Quote by La stagione dorata di Minnesota

La morale è che la squadra di quest’anno è effettivamente la prima completamente attribuibile a Pitino, e si vede. Il freshman Amir Coffey ha iniziato a mettersi subito in mostra come un grande talento offensivo (non ancora preciso, ma i suoi quasi 13 punti a partita fanno comodo), ma anche il primo anno Eric Curry sotto canestro si sta facendo valere, soprattutto a rimbalzo difensivo. I transfer Akeem Springs (da Milwaukee) e il capellone Reggie Lynch (da Illinois State) stanno portando il primo assist e triple e il secondo l’intimidazione sotto canestro per cui è sempre andato famoso.

 

Ed ecco servita la “nuova” Minnesota. Squadra tra le più giovani dell’intero college (nemmeno un senior in quintetto), che ha alzato la stazza media della squadra per chili e centimetri (a coach Smith sono sempre piaciuti i nani-razzenti mentre ai Pitino gli atleti fisici e versatili), che divide le responsabilità offensive quasi equamente (6 giocatori compresi tra 9 e 14 punti di media) e che soprattutto aveva fame di vittorie e cercava riscatto. “I like being the underdog. If you can find a way to play the disrespect card, you’re going to use it as best you can. I like not being ranked. I don’t want to be ranked. Keep us out of it. I want to win every game, but I like that part of it“. Ecco perché far parte delle migliori 25 fa così tanta paura al giovane allenatore. Perché teme che i suoi ragazzi si rilassino e allentino la presa.

Fin qui non abbiamo parlato dei singoli, e non perché nessuno sia meritevole di un approfondimento, ma perché Richard, come suo padre, predilige un gioco corale, con poche stelle e responsabilità condivise in attacco e in difesa. Ecco, a proposito della difesa, grazie a un roster finalmente atletico al punto giusto Minnesota per la prima volta gioca quasi 40 minuti di uomo, senza zone o match-up che invece contraddistinguevano l’era Pitino fin dal suo arrivo. Certo, poi scattano raddoppi improvvisi (come quelli che hanno permesso di contenere i lunghi Swanigan e Haas nel match vinto in casa di Purdue), ma per lo più la squadra difende a uomo, e lo fa con risultati eccellenti, visto che al momento è 11/ma nel ranking difensivo di Kenpom.

 

Veniamo infine ai singoli. Il miglior marcatore attualmente è il playmaker junior Nate Mason che segna 14,4 punti e distribuisce 5,7 assist a partita. Non altissimo (poco sopra 1,85), è robusto e veloce, non perde palle stupide ed è il miglior tiratore da 3 della squadra. Dietro di lui tra i realizzatori c’è la truppa dei nuovi reclutamenti di Pitino Junior, ovvero un freshman (Coffey) e due sophomore dal grande potenziale come Jordan Murphy e Dupree McBrayer.

 

Sotto canestro, c’è Reggie Lynch che da 3 anni è il numero uno per Block% nella Ncaa, cioè fin dal suo anno da freshman grazie all’altezza (e 208 centimetri abbondanti) ma soprattutto a un tempismo d’intervento eccellente. Oltre a lui c’è solo Bakary Konate come lungo di ruolo, perché a Minnesota vige l’eclettismo, tale per cui Murphy (che non arriva ai 2 metri) spesso gioca da 4 ed è il miglior rimbalzista della squadra (8,5) mentre Curry (che è 205 cm) si permette anche passaggi fuori dall’area ed è stato l’autore della tripla che ha sostanzialmente chiuso la gara in OT contro Purdue, la vittoria più importante (finora) nella stagione dei Gophers.