda alle statistiche in carriera (per 100 possessi), Ross ha 18.8 tentativi dal campo e il 42.2% di realizzazioni. La percentuale da tre è vicina alla media della lega (37.6% su 9.8 tentativi, sempre per 100 possessi) ma proprio per questo, per quanto non dannoso dalla distanza, non lo rendeva neanche una pedina insostituibile. Alla sua quinta stagione nella lega il miglioramento è di molto inferiore a quanto auspicabile, e la sensazione è che la carriera di Ross sarà quella di un settimo o ottavo uomo in squadre di medio-alto livello e di un titolare e realizzatore puro in squadre pessime, come i Magic di quest’anno.

Le proiezioni di carriera per Norman Powell sono invece molto migliori. 46esima scelta al draft 2015, ha fatto la spola tra Nba e D-League nel suo anno da rookie fino a quando, a marzo del 2016, è stato richiamato in prima squadra ed è stato parte della rotazione per 17 gare consecutive. E quando sono cominciati i playoff, che hanno visto i Raptors arrivare alle finali di conference contro Cleveland, è stato parte integrante della rotazione (fatto straordinario per un rookie, ancor di più se scelto al secondo giro) e un fattore in molti matchup. La natura stessa dei playoff, da 4 a 7 partite contro la stessa squadra, richiede giocatori versatili che permettano agli allenatori di essere creativi nelle mosse e contromosse, come in una partita a scacchi (ovviamente non c’è contromossa in grado di compensare un LeBron James). La versatilità unita all’atletismo fornisce una base su cui lavorare.

 

Powell ha dimostrato di essere esattamente questo: una guardia di 195cm con apertura di braccia di quasi 210cm e uno stacco da terra di oltre 1 metro. I mezzi fisici per diventare un incubo in difesa ci sono, e nei momenti che contano ha dimostrato di saperli sfruttare. Pur con qualche errore e con un minutaggio molto ridotto, nelle due serie contro gli Indiana Pacers e i Miami Heat della scorsa primavera è stato fondamentale. E quest’anno il suo rendimento è cresciuto ancora.

E oltre a marcare Wade, non si è fatto certo pregare con altre star degli Heat

 

Terrence Ross prendeva minuti che ormai gli spettavano, nonostante gli infortuni che hanno tartassato i Raptors in stagione. E quando più gli infortuni hanno colpito la squadra, aprendo spazi a rotazione in questo gennaio, la temporanea crisi al tiro da fuori di Powell (27% da tre in gennaio) non ha aiutato. Difficile capire se si tratta di una fase passeggera o se invece il 40% da oltre l’arco della scorsa stagione era legato a un periodo particolarmente fortunato, ma con questa trade i Raptors hanno deciso di puntare su di lui come prima guardia in uscita dalla panchina. E in effetti, in questa prima metà di febbraio i suoi numeri sono in crescita (31.6% 3P in febbraio).

Per l’impegno e il potenziale mostrato sul campo, la maggior parte degli esperti che hanno seguito i Raptors (incluso chi vi scrive) avrebbero voluto spazio e minuti stabili per Powell, se non altro perché Terrence Ross pareva inadeguato rispetto al ruolo che occupava. Powell, al contrario, ha il potenziale per diventare una pedina importante in una squadra da titolo, una guardia 3&D in grado di cambiare sui blocchi e tirare sugli scarichi.

 

Su LockedOn Raptors, il podcast dedicato ai Toronto Raptors sul circuito LockedOn, uno dei commenti fatti in merito alla trade, in un misto di sollievo e felicità, è stato “Norman Powell è finalmente libero”. Per la seconda volta, pensando ai primi due anni passati in panchina a UCLA prima dell’arrivo di coach Steve Alford.

In un recente pezzo comparso su CBS Sports firmato da James Herbert, è stato chiesto a Patrick Patterson di indicare quale fosse l’identità di squadra dei Raptors. La risposta è stata “Kyle [Lowry] e DeMar [DeRozan]. È tutto qui. Kyle e DeMar sono i Toronto Raptors”. Tutti gli altri giocatori a roster sono di contorno e al servizio delle due star. Difficile che Norman Powell possa prendere il posto di uno dei due, non sembra averne i mezzi. Ma pare essersi adattato molto bene alla Nba e già al suo secondo anno è diventato un eroe per i tifosi, che hanno coniato l’hashtag #WeTheNorm (riprendendo quello usato dalla squadra durante i playoff, #WeTheNorth) e che si esaltano a ogni sua prestazione, soprattutto per quegli aspetti del gioco che non finiscono a tabellino.

Tutto lascia pensare che, arrivato al quinto anno, Powell sarà meglio di Ross. I due sono allo stesso livello già adesso, per quanto il loro apporto arrivi in aree diverse del gioco. Ma la seconda liberazione di Norman Powell non può che avere effetti benefici per Toronto, che ha stabilizzato la rotazione delle guardie e sembra pronta a riprendere la corsa verso le finali di conference. The Word for North is Norm.

