Quote by Lauri Markkanen, due settimane da Dio

La già notevole stagione di Lauri Markkanen ha subito recentemente un’impennata impossibile da ignorare. Il freshman, infatti, nelle ultime tre partite si è confermato come leading scorer di Arizona, viaggiando a 25 punti e 7.3 rimbalzi in 29 minuti d’utilizzo medio, compreso un career-high da 30 punti nella rivalry con Arizona State. Al tiro, ha messo insieme un totale di 26/42 dal campo (61.9%) e di 10/13 ai liberi (76.9%). Il ragazzo di Jyväskylä, insomma, incanta sempre di più: qui di seguito vi mostriamo tutte le cose migliori – e non solo quelle – viste nelle ultime due settimane.

 

In attacco

Nella metà campo offensiva, la zona preferita dal finlandese è quella più lontana dal canestro, dove può esibire tutto il suo talento nel colpire dall’arco. Dalla linea dei tre punti sta raggiungendo livelli di efficienza estremamente rari, perfino unici, per un seven footer: 48.9% in stagione con ben 4.8 tentativi a partita, negli ultimi tre match ha accumulato un impressionante 13/18 (72.2%). Capacità di mettersi istantaneamente in ritmo aggiustando i piedi, eccellente fluidità di movimento e alto punto di rilascio: il freshman è una macchina che raramente s’inceppa e le cui conclusioni sono assai difficili da contestare.

La gran parte di queste triple (11) sono state infilate in catch-and-shoot in situazioni diverse: piedi per terra, in uscita dai blocchi e dal pick-and-pop.

 

Solo due le triple dal palleggio ma entrambe notevoli, seppur per motivi diversi: una contro Colorado in step-back e una clutch contro USC baciata benevolmente dal tabellone.

 

Markkanen, però, sa fare anche altro lontano dal canestro. Eccolo in alcune partenze in palleggio – qui, tutte di mano sinistra – che risultano efficaci grazie a un primo passo rapido e a ottime capacità di coordinazione: lo vediamo concludere con un elegante arresto-e-tiro [1], andare fino in fondo dopo aver bruciato Xavier Johnson sul primo passo [2] e conquistare due liberi con uno spin move [3].

 

Nelle situazioni di ricezione in post basso, è ancora una volta la sua notevole coordinazione a creargli situazioni di vantaggio mentre, nel terzo caso della clip sottostante, legge facilmente la difesa per tagliare a canestro e affondare la bimane.

 

Anche in contropiede non ha problemi nel seguire l’azione e farsi trovare pronto.

 

Coach Sean Miller ha sottolineato più d’una volta le sue buone capacità di passatore (1.1 assist di media in stagione). Nelle tre partite in esame, non c’è stato alcun passaggio vincente da parte sua ma si è fatto notare anche in questo senso.

 

In difesa

Le perplessità che aleggiano attorno Lauri riguardano essenzialmente la metà campo difensiva: verticalità e wingspan sono nella media, o comunque ben lontani dai livelli d’élite che si riscontrano in tante altre parti del suo repertorio, il che lascia aperti alcuni dubbi su un eventuale sviluppo come difensore d’area accettabile in ottica NBA (0.5 stoppate di media quest’anno). La presenza a rimbalzo – anche in attacco – è però apprezzabile (7.4 di media) e fa perno sulle sue buone capacità di posizionamento, oltre al non tirarsi mai indietro dalla mischia. Gli show sul portatore di palla sono molto frequenti mentre in fase di recupero i risultati sono alterni, almeno per ora.

Non è raro che il numero 10 di Arizona si ritrovi a marcare avversari più piccoli e rapidi: contro i Sun Devils, per esempio, è stato impegnato nel contenere Kodi Justice (1.95 cm) per la maggior parte del tempo. Nonostante i 2.13 metri che si porta a spasso, è apparso a suo agio il più delle volte: la buona velocità negli scivolamenti gli ha permesso infatti di tenere il passo del junior nella maggior parte dei casi.

 

Ovviamente non può sempre filare tutto liscio. Qui, per esempio, riesce a tenere Justice sul primo passo ma lo step-back dell’esterno mette quel tanto di separazione che basta a battere il finlandese nonostante i buoni riflessi di quest’ultimo.

