Quote by La stagione dorata di Minnesota

“I don’t want to be ranked” (“Non voglio stare nel ranking”) aveva detto pochi giorni fa Richard Pitino parlando dei suoi Minnesota Golden Gophers. Il coach, figlio d’arte, uno che probabilmente nella sua vita ha sentito la parola “allenamento” prima di “mamma” l’aveva previsto e aveva ragione perché, appena entrata nel ranking (alla n. 24), la sua squadra è stata asfaltata in casa di Michigan State 65-47, tenuta al minimo stagionale di punti segnati.

Messa così sembra grave e invece non lo è, perché riavvolgendo il nastro e tornando indietro di soli due mesi, è evidente che la stagione di Minnesota potrebbe quasi considerarsi già positiva anche se si interrompesse adesso. Sembra un paradosso ma l’aria che tirava intorno alla squadra all’inizio di novembre portava più a pensare a un esonero dell’allenatore che al rientro nel ranking dopo 3 stagioni deludenti.

Riavvolgiamolo dunque questo nastro e torniamo alla stagione 2012-2013, quando il coach è Tubby Smith e in squadra ci sono Andre e Austin Hollins e in area Trevor Mbakwe. Quella è l’ultima squadra che entra nel ranking e arriva addirittura alla numero 8 in classifica, prima di disputare una Big Ten deludente (chiusa 8-10), di uscire al primo turno del torneo della B1G (contro una non irresistibile Illinois) e al secondo turno del Torneo Ncaa.

Ncaa basketball - Austin e Andre Hollins

Austin e Andre Hollins

Risultati giudicati insoddisfacenti dall’università, il cui staff era convinto che con il talento a disposizione si dovesse fare di più. Da qui la scelta di mandare via un coach blasonato come Smith (prima sorpresa) e di chiamare al suo posto un super esordiente come Richard Pitino (seconda sorpresa). Ok, Pitino era il figlio dell’hall of famer Rick (attualmente sulla panchina di Louisville), ma a quel tempo aveva 30 anni e poteva vantare solo una stagione alla guida di Florida International. E chiariamo, non un anno strepitoso, ma assolutamente normale, chiuso con la finale del torneo della Sun Belt, in cui FIU eliminò la favorita (Middle Tennessee) ma venne poi battuta da Western Kentucky. Un classico “bene ma non benissimo”.