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March Madness 2026 – Kentucky al buzzer, Braden Smith nella storia

Otega Oweh buzzer

Otega Oweh buzzer

Il secondo giorno di March Madness (dopo l’upset del primo giorno) regala un buzzer beater della disperazione (che salva Kentucky), di quelli che finiscono a fine Torneo nel filmato “One Shining Moment”  ma anche qualche prestazione da scrivere nel libro dei record, da Braden Smith a Tarris Reed. E ora è tutto pronto per un secondo turno che si annuncia molto equilibrato.

East

Tarris Reed nella storia – Era dal 1965 che un giocatore di Connecticut non metteva a segno una partita da 20+20 al Torneo. Il lungo degli Huskies è andato quasi vicino a battere un record assoluto, visto che a fine partita il tabellino recitava 31 punti (con 12/15 dal campo) e 27 rimbalzi. “In realtà nel secondo tempo a un certo punto mi è sembrato un po’ di aver tolto il piede dall’acceleratore” ha detto il centro a fine gara. La prova pazzesca di Reed che ha permesso di compensare la serata storta al tiro di alcuni membri della squadra (in primis la stellina Braylon Mullins con 0/8 da 3). Onore delle armi a Furman che è rimasta una spina nel fianco per tutta la partita (finale 82-71) e che è stata ricacciata indietro negli ultimi minuti da un paio di triple di Alex Karaban.

Tarris Reed INSANE double double 🔥

Kansas rischia, St John’s a valanga – UConn al secondo turno sfiderà UCLA, che ha battuto UCF 75-71 nel match che si è aggiudicato la palma di “incontro più brutto del secondo giorno”. La squadra della Florida ha tirato con il 38% dal campo (e un pietoso 5/16 dalla lunetta) e quella della California con il 40%. Da segnalare lo scontro nel quale la guardia di UCLA Skyy Clark ha perso un dente contro un avversario, non tornando più in campo. Tutto facile per St John’s che conferma l’ottimo momento di forma e passeggia contro Northern Iowa (79-53) mentre Kansas dopo aver toccato i 26 punti di vantaggio contro Cal Baptist (molto belli i tifosi dei Lancers vestiti da indiani) subiscono nel finale un parziale di 18-2 che riporta gli avversari a -6. La migliore notizia per i tifosi dei Jayhawks è che la stella da NBA Darryn Peterson è in grande forma. Ha iniziato la gara con 0/6 dal campo dopodiché sostanzialmente non ha più sbagliato (28 punti alla fine).

South

L’Iso ball di Iowa – Non la migliore partita della March Madness quella tra Iowa e Clemson. Non tanto grazie a difese arcigne o chissà quanto fisiche ma più per delle percentuali orrende (entrambe sotto al 40% dal campo). In una normale partita Clemson non sarebbe sopravvissuta ad un primo tempo nel quale ha messo a segno 12 punti nei primi dodici minuti eppure ci sono voluti due tiri liberi negli ultimi secondi di uno spento Bennett Stirtz (4-17 dal campo per 16 punti finali, ma scelte di tiro discutibili) per vincerla. Contro Florida – dominante come solo una No.1 su una No.16 sa fare contro Prairie View A&M – servirà ben altro.

Midwest

Un tempo (solo uno) da Cenerentole– Sia Hofstra che Wright State hanno illuso per 20 minuti di avere le carte in regola per battere Alabama e Virginia. Entrambe sorrette da una giornata al tiro da tre da far sognare (oltre il 40%), Hofstra è riuscita a far fronte al ritmo forsennato dei Crimson Tide toccando anche la doppia cifra vantaggio, mentre Wright State – addirittura sopra all’intervallo – è rimasta aggrappata alla gara grazie alla prova balistica di Michael Imariagbe (5/9 dall’arco). Labaron Philon (28+8-7) sugli scudi per Alabama a guidare quel parziale a fino primo tempo che ha tolto le speranze che un fenomenale Preston Edmead mentre Virginia ha risposto tripla su tripla a Wright State, toccando il 50% dall’arco guidata da un quasi infallibile Jacari White, 26 punti (4/4 e 6/8).