In altri casi, il problema non sta nella distanza dal giocatore marcato. Qui lo vediamo a stretto contatto con Obinna Oleka (2.03 cm), il quale riesce comunque a infilargli due punti in faccia caricando il tiro molto velocemente e “proteggendosi” con il fade away. Ancora una volta, i tempi di reazione del freshman sono buoni e la sua mano, qui, non pare lontanissima dalla palla al momento del rilascio: il centesimo che manca a fare la lira stavolta risiede in uno stacco da fermo insufficiente per contrastare il tiro.

Situazione differente ma epilogo identico invece qui contro Chimezie Metu (2.10 cm) di USC.

Per Markkanen, si profila all’orizzonte una delle sfide più probanti della stagione, quella di stasera sul campo di UCLA con T.J. Leaf come diretto avversario. Un confronto estremamente intrigante fra due freshman di altissimo livello, con il lungo dei Bruins che, unendo atletismo ed eclettismo notevoli, potrà dare filo da torcere al finlandese come pochissimi altri prima quest’anno.

Quote by It is a very good time to be Lauri Markkanen

21/01/2017

Lauri Markkanen has been playing very well for Arizona, but he solidified his role as the team’s top scorer by going nuclear in the last three games. He is averaging 25 points and 7.3 rebounds in just 29 minutes in this span and set his new career high (30 points) in the game against Arizona State. He has been shooting 26-for-42 from the field (61.9%) and 10-for-13 on free throws (76.9%). Markkanen was beyond impressive, but it’s not just about the numbers.

 

 

On offense

Despite a 7-foot frame, he is more comfortable outside the three-point line. He is a skilled and effective shooter from distance and he is nailing threes with unbelievable efficiency: 48.9% for the season on 4.8 attempts per game. But in the last 3 games he shot 13-for-18 (72.2%) from behind the arc. He is quick at setting his feet, his motion is fluid and he has a high release point: his shooting is automatic and hard to contest.

Most of his three-pointers came in catch&shoot situation, coming off picks or pick&pops set.

 

Only two of his makes came off-the-dribble, both of them quite impressive of their own: the first, a step-back against Colorado; the second, off the backboard and in, down the stretch against USC.

 

But he is not just a shooter. He can put the ball on the floor – you can see him here, dribbling with his left. He has a quick first step and he can keep his balance when attacking the paint. In the clip below, you can watch him shoot from the mid-range off-the-dribble, beat Xavier Johnson with his first step and get to the rim and, in the third set, earn two free-throws thanks to a spin move.

 

When he gets the ball in the low post, his balance works at his advantage, while in the third example in the clip below, he sees the open lane and goes in for the two-handed flush.

 

And he has no problem running the floor on a fastbreak.

 

Coach Sean Miller often stressed that he is a skilled passer (1.1 assists average). He had no assists in the last 3 games, but he did read the situation and passed the ball when needed.

 

On defense

Markkanen might be an issue on the defensive end. His verticality and wingspan are aveage at best, raising more than a few questions on his ability to protect the paint at Nba level (0.5 blocks per game). He is a good rebounder (7.4 per game), both on the defensive and offensive glass, mostly because of his positioning and his willingness to sacrifice. He is effective “showing” on ball handlers in the pick&roll, but he is inconsistent in “recovering” on the roll-man, at least for now.

He is often taking on smaller players on defense. In the game against the Sun Devils his assignment was 6-5 Kodi Justice for most of the time. Despite his 7-foot frame, his good defensive stance and quick lateral step allowed him to keep the junior in check.

 

Things cannot always be smooth, of course. In this clip, for example, Makkanen contains Justice on the first step, but the wing stops and takes a step-back jumper with just enough separation to beat the defense, despite the good effort.

In other possessions, the problem is the distance with the player he is guarding. In this clip you can see Markkanen staying close to 6-7 Obinna Oleka, who still gets his shot off on a fade away. Once again, the freshman reacts quickly and his hand is not far from the ball when Oleka releases the ball. What keeps him from blocking the shot is the insufficient lift on his jump attempt.

Different opponent and situation in this other clip against 6-11 Chimezie Metu of USC, with similar results.


Markkanen will play one of the most difficult opponent of the season in UCLA’s T.J. Leaf tonight. It will be a great fight between two top freshman, and the Finnish will have his hands full against the athletic and versatile forward.