Quote by Norman Powell has been freed

17/02/2017

The February 23rd Nba trade deadline is just around the corner. Most trades are usually done at the eleventh hour, but a few moves have already happened, including one that might have a huge impact on the future of the season, at least in the Eastern Conference. The Toronto Raptors traded Terrence Ross and a first round pick (most likely via the Clippers) to the Orlando Magic for Serge Ibaka.

Siakam

Pascal Siakam

The Raptors started the regular season as the best offense in the league and were on pace to be the best offense in history. Even when things were going that well, it was a common opinion that the team needed some help at the power forward spot. Pascal Siakam, the starting PF, had a positive impact on the team, as in, he was not a negative, but a 4.4 points, 3.5 rebounds production is not enough for a team that is trying to reach the Nba Finals. Siakam projects as a solid rotation player in the league, but he is not ready yet. He is likely to lose most of his minutes, but the Raptors needed an upgrade at that position.

This trade could be evaluated in many different ways (Ibaka supposedly declining in production, potential units and other hypothesis), but there is one specific player that made it possible. Norman Powell.

TRoss

Terrence Ross

DeRozan and Lowry are untouchables in their starting roles. Behind them, the Raptors have been playing so far Corey Joseph as a backup PG and Ross, who was playing both the backup guard spot and the small forward spot in small ball lineups. Ross never developed into an important piece for this team, mainly because most of his minutes were taken by DeRozan and his main strength is offense. He is also an inefficient volume shooter. He is trying 18.8 shots (per 100 possessions) and making 42.2% of them, including a 37.6% from behind the arc on 9.8 attempts. His production, on both offense and defense, was average at best, making him an expendable asset. As of right now, he projects as a 7th or 8th piece on a contending team or a volume shooter on a bad team like the Orlando Magic in desperate need of offense.

Norman Powell, on the other hand, seems to be a much better fit. The 46th pick in the 2015 draft, he went back and forth from the D-League in his rookie year until his final call-back to the main team in March. He went on to play in the final 17 games of the season and made himself a key part of the rotation in a playoff run that saw the Raptors lose to Cleveland in the Conference Finals. Playoff teams need versatile players that allow coaches to get creative with matchups. Playing 4 to 7 games against the same opponents means extensive scouting on the opponents and the exploitation of tiniest weaknesses. A playoff series is more like a chess match between the two coaches than anything else, although of course there are no adjustments out there to counter LeBron James talent. Still, length and athleticism are good starting point.

 

Powell is exactly what scouts expected him to be: at 6-4, with a 6-11 wingspan and a 40½ vertical, he is an athletic guard who can be a nightmare on defense and is not afraid of the big moments. Despite a few rookie mistakes and limited minutes, he was crucial in the two series against the Indiana Pacers and Miami Heat last spring.

And even if he had to guard Wade, he was still brilliant against the other Heat stars.

 

Terrence Ross was receiving minutes that should have gone to Powell, despite the number of injuries the Raptors suffered this season. When the injury bug hit the most and more minutes became available in the rotation last January, he went through a terrible shooting slump (27% from three in January). It’s hard to predict if it was just a slump and he will be go back to his 40% from last season or he will plateau as an average or below average shooter, but the Raptors clearly believe in him enough to trade Ross and trust him to backup DeRozan and be a contributor off the bench. And his numbers were getting better in February, although not that much (31.6% 3P in February).

Most experts, including yours truly, often pointed to the awkward fit with Ross while praising Powell’s potential. The sophomore has the potential to become an efficient 3&D player coming off the bench who can switch on defense and guard three positions, while allowing versatility in lineup choices according to the opponent and the situation.

 

LockedOn Raptors, the Raptors-only podcast on the LockedOn network, listed among the positive outcomes of the trade that “Norman Powell has been freed”. The line was delivered with a mix of joy and relief. It is the second time Powell has been freed. The first time came with Steve Alford taking the UCLA coaching job in Powell’s third season with the Bruins.

As reported in a column by James Herbert for CBS Sports, Patrick Patterson was once asked what was the identity of the Raptors. He said “Kyle [Lowry] and DeMar [DeRozan]. Simple as that. Kyle and DeMar are the Toronto Raptors”. The rest of the roster is built around them and is supposed to play off of them. Norman Powell doesn’t seem to have the tools to replace them, but he is the kind of player who doesn’t need the ball in his hands and can play off the two stars. He adjusted very well to the Nba and he already became a hero for his fans, who created the hashtag #WeTheNorm (an intended pun with the Raptors official playoff hashtag, #WeTheNorth). His every performance is highly praised, especially those parts that don’t get in the box score.

All projections suggests that Powell will be better than Ross in his fifth year. The two are pretty much the same now, when Powell is in his second year and Ross in his fifth. But Powell’s contribution comes in an area that fits better with where the Raptors are going now, and it makes more sense to trust him and give him more minutes. It is better for the present and future. The Raptors fixed the logjam in their guard rotation and made themselves ready for another playoff run to reach the Conference Finals and maybe beyond that. The Word for North is Norm.