Miami Ohio non balla più – La favola dei Redhawks è finita anche prima della mezzanotte per mano di un canuto uomo bianco che negli anni è stato su diverse panchine della Division I. É Rick Barnes, coach di Tennessee, che con la sua difesa fisica ha lentamente tolto ogni punto di riferimento all’attacco fluido di coach Travis Steele. Il risultato è stata una partita già chiusa a fine primo tempo nella quale i Vols hanno messo in campo tutto il loro talento offensivo, guidati da Jakobi Gillespie (29 punti per lui alla fine) gestendo poi nella seconda frazione. Per Miami il 7-29 dall’arco non è stato abbastanza per poter sognare un upset contro un programma che ogni anno a marzo trova il modo di rendersi pericoloso.

Texas Tech è viva, Iowa State anche di più – Con JT Toppin infortunato in panchina, in molti avevano dato per spacciati i Red Raiders contro una Akron che nelle ultime due stagioni ha perso solo due partite della MAC. Invece coach Grant McCasland ha lanciato quasi un messaggio alla nazione (e alle avversarie): il sistema di Texas Tech regge anche senza un’All American come Toppin, principalmente grazie al tiro da 3 (11/20 alla fine). Iowa State invece si è sostanzialmente allenata contro Tennessee State in vista della prossima sfida con Kentucky, che è LA storia del primo turno.

That’s a bucket! – Il primo vero momento March Madness del Torneo lo regala Otega Oweh che con un improbabile buzzer beater di tabella regala il pareggio sulla sirena a una Kentucky che sotto di tre per qualche secondo è stata virtualmente sconfitta al primo turno contro una grande Santa Clara. Allen Graves a 2.4 secondi dal termine aveva infatti segnato la tripla del +3 per i Broncos. E invece gli Dei del basket hanno deciso diversamente premiando alla fine i Wildcats dopo 45 minuti giocati punto a punto. Il coach di UK Mark Pope sostiene che nell’atto di tirare Oweh abbia detto “that’s a bucket”. Vero o no, i Wildcats ora al secondo turno affronteranno Iowa State. Peccato per Santa Clara e per il giovane bulgaro Sash Gavalyugov che ha mostrato lampi di talento (e di scelleratezza) e sarebbe stato bello vedere ancora al Torneo.

West

Il re dei passaggi – Dietro di lui ci sono Bobby Hurley e Chris Corchiani ma anche gente come Gary Payton, Cassius Winston. La sostanza è che ormai sono tutti dietro Braden Smith, il play di Purdue che grazie agli 8 assist della gara contro Queens è diventato il miglior passatore di ogni epoca nel college basket. Manco a dirlo, Smith è stato anche il migliore in campo, perché abbina alla capacità di mettere in ritmo i compagni anche doti da scorer. Alla fine 26 punti per lui con 6/9 e 4/6 e un record che non sarà facile da battere. Ah ovviamente Queens spazzata via

Programmi solidi – Mentre Purdue scriveva una pagina di storia e Arizona faceva un sol boccone di LIU, Miami e Utah State centravano una vittoria al Torneo – forse l’unica viste le rivali di domenica – che sa di validazione per i rispettivi programmi. Gli Hurricanes hanno mostrato di avere un altro tipo di tonnellaggio nei confronti di una Missouri che ha faticato a concludere in area. Un roster costruito da coach Jai Lucas, al primo anno, fatto a immagine e somiglianza di quelli che costruiva insieme a Jon Scheyer a Duke: taglia, atletismo e centimetri sotto canestro. Invece a Utah State cambiano gli allenatori, eppure si raggiungono sempre i traguardi. Anche Jerrod Calhoun si prende il 2° turno della March Madness guidando i suoi contro Villanova grazie a un gran secondo tempo di Mason Falslev (22 punti per lui).

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